San Rossore a 80 anni dalla firma delle leggi razziali

Premio letterario Raccontami una storia

Un re piccolo piccolo, Vittorio Emanuele III, firmò il 5 settembre 1938 le leggi razziali fasciste. Il sovrano, inutile quanto guerrafondaio, avallava altre due stragi, destinate a consumarsi di lì a poco, in cinque lunghi anni. Lo sterminio degli Ebrei e la Seconda guerra mondiale erano alle porte. Questione di poco, in fondo. Non è neppure un caso che, nel giorno della firma apposta dal re sulle leggi razziali, si consumasse in Germania il decimo congresso del Partito nazionalsocialista. Folta e accolta con tutti gli onori, da Hitler e soci, la campagine fascista inviata a Berlino.

Oggi è un’altra storia. Ma fino a quando?

La firma di Vittorio Emanuele III fu apposta in Toscana, nella tenuta di San Rossore. Domani, nel solito luogo, professori ed accademici annunceranno le scuse per quell’avvallo alle leggi razziali fasciste del 1938, accolte nel silenzio complice quando non sostenute scientificamente a spada tratta. La Regione, assieme ai giovani della comunità ebraica, stringeranno si confronteranno su diritti e integrazione con le seconde generazioni di immigrati che vivono oggi in Toscana.

Il ricordo, la memoria vigile che deve tenere insieme “l’impronta del passato (parole di Italo Calvino) e il progetto del futuro”, l’approfondimento accademico, l’incontro con chi da lontano è venuto a vivere in Toscana. Gli ingredienti della giornata del 5 settembre sono vari e cosa c’entrino i migranti che sono venuti a cercare in Italia la speranza di un domani migliore con la persecuzione degli ebrei e dei così etichettati ‘diversi’ ce lo insegna Evian. Siamo sempre nel 1938, a ridosso delle Alpi sul lago di Ginevra. Stati Uniti e Società delle Nazioni organizzarono nella cittadina termale francese una conferenza per decidere sulla sorte di decine di migliaia di profughi tedeschi e austriaci, per lo più ebrei ma non solo. Parteciparono trentadue diversi paesi (nove dall’Europa) e nacque lì il diritto dei rifugiati, ma la conferenza si chiuse con un nulla di fatto. Non fu trovato infatti alcun accordo sulle quote di accoglienza e gli ebrei, gli oppositori politici e le persone che il terzo Reich considerava non omologabili e che già dopo l’Anschluss erano in fuga dalla Germania furono costrette a tornarsene a casa, rimpatriati. Come quella nave, tedesca, carica di profughi che arrivò fin nei Caraibi ma dovette tornarsene in Europa. Solo Santa Domingo dichiarò di essere pronta ad ospitare fino a 10 mila ebrei, mentre la Bolivia, fino al 1941, ne accolse ventimila.

San Rossore è il luogo dove nel 1938 sono state firmate le leggi razziali italiane. Ma è anche la tenuta dove dieci anni fa, nel meeting estivo internazionale organizzato per diversi anni dalla Regione Toscana, altri scienziati – Rita Levi Montalcini, Enrico Alleva e molti altri – hanno firmato nel 2008 il Manifesto degli scienziati antirazzisti: dieci punti del tutto opposti, a partire dall’affermazione che le razze non esistono. Ora sarà rilanciato il manifesto delle nuove generazioni italiane, scritto nel 2016 e che sogna una scuola capace di gestire la multiculturalità, di valorizzare la conservazione della cultura del paese di origine ma anche di rafforzare il legame con la cultura italiana e il sostegno di pari diritti civili e politici per tutti.

Le iniziative a Pisa e San Rossore

Il programma prevede la mattina, assieme al Comune di Pisa, la deposizione di corone di alloro alle 10.30 al cimitero monumentale ebraico di Largo Cocco Griffi e alle 11.30 alle Cascine vecchie della tenuta di San Rossore, davanti alla lapide che ricorda la firma delle legge razziali e la persecuzione degli ebrei. Lì interverranno la vice presidente della giunta regionale toscana Monica Barni, il sindaco di Pisa Michele Conti, il rettore dell’università di Pisa Paolo Mancarella a nome di tutte le istituzioni universitarie coinvolte nell’iniziativa e un rappresentante dell’Ucei, l’uniione delle comunità ebraiche italiane.

Alle 12 nella sala Gronchi sempre alle Cascine Vecchie della Tenuta di San Rossore è prevista una conferenza stampa in cui saranno presentate le iniziative, i convegni, i seminari e gli incontri nelle scuole – a partire dal 20 settembre e che proseguiranno nei prossimi mesi – , organizzate dalle Università della Toscana e finanziate dalla Regione. Parteciperanno il presidente della Toscana Enrico Rossi, il sindaco del Comune di Pisa Michele Conti, la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, il rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella.

Dopo la conferenza stampa è prevista l’inaugurazione della mostra “1938 – La storia” del Museo della Shoah di Roma a cura dell’ente parco San Rossore: un ricordo sull’esclusione e poi persecuzione degli ebrei attraverso, foto, documenti e giornali in gran parte inediti. La Toscana non è nuova ad iniziative sulla memoria. La Regione dal 2002 ha fatto partire dieci volte in quattordici anni un treno per Auchwitz, su cui complessivamente sono saliti settemila studenti e oltre seicento insegnanti, e negli anni pari dal 2006 ha organizzato una giornata con ottomila studenti in Toscana. Un format che ha fatto da apripista a viaggi di approfondimento analoghi in altre regioni.

Alle 13 ci sarà alla Sterpaia il pranzo con rappresentanti del mondo ebraico e i giovani rappresentanti delle comunità di immigrati presenti in Toscana, una cinquantina di persone in tutto. Dopodiché sarà la volta del ‘world cafè’, ovvero di un confronto partecipato sulla diversità come valore, la formazione come garanzia di rispetto delle diversità e su progetti efficaci per coinvolgere le nuove generazioni. Il world cafè sarà aperto da un intervento del presidente della Toscana Enrico Rossi.