Seconda giornata di rugby al 6 Nazioni 2020,con l’Italia ancora in trasferta, in Francia, e sconfitte onorevoli per le rappresentative maschili e femminile.
In questa seconda giornata, speravamo certo in una riscossa azzurra ma il campo ha espresso altri verdetti, tre sconfitte su tre match, U.20 per 19-31 (gap -12), Femminile 10-45 (gap -35) e la maggiore maschile 22-35 (gap -13). I transalpini nei confronti si sono mostrati più forti fisicamente, tecnicamente e tatticamente, niente da dire.
Però possiamo riflettere su un fatto che, nazionale femminile a parte, i nostri giovani e i nostri seniores hanno avuto lo stesso gap (-12 e -13), ma mentre l’U.20 ha ceduto soltanto nel finale della gara, i maggiori hanno regalato i primi 20’ agli avversari permettendo loro di mettere una ipoteca
mentale sul risultato finale.
Proviamo a capire cosa non ha funzionato nell’Italia maggiore: abbiamo permesso loro di utilizzare palloni “puliti” e “rapidi” nei punti d’incontro-placcaggio. Questo perché? Una giustificazione appare chiara, loro hanno mediamente giocatori più “aggressivi” e “cacciatori” di palloni dei nostri.
Questa attitudine si può migliorare con l’allenamento ma la determinazione nel farlo in gara è un’altra cosa; siamo abbastanza bravi nel tamponare e atterrare gli assalti dei portatori di palla francesi, ma non altrettanto nel rubarne il possesso o per lo meno di rallentarne l’utilizzo. In queste situazioni ancora siamo stati inferiori; per vincere la guerra di trincea bisogna “sporcarsi” di più, bisogna intervenire prima e meglio, in altre parole migliorare in nostro “spirito combattivo”.
Le altre partite Irlanda-Galles 24-14 e Scozia-Inghilterra 6-13 hanno alla fine mantenuto i pronostici ma irlandesi e inglesi hanno molto faticato per sconfiggere gli avversari.
Dopo queste due giornate del Torneo su cinque la classifica vede Francia e Irlanda 9, Galles e Inghilterra 5, Scozia 2 e Italia 0.
Nel prossimo turno del 22-23 febbraio vedremo Italia-Scozia, Galles-Francia e Inghilterra-Irlanda.
Gli azzurri giocheranno a Roma sabato 22 alle ore 15.15, questo confronto con gli scozzesi, a nostro avviso, riteniamo sia l’unico possibile per la vittoria in quanto le due seguenti a Dublino contro Irlanda ed in casa contro Inghilterra saranno improbabili.
Battere la Scozia significherebbe interrompere la serie di 23 sconfitte di fila nel Torneo e soprattutto evitare il famoso cucchiaio di legno, riconoscimento simbolico che viene affibbiato all’ultima classifica a zero vittorie.
Un personale pronostico è difficile in quanto la Scozia ha perso le due gare con Irlanda e Inghilterra con due gap risicatissimi, entrambi -7; sconfitte con irlandesi in trasferta e con inglesi in casa. Sarà una partita strategica, determinanti i duelli uno contro uno, fondamentali i calci piazzati e determinanti le conquiste nelle fasi statiche e dinamiche. Lo staff ed i giocatori azzurri contano molto sul fattore campo, il pubblico dovrà sostenere con entusiasmo i nostri ragazzi. Un avvertimento ai nostri azzurri, occhio all’estremo e capitano Stuart Hogg, giocatore velocissimo e
offensivo, forse il miglior estremo al mondo nel contrattacco: come fermarlo? Innanzitutto non calciare palloni-regalo nelle sue mani, e ovviamente marcarlo ferocemente a uomo.
In conclusione avverto e nutro un presentimento positivo verso la nostra nazionale, il ct. Franco Smith sta modificando in positivo la prestazione-squadra e vi sono molti segnali per nutrire un ottimismo realistico senza mai sottovalutare l’orgoglio della squadra del cardo.

Valter Nutini opinionista e coach rugby