Secondo il Financial Times, i gravi problemi di sicurezza relativi al Ponte Morandi di Genova, crollato 11 mesi fa provocando 43 morti, erano noti da 10 anni. Il quotidiano sottolinea che il dato emerge da un rapporto commissionato da Atlantia, ovvero l’ex società autostrade, al quale il Financial Times, che riporta fonti vicine al cda della società, dice di aver avuto accesso.
Il Ponte Morandi, scrive oggi il quotidiano finanziario londinese, aveva manifestato problemi di sicurezza in tutti i 10 anni precedenti il crollo, come puntualizzato nel rapporto di 87 pagine sottoposto al cda di Atlantia già a novembre, ovvero tre mesi dopo il disastro.
In particolare, riferisce il Financial Times, il comitato per il controllo dei rischi di Atlantia, proseguono le fonti, aveva chiesto il rapporto a settembre, un mese dopo la tragedia, per determinare se la compagnia fosse responsabile di mancanze nella manutenzione del ponte. Il documento elencava interventi in una scala da 10 a 70, per ordine di urgenza, e almeno in un caso un intervento aveva un grado di urgenza di classe 60: un problema con le travi di sostegno, identificato per la prima volta nel 2011, che aveva richiesto ulteriori test proprio nell’agosto 2018.  Fonti del quotidiano britannico osservano inoltre che la risposta di Atlantia dopo il crollo sarebbe stata «disorganizzata».
Da parte sua, Atlantia risponde che «il rapporto afferma che tutti i problemi di sicurezza sono stati gestiti in linea con la normativa e che indagini straordinarie sono state svolte ogni due anni dal 2009 al 2017. Le indagini diagnostiche sono stati svolti ogni anno dal 2009 al 2015 e ci sono stati anche tre controlli».