SANITA’ PUBBLICA in CORSIA d’EMERGENZA 🚨 SABATO 2️⃣8️⃣ OTTOBRE il Social Forum di Prato incontra Vittorio Agnoletto

«Non sono un cliente, né un consumatore… Non accetto né chiedo carità. Sono una persona, non un cane. E come tale chiedo che mi siano garantiti i miei diritti. Chiedo di essere trattato con rispetto. Io, Daniel Blake, sono un cittadino. Niente di più, niente di meno. Grazie».
Così parla il protagonista del film di Ken Loach, ripreso da Vittorio Agnoletto in una delle sue recenti pubblicazioni per inquadrare il pessimo stato di salute del Sistema Sanitario Nazionale.
‘Il nostro SSN, nato con la legge 833 del 1978 garantiva un accesso universale gratuito alla cura, sostenuto dalla fiscalità generale con fasce stabilite in base al reddito. Tutti i governi che si sono susseguiti da metà degli anni 80 hanno contribuito a distruggere pezzo dopo pezzo la sanità pubblica a favore di quella privata, sempre più inserita, attraverso convenzioni ed accreditamenti, dentro il Servizio Sanitario pubblico.[…]

I numeri sono conosciuti: i letti pubblici sono passati tra il 1981, subito dopo l’approvazione della l.833 e il 2016, da 392.000 a circa 172.000 con un taglio di circa il 56% (avendo già escluso dal conto i letti dei manicomi, che sono stati cancellati dalla legge Basaglia). Di pari passo è proceduto il blocco delle assunzioni del personale sanitario e l’inserimento del numero chiuso a Medicina, con il risultato che oggi si stima che manchino tra i 30 e i 40.000 medici, e oltre 100.000 infermieri, anche perché nello stesso lasso di tempo, abbiamo perso 359 reparti ospedalieri’.

Questa deriva è evidente, se si pensa che negli ultimi 10 anni sono stati sottratti alla sanità pubblica 37 miliardi di euro.
L’impoverimento del nostro SSN da un lato, parallelamente alle agevolazioni alla sanità privata, dall’altro; afferisce al modello di aziendalizzazione e regionalizzazione della sanità pubblica stessa, che verte su logiche imprenditoriali e guarda la salute non più come un diritto ma come merce, un settore sul quale investire per ottenere più profitto; un modello che ha causato lo smantellamento del sistema di medicina territoriale e il sottofinanziamento della prevenzione: oggi non si punta a non far ammalare le persone, ma a costruire pochi e grandi centri d’eccellenza per curarle.

Cure che grazie ai tagli al Servizio Sanitario Nazionale, se non si vogliono aspettare tempi infiniti, vengono fornite da cliniche private, voraci dei soldi del paziente.

E questo è avvenuto da quando anche l’Italia è stata contagiata dall’epidemia di riforme che hanno coinvolto i sistemi sanitari di mezzo mondo, in nome del neoliberismo e delle leggi del mercato (R. Klein). All’inizio ci fu, nel 1992, l’assalto improvviso e spregiudicato della legge De Lorenzo che, insieme all’aziendalizzazione, introdusse – fra l’altro – le “forme di assistenza differenziate” e la “libera professione intramuraria”.Emblematico è il tetto alla spesa per il personale dipendente del 2011, che ha costretto anche i più attenti decisori a esternalizzare i servizi o aumentare il ricorso al privato accreditato.

Intanto anche il governo Meloni si cimenta in tagli lineari sulla pelle delle persone, nella Relazione tecnica alla NADEF si legge infatti che:
«dall’anno 2023 per effetto dei processi connessi alla riorganizzazione dei servizi sanitari, si prevede una minore spesa di 300 milioni di euro annui, con conseguente riduzione del livello del finanziamento», portando così la spesa sanitaria in confronto al PIL ai minimi del 6% (contro il 10% di Germania e Francia, fonte ‘il Sole 24ore’).

Il taglio alla sanità pubblica va di pari passo con l’aumento delle spese militari, arrivate a 27,7 miliardi di € stanziati nel 2023 (fonte Osservatorio Mil€x, Rete Pace e Disarmo) destinando le risorse pubbliche con i nostri soldi alla devastazione, invece che alla cura.
Oltre quattro milioni di italiani hanno rinunciato alle cure di fronte alle infinite liste d’attesa del SSN e non potendosi pagare l’assistenza sanitaria privata.

Tra liste d’attesa infinite, livelli essenziali di assistenza inaccettabili, prestazioni non erogate, personale sotto organico e mal pagato, strutture sempre più fatiscenti, il sistema sanitario è al collasso. Le proposte di ‘autonomia differenziata’ del governo maldestro finirebbero per acuire diseguaglianze tra regioni in un sistema già di per sé fortemente classista.
A farne le spese è la cittadinanza, che si vede negare il diritto alla cura inscritto nell’articolo 32 della Costituzione, le operatrici e gli operatori sanitari.
La Sanità è un diritto che ci siamo conquistati con la lotta e lo difenderemo allo stesso modo!
 SANITA’ PUBBLICA in CORSIA d’EMERGENZA 
SABATO  OTTOBRE
ore 10.30
circolo ARCI Favini di Chiesanuova

nell’ambito del Social Forum di Prato

incontro con VITTORIO AGNOLETTO
con la partecipazione di
Emanuela Bavazzano, vicepresidente di Medicina Democratica;
intervento di referente nazionale di EMERGENCY.

Iniziativa realizzata in collaborazione con
collettivo ‘La Salute Non è in vendita’ di Prato e gruppo EMERGENCY della Piana.

INGRESSO LIBERO

Per :
socialforum.prato@gmail.com