Prodotti a km 5, le ippoconsegne

Raccontami una storia premio letterario

Ippoconsegne. Proprio così: consegne a cavallo. Come un tempo. E come, forse, in futuro. Intanto, nei boschi di Castellina Marittima – località in odore di mare al confine con due cittadine della costa tirrenica – Le Macchie, un’azienda agricola biologica a conduzione familiare, sta sperimentando un nuovo modo di raggiungere i suoi clienti: le ippoconsegne. Iniziato un po’ per gioco, diventata poi una sfida con i limiti della modernità, Primiana ed Alberto, in sella a Sol e Remì, adesso trasportano miele, erbe e cera vergine d’api agli acquirenti nel raggio di 5 chilometri. Tra amore per gli animali e voglia di indipendenza dai combustibili fossili, gli strani apicoltori, ci raccontano la loro esperienza da ippo-consegnatari.

Com’è nata quest’idea?
Per una serie di circostanze che si sono verificate in contemporanea. Per prima cosa amiamo i cavalli ed abitiamo con loro. Poi viviamo e lavoriamo in un luogo poco urbanizzato, con due chilometri di strada sterrata per raggiungerlo, e alcuni dei nostri clienti distano solo 5 chilometri dall’azienda. Terza cosa, Sol e Remì, due cavalli che ci sono stati donati da poco, stanno rivelando un’indole perfetta per questo tipo di attività. Infine non amiamo le auto, né le energie fossili necessarie per condurle, né le spese cui ci costringono, quindi ogni volta che possiamo usare sistemi alternativi siamo contenti

Quali difficoltà avete incontrato nel mettere in pratica quanto ideato?
Sicuramente abituare i cavalli alle diverse situazioni che caratterizzano questa attività, per non esporli a situazioni improvvise e stressanti. In più l’adeguamento tecnico, come le borse da trasporto. Per ora abbiamo adattato delle borse trekking imbottite e delle sacche, perché purtroppo si trovano difficilmente artigiani del cuoio abili nella creazione di questi strumenti.

Come hanno reagito i vostri clienti?
Con curiosità e apprezzamento ma interpretandolo più come un gioco che come una forma di lavoro. Sarà compito nostro, nel tempo e con costanza, veicolare anche il messaggio più commerciale che semplicemente ludico.

Obiettivi e sviluppi futuri?
Intanto accrescere la mappa dei percorsi ippo-percorribili e commercialmente fruibili nel raggio di 10 chilometri, per individuare dei “punti consegna” da raggiungere in appuntamenti fissati con il cliente. E poi vedere di adattare questo sistema non solo per la vendita ma anche per l’acquisizione di risorse di prossimità, accorpando in un’uscita a cavallo più funzioni. Tutto questo non sostituirà completamente la necessità di utilizzare anche un mezzo a motore, ma ci permetterà di abbattere i costi e l’impatto ambientale delle consegne di prossimità, facendone anche momenti piacevoli (per noi, i cavalli e le persone che incontriamo)

Mentre in Italia si punta più che mai sull’export internazionale, voi andate in controtendenza. Il vostro è un esperimento di nicchia o pensate possa essere replicato su una più ampia scala?
Teoricamente tutte le realtà periurbane e rurali possono replicarlo; altro discorso è se queste ne abbiano voglia. Un’attività del genere è un piccolo cambiamento che dovrebbe essere parte di uno più generale: la nascita di economie di piccola scala, tante micro fonti di reddito diversificate, scambio locale, monitoraggio della propria impronta ecologica. Tutti vogliono tornare alla natura ma nessuno ci vuole andare a piedi.

Qualcuno, però, si è già avviato a cavallo.

Giulia Brugnolini