Sentieri di voci e lavoro nei borghi dell’Appennino

Progetto Fondazione CDSE con la collaborazione dei Comuni della Val di Bisenzio

Via ai pannelli sul percorso del villaggio-fabbrica de La Briglia

Ricerca e tutela della storia del lavoro. Itinerari guidati e testimonianze nei borghi

 Le storie e le voci del villaggio-fabbrica de La Briglia riprendono vita insieme a quelle di Cavarzano e Luicciana per raccontare la storia del lavoro in Val di Bisenzio, la storia dei mulini e delle fabbriche, dei campi e dei boschi. Proprio a La Briglia, infatti, da ieri mattina sta nascendo l’itinerario del villaggio-fabbrica, segnato da 7 pannelli interattivi con codici QR che rimandano ai video delle testimonianze di chi vi ha vissuto e lavorato. Dalla storia del borgo, da cartiera a lanificio tessile a ciclo integrato, ai servizi dell’allora villaggio-fabbrica tra Ottocento e Novecento, dalla famiglia degli industriali di origine ebrea Forti, ai luoghi di aggregazione degli operai e ai reparti della fabbrica, fino alle curiosità su vari angoli del paese.

L’itinerario fa parte dell’ultima fase di “Sentieri di voci e lavoro nei borghi dell’Appennino”, curato dalla Fondazione Cdse in collaborazione con i Comuni della Val di Bisenzio e finanziato dalla Regione Toscana, un progetto di ricerca e tutela del patrimonio immateriale legato al lavoro tra Ottocento e Novecento, con creazione di percorsi guidati di storytelling all’interno dei borghi.

“Il progetto – spiega il presidente della Fondazione CDSE Giulio Bellini – punta alla valorizzazione di un tesoro immateriale, quello della memoria dei nostri borghi segnati dalla storia del lavoro, in un’ottica di coesione della comunità e di promozione del territorio. Insieme alle colleghe Maria Lucarini di Vernio e Maila Grazzini di Cantagallo siamo orgogliosi del risultato del lavoro del CDSE, che ha permesso di salvare questo patrimonio e renderlo vivo attraverso un progetto culturale, sociale e turistico allo stesso tempo”.

 “Abbiamo voluto ricostruire in modo sistematico la storia del lavoro in un’ottica di creazione di fondi orali specifici e tematici, industria tessile e protoindustria molitoria, mestieri del bosco, lavori montani, lavori mezzadrili – spiega la direttrice della Fondazione Cdse Alessia Cecconi – con un’attenzione particolare al mondo femminile, meno indagato nei decenni scorsi, e con itinerari a piedi all’interno di borghi del territorio tradizionalmente legati a mestieri specifici. Il villaggio fabbrica de La Briglia a Vaiano, con la sua straordinaria storia di cartiera, ramiera e lanificio tessile a ciclo integrato, e i borghi montani di Cavarzano (Vernio) e Luicciana (Cantagallo) legati alla castanicoltura, migrazioni stagionali, lavori femminili montani e mulini”.

Il progetto ha visto una prima fase di raccolta di fonti orali (con coinvolgimento di scuole, associazioni, RSA). Il corpus di testimonianze raccolte, insieme alle fonti orali già presenti nell’archivio CDSE, è stato utilizzato per la creazione di itinerari a piedi complessivamente dotati di 21 pannelli interattivi in vari punti dei borghi de La Briglia e, nelle prossime settimane, di Cavarzano e Luicciana.

La creazione dei percorsi sarà accompagnata da un calendario di iniziative (passeggiate guidate e teatralizzate, momenti di incontro) in modo che gli itinerari diventino presidi visivi sul territorio, percorsi divulgativi, strumento di valorizzazione turistica e animazione territoriale.

La comunità della Val di Bisenzio – sia i borghi della bassa valle, più legati al mondo industriale, che quelli dell’alta, votati ai mestieri del bosco e all’agricoltura montana – è stata fortemente coinvolta nel progetto, grazie alla collaborazione del CDSE con le varie comunità del territorio.