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Al via l’operazione salva olio italiano a Natale dopo che la produzione nazionale di extravergine è stata dimezzata dal maltempo con un crollo vicino al 50% scendendo a un livello di poco superiore ai 200 milioni di chili contro gli oltre 429 milioni dell’anno scorso. L’iniziativa è della Coldiretti insieme all’Unaprol Consorzio Olivicolo Italiano per salvare l’uliveto italiano dopo la strage di 25 milioni di piante per colpa di trombe d’aria e gelo dalla Puglia alla Liguria, dalla Sicilia alla Calabria, dal Lazio alla Toscana

Regalare una bottiglia di extravergine italiano – affermano Coldiretti e Unaprol – fa bene alla salute di chi la riceve, al paesaggio, al lavoro e all’economia del territoriche l’hanno prodotta. Il Natale quindi può diventare l’occasione per sostenere con un regalo 100% Made in Italy sotto l’albero uno dei tesori più pregiati della dieta mediterranea minacciato dal maltempo e dalle speculazioni straniere sui grandi marchi italiani.

D’altra parte quasi un italiano su quattro (24%) sceglie di regalare per le festività di fine anno prodotti alimentari tipici da mettere sotto l’albero ed imbandire le tavole delle feste dove sempre più spesso si parla del cibo servito e della sua storia, secondo l’analisi Coldiretti/Ixe’.

L’olio extravergine di oliva – evidenziano Coldiretti e Unaprol – non è solo un componente fondamentale della cucina italiana e mondiale ma è stato anche riconosciuto dalla Food and Drugs Administration USA (l’ente statunitense che si occupa della salubrità dei cibi) come importante alimento contro l’infarto e altre problematiche cardiache.

Le possibilità di scelta non mancano in un Paese come l’Italia che – sottolineano Coldiretti e Unaprol – può contare a livello mondiale su un primato qualitativo sostenuto da 533 diverse varietà di olive di alta qualità e da 47 olii Dop/Igp riconosciuti dall’Unione Europea. Attenzione però agli inganni, il rischio per i consumatori è che nelle bottiglie di olio, magari vendute sotto marchi italiani ceduti all’estero o con l’etichetta delle grande distribuzione si trovi prodotto straniero (tunisino, spagnolo o greco), peraltro favorito da etichette dove l’indicazione della provenienza è spesso illeggibile. Sulle confezioni è praticamente impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario N.182 del 6 marzo 2009. 

In attesa che vengano strette le maglie larghe della legislazione per non cadere nella trappola del mercato il consiglio è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è spesso possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive. Mentre per conservalo correttamente senza disperderne gusto e proprietà alimentari – concludono Coldiretti e Unaprol – l`extravergine deve essere protetto dalla luce e dal calore, che ne provocano l`ossidazione, deve stare lontano da odori impregnanti e non subire colpi d`aria o sbalzi termici, come succede ad esempio quando si lascia il contenitore vicino ai fornelli accesi o a fonti di calore.