Intensificazione delle attività antidroga della Polizia di Stato di Prato, che ha portato, in questi giorni, all’arresto di quattro corrieri nigeriani di eroina e al sequestro complessivamente di 108 ovuli contenenti più di 1.100 grammi di sostanza stupefacente. Gli arresti sono avvenuti nel centro cittadino, nei pressi delle stazioni ferroviarie di Prato, dalle quali transitano i pusher nigeriani che riforniscono il capoluogo pratese di consistenti quantità di eroina, proveniendo spesso da altre regioni.

Dalla riapertura dei confini regionali dopo il lockdown, del resto, gli investigatori della Squadra Mobile di Prato, consapevoli della ripresa di traffici illeciti di approvvigionamento di stupefacenti da parte di corrieri, lungo la tratta ferroviaria appenninica, hanno implementato sia i servizi di osservazione e verifica dell’arrivo in città di soggetti sospetti, sia il controllo di pregiudicati dediti alla commercializzazione di stupefacenti orbitanti in questo centro cittadino.

Tra il 3 e il 4 agosto si è potuto così sorprendere 4 cittadini nigeriani, tutti irregolari in Italia: tre uomini rispettivamente di 33, 30 e 28 anni, con precedenti specifici, ed una donna di 25 anni, incensurata. Alcuni di loro erano scesi da treni provenienti dal nord Italia, in possesso di numerosi ovuli contenenti eroina.
I corrieri di nazionalità nigeriana – ricorda la polizia – hanno l’abitudine di trasportare in corpore, dopo averli ingeriti, numerosi ovuli, del peso di circa 10 grammi l’uno, contenenti stupefacente, in questo caso eroina, al fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine, che, con una “semplice” perquisizione personale non troverebbero la droga.

Mediante esami radiografici svolti nell’ospedale di Prato, si è accertato che gli uomini detenevano lo stupefacente nell’intestino, per un totale di 59 ovuli poi espulsi fisiologicamente, contenenti eroina per quasi 580 grammi, mentre la donna veniva sorpresa nascondere i 49 ovuli di cui era in possesso all’interno del reggiseno ed in una bottiglia di succo di frutta, per un totale di quasi 530 grammi di droga.  Un collaudato modus operandi che non è sfuggito agli investigatori della Squadra Mobile di Prato.