Riots

Quando la democrazia diventa affare degli squadristi d’opposta fazione

Raccontami una storia premio letterario

La democrazia piace a ben pochi, agli abitanti di un Paese europeo su due secondo un sondaggio del Pew Research. Viene spontaneo porsi una domanda: gli intervistati sanno che cosa significa democrazia?

Nel nostro Paese, la democrazia non va male. Piace sebbene molti si spingano a criticare la maniera con la quale viene concretizzata. Eppure a guardarsi intorno sorge il dubbio che gli intervistati non abbiano ben chiaro cosa sia.
Moltissimi italiani confondono la democrazia con la possibilità di dire ciò che si vuole, estendendola agli insulti e persino ai concetti criminali, come un certo rinvigorire di uno spirito fascista che speravamo morto e sepolto. Si formano antipatie intorno a soggetti che hanno la colpa di contraddire il leader preferito, talvolta fino a tragici epiloghi.
La democrazia non significa liberà di pensiero, sebbene la protegga; inoltre la libera espressione non è mai pura ma si mischia con l’imposizione di limiti utili a proteggerci da concetti che forse non dovremmo nemmeno considerare opinioni.
La democrazia, poi, piace agli italiani quando si vincono le elezioni e molto meno quando si perdono, secondo una semplificazione squadrista alla noi o loro che purtroppo è trasversale: alcuni loro fanno sinceramente paura in questo momento storico ma il problema non si risolverà con un imbarbarimento della narrazione politica che diventa più simile ad una tifoseria da stadio piuttosto che ad una vera partecipazione popolare.

Intorno ad essa ruota la democrazia: che è diretta nei pochi ambiti dove è possibile ed è indiretta-rappresentativa laddove i grandi numeri non consentono di fare diversamente, pertanto le elezioni sono sicuramente un punto fondante del concetto democratico. Secondo alcuni che ne sanno più di noi, le elezioni democratiche devono essere più rappresentative possibili, lasciando ben poco spazio a facili maggioranze; devono basarsi su un suffragio universale che dovrebbe essere maturo e informato e intorno ad alternative reali, il che fa sorridere visto la corsa che i partiti fanno per assomigliarsi, anche quando si suppongono opposti, rincorrendo la fetta maggiore di elettori possibili.

Democrazia significa governo del popolo e pare strano che questo non piaccia ad un Paese su due, visto che il suo contrario è la dittatura. La democrazia non sarà perfetta né pura ma è la migliore soluzione che abbiamo al momento e anche se un certo popolo dalle idee ignoranti e violente non dovrebbe governare questo non è certo colpa della democrazia: sarebbe un po’ imbecille erodere la democrazia senza modificare la base culturale del Paese con il risultato di avere regimi totalitari basati sull’odio e sull’incompetenza e su questo, storicamente, abbiamo già dato e sofferto abbastanza.

Dal canto suo, buona parte della classe politica tutto questo lo sa e fa gioco forza della confusione e della semplicità dei propri elettori; del resto non c’è niente di più democratico che trovare un accordo a maggioranza per spartirsi potere e poltrone.

Alice Porta