Infermiera russa in bikini nel reparto Covid-19
Infermiera russa in bikini nel reparto Covid-19 dell'ospedale di Tula

Ha girato il mondo più volte, da più di 48 ore, la fotografia scattata all’infermiera in bikini. Quella della giovane russa, beninteso, non era biancheria intima provocante, bensì un abbinamento da mare messo insieme senza farci troppo caso per recarsi in reparto. L’infermiera ha spiegato che non credeva che la tuta anticovid fosse tanto trasparente. La ragazza, che ha 20 anni, ha confermato di essersi presentata in reparto con la tuta e i due pezzi a causa del caldo provato nei giorni precedenti.


Visiera, tuta protettiva e bikini, dunque, per assistere i pazienti Covid-19 dell’ospedale di Tula, capoluogo di 500.000 abitanti dell’omonimo oblast, nella Russia europea. La città sorge a poco meno di 200 chilometri a sud est di Mosca e nei giorni scorsi ha effettivamente registrato temperature più che primaverili. Le fatiche in corsia e la tuta hanno fatto il resto e la giovane infermiera è finita sui giornali di buona parte del mondo e su tutti i social.

Il ministro della salute della regione di Tula, Alexei Erk, ha detto che l’infermiera in bikini non verrà licenziata ma che è stata richiamata verbalmente dal responsabile medico dell’ospedale nel quale lavora. Il ministro ha aggiunto di aver ringraziato la giovane per il lavoro svolto, definito molto duro, e ha spiegato che spesso, quando si lavora, possono capitare cose imprevedibili.

Sta di fatto che da due giorni, la storia dell’infermiera Tula ha girato a più non posso. Virale, appunto. La foto della ragazza è stata pubblicata non solo sui grandi media russi, ma anche su pubblicazioni straniere compresi New York Post, The Sun, El Mundo e i alcuni dei principali giornali italiani.

È durato poco anche il mistero sull’identità dell’infermiera che, com’è comprensibile, non aveva certo fretta di svelarla. Il nome è apaprso sui tabloid inglesi che di questi particolari vivono. Il giornale online della sua città, Tula, è invece riuscito a contattarla e intervistarla via chat, mantenendo però il riserbo sull’identità.
Da Tulapressa.ru apprendiamo così che la ragazza si è sentita colpita da tanta fama improvvisa e che è stata costretta a chiudere tutti i suoi profili social agli estranei, continuando a comunicare solo con parenti e amici nei servizi di messaggistica istantanea e al telefono. Mezzi che le sono serviti e che l’hanno sostenuta. Nei primi giorni dell’epidemia, l’infermiera ha infatti nascosto ai parenti che stesse lavorando con i pazienti Covid-19 e, sempre per la loro tranquillità, ha limitato in questi mesi i contatti personali con la famiglia che non ha visto per un paio di mesi. La giovane infermiera ha poi raccontato che, prima dell’apertura del reparto per le malattie infettive dell’ospedale regionale di Tula, ha lavorato come infermiera in uno dei dipartimenti dell’edificio principale del complesso ospedaliero.

Caldo a parte, l’infermiera è motivata. «Non ho paura – ha detto ancora – È il mio lavoro e ho sempre voluto aiutare le persone. Ho scelto io di assistere i pazienti Covid-19».

Da Tulapressa.ru, infine, arriva un invito alla ragazza. Quello di non temere, tanto più che le foto dell’infermiera in bikini hanno fatto il giro del mondo e che il nome è uscito sul web, di farsi avanti. «Desideriamo che affronti questa situazione – scrive la redazione – È supportata dal governatore della regione di Tula e da colleghi. I residenti – sottolineano dal giornale – sono semplicemente indifferenti».