Ristoratore spara al cameriere e viene arrestato per droga

Premio letterario Raccontami una storia

Ferito da un colpo di pistola a una coscia, ha prima cercato di nascondere la verità a medici e poliziotti. Poi, ha ammesso tutto, mettendo nei guai il suo datore di lavoro. Protagonista un cameriere trentenne di un ristorante di Prato. Agli arresti per spaccio di droga è invece finito il ristoratore, pratese di 40 anni, al quale è stata pure sequestrata una pistola.

L’arrestato è titolare di un ristorante della zona sud di Prato, incensurato, al quale gli uomini della squadra mobile hanno sequestrato 363 grammi di hashish e una pistola semiautomatica Browning FN calibro 6,35 con caricatore e due cartucce.

All’arresto si è giunti a seguito dell’intervento, sabato pomeriggio, di una Volante al pronto soccorso, dove poco prima si era presentato un trentenne, poi risultato essere un cameriere italiano del ristorante gestito dall’uomo arrestato, il quale presentava una ferita sospetta alla coscia destra, sicuramente dovuta ad un colpo di arma da fuoco. Interrogato sulla vicenda, dopo una iniziale reticenza, il trentenne ammetteva che il suo ferimento si era accidentalmente verificato la sera/notte precedente, quindi tra venerdì e sabato, nel ristorante dove lavorava, mentre il locale era in chiusura. Dagli accertamenti della squadra mobile è emerso che il colpo sarebbe stato esploso, all’apparenza accidentalmente, dal ristoratore.

Sono tuttavia in corso ulteriori accertamenti per verificare gli elementi su cui si basa la fondatezza della predetta ricostruzione. Tempestivamente, gli uomini della squadra mobile procedevano ad una perquisizione all’interno del ristorante, che permetteva di rinvenire e sequestrare, custodita in un armadietto, in uso al ristoratore, l’hashish. La pistola da cui era partito il colpo veniva invece rinvenuta a seguito dell’ammissione del ristoratore, abbandonata in un campo vicino. In base alle risultanze emerse, il quarantenne ristoratore pratese veniva quindi tratto in arresto e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, tradotto presso la sua abitazione, in regime di arresti domiciliari. Sono in corso anche accertamenti sulla pistola, usata e detenuta dal ristoratore, per verificarne la provenienza.