Ralph spacca Internet

Ralph spacca Internet alla conquista del web e del botteghino

Raccontami una storia premio letterario

Avevamo lasciato sei anni fa Ralph Spaccatutto nell’anticamera elettrica di una sala di videogiochi. Lo ritroviamo lì, intento a una routine pacifica e appagante, in compagnia della sua amica del cuore Vanellope von Schweetz, invitta pilota del gioco Sugar Rush, in cui gareggiano macchinine caramellose.
Un incidente lascia Vanellope disoccupata e spinge i due amici ad avventurarsi in Internet, recentemente arrivato in sala, nel tentativo di recuperare su e-Bay l’unico volante oramai esistente per il videogioco di Vanellope, senza il quale lei non potrà mai gareggiare.

È il preambolo di Ralph spacca Internet, appena uscito nelle sale cinematografiche italiane e campione d’incassi nel giorno di Capodanno con 1 milione e 600mila euro.

Trovarsi in uno spazio sconfinato attraversato da richiami di ogni tipo, tra pubblicità spam, richiami alle diete, videogiochi sofisticati, costituirà per Ralph e Vanellope una grande avventura. Per lo spettatore sarà uno straniamento affascinante dei suoi stessi percorsi in rete, osservati con ironia. Ralph si troverà a diventare una stella del web facendo il verso a ogni tipo di video banale e trasformandolo in evento surreale, ma dovrà anche vedersela con gli hater.

Il filone principale di questo film è però una narrazione sul processo di individuazione, sull’autonomia, la separazione e la mancanza. Vanellope si troverà a superare la linea d’ombra e a trovare l’autonomia da Ralph, non più bisognosa di protezione e pronta a sperimentare avventure sempre nuove.
Illuminante il suo incontro con le principesse Disney, tutte piuttosto arcistufe che le persone pensino che un uomo possente possa risolvere tutti i loro problemi. Stanche dei loro vestiti tradizionali, iniziano a indossare una serie di irresistibili mise pop.

Ralph dovrà invece vedersela con la paura dell’abbandono e capire che l’amore non può imprigionare l’altro. La storia è ovviamente paradigma di ogni legame di attaccamento primario, che sia tra genitori e figli o tra amanti, e gli sceneggiatori Disney hanno dimostrato negli ultimi film di conoscere a menadito le teorie psicoanalitiche e psicologiche. E danno un colpo al cerchio e uno alla botte lodando da qualche altra parte i benefici del legame familiare.