Quercetina dove trovarla? Nei capperi e nelle cipolle rosse più che online, dove sta andando a ruba senza ragionevoli motivi. Un farmaco a base di quercetina non c’è. Non ancora, almeno. Impiegata come integratore alimentare naturale, la quercetina è però sparita negli ultimi giorni da buona parte dei negozi Amazon. Tutto esaurito da che questa molecola si è rivelata un vero e proprio killer, secondo una ricerca alla quale ha preso parte il Cnr, contro il Sars-CoV-2. Una ricerca seria, giunta dopo un po’ di fandonie sulla quercetina stessa, spacciata come rimedio immediato per il Covid-19.
Adesso, alla ricerca in questione dovranno seguire prove e prove cliniche, fino a giungere alla possibile commercializzazione e uso di un medicinale vero e proprio, nelle sue dosi e forme di somministrazione.

Chi ancora deve smaltire le scorte di quercetina su Amazon, intanto, propone prezzi a dir poco improbabili, per una sostanza che si trova in buone quantità in diversi vegetali che finiscono spesso sulle nostre tavole. Per 100 capsule da mezzo grammo si sfriorano i 50 euro. Meglio ripassare, qualsiasi uso si voglia fare della quercetina, a sbornia passata.

A proposito di sbornia, comunque sconsigliabile, tra gli alimenti che contengono un bel po’ di quercetina c’è il vino rosso. Vino rosso e uva rossa, anche se a contenerne più di tutti i colleghi del regno vegetale conosciuto e commestibile sono i capperi. E pare che anche il prezzo di questi sia in crescita.

A contenere quercetina sono inoltre il sedano, la cipolla rossa, il levistico, che è un sedano selvatico, la propoli prodotta dalle api, il radicchio, il tè verde, le mele e i mirtilli. Insomma, prima di comprare integratori senza neppure sapere che cosa fanno, quando e quanto servono, tanto vale nutrirsi bene. Le ricette non mancano.

Va da sé che la quercetina apre uno scenario interessante per sconfiggere il coronavirus. Prima di tutto perché nessuno potrà brevettarla, rendendola così disponibile, se lo si vorrà e se si dimostrerà definitivamente efficace, a basso costo. Non solo. Essendo abbondante in natura, si potrà arrivare alla produzione di sintesi di una sorta di quercetina potenziata e dunque efficace in base alle necessità degli organismi contagiati.

Poter impiegare la quercetina non vorrà dire fare a meno del vaccino, sempre che questo arrivi, ma poter curare meglio coloro che sono già malati e quanti non possono vaccinarsi. Vale la pena ricordare che la battaglia contro l’Aids ha compiuto progressi impensabili grazie ai farmaci, pur in assenza di vaccini.

Lo studio condotto, pur non essendo ancora uno studio clinico, rivela che la quercetina funziona da inibitore specifico per Sars-CoV-2. Questa molecola ha un effetto destabilizzante su 3CLpro, una delle principali proteine del virus, fondamentale per il suo sviluppo e il cui blocco dell’attività enzimatica risulta letale per il virus.

«Già al momento questa molecola è alla pari dei migliori antivirali a disposizione contro il coronavirus, nessuno dei quali è tuttavia approvato come farmaco. La quercetina ha una serie di proprietà originali e interessanti dal punto di vista farmacologico: è presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio ed è nota per le sue proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie, anti-allergiche, anti-proliferative. Sono note anche le sue proprietà farmacocinetiche ed è ottimamente tollerata dall’uomo», ribadisce Bruno Rizzuti dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Cosenza.

La quercetina presa così a caso non serve. Anzi, a caso sarebbe meglio non prendere neppure un bicchier d’acqua. Se si vorrà lpensare alla messa a punto di un farmaco, però, la strada appare interessante. A patto di volerci lavorare, benché ci sia poco o nulla da brevettare.