Nel centenario della nascita di Leonardo Sciascia, saranno oggi numerose le iniziative online per celebrare lo scrittore di Racalmuto.

Alle 18, in diretta sulla pagina Facebook della casa editrice Adelphi, storica anfitrione dello scrittore, e su quella di PDE promozione, Giorgio Pinotti e Paolo Squillacioti dialogano su «Questo non è un racconto». Scritti per il cinema e sul cinema, inedito in libreria dall’8 gennaio.

Alle 19, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Fondazione Sciascia avrà luogo una tavola rotonda che vedrà coinvolti Antonio Di Grado, direttore letterario della Fondazione, Matteo Collura, Luis Luque Toro, Camilla Maria Cederna, Ettore Catalano, Nino De Vita, Lavinia Spalanca, Valter Vecellio, Rosario Castelli e Paolo Squillacioti. A introdurre l’evento saranno il sindaco e l’assessore alla cultura di Racalmuto, Vincenzo Maniglia e Enzo Sardo, e il regista Fabrizio Catalano, incaricato di coordinare le iniziative per il centenario sciasciano.
Alle 21,15, su Sky Arte (canali 120 e 400 di Sky), il documentario Leonardo Sciascia. Scrittore alieno. Scritto da Marco Ciriello, diretto da Simona Siri, con la voce narrante di Gioele Dix, il film è diviso in quattro sezioni – Sicilia, Politica, Religione, Giallo – che riassumono il mondo biografico, letterario e politico dello scrittore.

“Questo non è un racconto” è uno dei tre memorabili soggetti che Sciascia, realizzando un’antica vocazione – diventare regista o sceneggiatore – ha scritto per il cinema, e che sono sinora rimasti inediti. Nata alla fine degli anni Venti nel «piccolo, delizioso teatro» di Racalmuto trasformato in cinematografo, e in seguito febbrilmente alimentata, la sua passione per il cinema è sempre stata travolgente. In un’aula giudiziaria, una donna vestita di nero accusa il capomafia che ha fatto ammazzare suo marito e poi – malgrado le avesse garantito che non gli «avrebbero toccato un capello» – anche suo figlio: «Loro sono venuti meno alla legge dell’onore,» dichiara «e perciò anche io mi sento sciolta». Pur di vendicarli ha accettato di infrangere le regole cui si era sempre sottomessa – di rinunciare a vivere. Quella donna è Serafina Battaglia, testimone di giustizia nella Palermo dei primi anni Sessanta, devastata dai regolamenti di conti mafiosi.