Pistoia. “31 marzo Leonardo Rindi con Culturidea per una poesia contro il bullismo in Sala Maggiore del Comune”.

L’Associazione Culturidea, grazie alla dedizione della vicepresidente Beatrice Papi, torna porre l’obiettivo sulla poesia, ma questa volta lo fa da un punto di vista particolare.

Protagonista del pomeriggio di venerdì 31 marzo ore 16.00 in Sala Maggiore del Comune di Pistoia (gc) è la poesia contro il bullismo di Leonardo Rindi.

Il bullismo è un fenomeno sociale estremamente diffuso, e si caratterizza per azioni sistematiche che puntano alla prevaricazione sull’altro. Spesso questi atteggiamenti vengono riscontrati in bambini e ragazzi, come individui o come gruppo, nei confronti di un pari, che agli occhi del bullo viene categorizzato come ‘debole’.

L’organizzazione della manifestazione vede il prezioso contributo del Comune di Pistoia, Report Pistoia, Solidarietà e Rinnovamento, Simpatiche Canaglie nonché gli interventi dell’editore Silvio Ulivelli.

Il testo di Leonardo Rindi “Il difetto delle nuvole” sarà introdotto da Angela Nisticò, Andrea Gioia, Beatrice Papi, Giuseppe Bruni e Riccardo Fagioli con letture a cura di Alessandro Rapezzi e intrattenimento musicale di Verseelia.

Il rapporto tra poesia e psicologia è molto stretto. Leonardo Rindi, attraverso l’opera del dottor Giuseppe Bruni ne è assiduo frequentatore. Il poeta, per essere in grado di accedere al simbolico, deve in un primo tempo separare il reale dal fantastico. Leonardo Rindi, come disse in più occasioni Riccardo Diolaiuti, è atto a svolgere un lavoro di trasformazione, che porta al simbolo, alla parola, tutto ciò che avviene nel preconscio. Quest’ultimo è il luogo di passaggio fra l’inconscio e il conscio.

Il preconscio poetico conserva i contenuti inconsci e il linguaggio in cui potenzialmente si può esprimere, finché il tutto si concreta in una lirica che scava, scandaglia l’intimo dal profondo. Questa analisi, questo scandaglio, questa profondità trasforma i contenuti inconsci in parole. La poesia di Rindi è una sfida alla capacità di interrogarsi sul nostro eterno presente. Essa è il luogo delle iscrizioni del linguaggio. Ogni parola che nasce è un’apertura all’ignoto. La scrittura mette in scena il noto e l’ignoto.