Pierluigi Bersani rivendica i meriti del centrosinistra

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Pierluigi Bersani

Accorato intervento, con dramma finale, di Pierluigi Bersani, che soltanto ieri aveva rilasciato una lunga intervista a un noto quotidiano italiano. Rederguito dalla moglie per aver dimenticato lo smacchiatore al supermercato, l’ex segretario Pd si è abbandonato a un lungo discorso. Di fronte all’ampia platea composta dalla stessa consorte e dal gatto Enrico, Bersani ha rivendicato i suoi meriti e quelli del centrosinistra sul versante delle concessioni autostradali.

«È bene che si sappia che non ho fatto alcun regalo ai Benetton. Anzi, sono stato proprio io, da ministro dello Sviluppo economico, a smacchiare le strisce delle autostrade per liberalizzare il traffico». «Ho anche pettinato le cassiere degli Autogrill», ha precisato.

«Io avevo mano libera perché non credo ai favori», ha aggiunto riferendosi al ritratto di Luigi Di Maio apparso su Forbes. «Il ministro attuale ha utilizzato lo stesso fotografo dei Benetton – ha incalzato – I miei fotografi, si sappia, si chiamano Lombardi, Campani, Sardi, Lucani, Pugliese. Un Toscani non mi ha mai fotografato».

Il lungo intervento, sottolineato dagli sbadigli della moglie, ha poi posto l’accento su temi cruciali per la costruzione di un’Italia e di un mondo migliore.

«All’attuale governo dico che la sinistra è viva, che Leu esiste, che anche Elvis Presley è vivo – ha incalzato Pierluigi Bersani – Anche David Bowie mi ha assicurato che valuterà la mia proposta di tornare in vita e lottare insieme a noi».

L’ex segretario del Pd ha garantito che i due artisti avranno un ruolo di primo piano nel prossimo esecutivo guidato da Enrico Rossi. «Abbiamo bisogno di dare un posto ai nuovi poveri», ha del resto precisato Pierlugi Bersani.

Questo per una questione di giustizia sociale. «Lo dico fuor di metafora – ha spiegato – Ognuno di noi ha diritto di vivere in una casa con un corridoio pieno zeppo di mucche senza pezze, giaguari smacchiati, tacchini senza penne, ulivi senza foglie, alberi di Natale senza palline, ponti senza piloni, magliette di Benetton senza Benetton, libri senza lettere, offerte 3×2 ripulite dal per».
E ancora: «va riconosciuto il diritto di ogni uomo a smacchiare strade e autostrade, cartelloni pubblicitari, giraffe che compaiono sui biglietti del circo; gli va riconosciuta la libera espressione di una sessualità senza sesso e di proferire metafore senza senso».

Quella che potremmo definire una lunga requisitoria di Pierluigi Bersani ha poi di nuovo posto l’accento sul caso delle concessioni autostradali.

«Ebbene sì, ho fatto fuori io tutte le strisce bianche, col solo aiuto del compagno Lapo della sezione di Villar Perosa», ha ripreso l’ex leader democratico.
«Io e solo io ho sottratto Michael Schumacher alla Benetton per far vincere e rivincere la Ferrari. Io e solo io mi sono impeganto per la permanenza in Italia del gruppo Fiat, con notevole successo», ha detto ancora Pierluigi Bersani.

«Posso senza dubbio affermare, alla faccia di Di Maio, che la FCA è mia e la gestisco io», ha rivendicato alludendo a un noto slogan femminista degli anni Settanta.

L’intervento si è interroto in maniera drammatica. Due signori con le maschere di Dolce e Gabbana hanno suonato il campanello e lo hanno invitato a provare una nuova felpa senza buchi delle maniche e a seguirlo.

 

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