Una volante della polizia

Ha cercato di buttarsi su una strada a grande scorrimento, dal cavalcavia soprastante, ma è stato salvato dai poliziotti che lo avevano visto e non hanno perso un attimo. A questi ultimi, deve loro la vita un uomo di 50 anni, di Prato, alle prese con grosse difficoltà economiche e familiari. Una volta portatolo in salvo, i poliziotti lo hanno affidato ai medici e hanno avvertito i servizi assistenziali.

È successo nel primo pomeriggio, a due passi dalla questura di Prato, dove una volante della polizia stava transitando lungo viale Leonardo da Vinci nei pressi della rotonda che interseca viale Berlinguer e viale della Repubblica. I poliziotti hanno notato l’uomo che, avendo scavalcato la balaustra in ferro, in equilibrio precario, si sporgeva pericolosamente verso la declassata sottostante.

Gli operatori cercavano un contatto verbale con l’uomo, un cinquantenne pratese, in evidente stato di prostrazione psicologica e che mostrava chiari e risoluti intenti suicidi. Ripeteva con insistenza frasi volte a dissuadere il personale di Polizia a compiere il proprio dovere, affermando di non voler essere salvato, di voler morire e di non avere alcun motivo per continuare a vivere.

Vista la determinazione dell’uomo e dal momento e il pericolo in cui questi stava mettendo non solo se stesso ma anche gli automobilisti che transitavano nella via sottostante il cavalcavia, gli operatori si vedevano costretti ad effettuare un’azione fulminea e repentina, arrampicandosi loro stessi sulla balaustra, sporgendosi verso il vuoto, afferrando l’uomo dalle spalle attraverso la recinsione e sollevandolo di peso, riuscendo a trascinarlo in salvo.

La tempestività dell’azione di Polizia rendeva, pertanto, superflua la chiusura della sottostante arteria stradale a grande percorrenza.

Nell’intervento l’uomo rimaneva agganciato alla balaustra con i pantaloni che si strappavano, ma non riportava alcun esito fisico o lesione e veniva affidato, scosso ma incolume, al personale medico giunto sul posto.

Riportato alla calma l’uomo confidava agli operatori e ai sanitari i motivi dell’insano gesto: a causa del recente periodo di recessione economica aveva perso il lavoro, questo aveva portato dissidi familiari, tanto da diventare ospite fisso della Caritas e dal dover vivere in alloggi di fortuna. L’uomo è stato condotto in ospedale e verranno interessati gli Enti assistenziali, incaricati di fornirgli sostegno sociale e psicologico.