Separazioni difficili e sofferenza dei figli: riprende Bambini al centro

Riprende il servizio Bambini al centro, nato da un percorso di confronto sui casi di separazione giudiziale tra coniugi che presentano profili di conflittualità tali da esporre a sofferenza i figli minorenni. Protagonisti il Tribunale di Firenze, la Regione, l’Istituto degli Innocenti, l’Ordine degli avvocati e l’Organismo di conciliazione fiorentino.

Il servizio è gratuito e vi si accede dopo il deposito del ricorso per separazione: il tribunale con il provvedimento con il quale fissa l’udienza davanti al giudice invita le parti ad intraprendere il percorso di mediazione familiare.

Durante l’emergenza coronavirus è emerso un quadro preoccupante. Il periodo del blocco dell’attività giudiziaria ha provocato, nelle famiglie dove già c’erano conflitti, una situazione di invivibilità sociale del rapporto. Valutando le telefonate al 1522, il numero voluto dalla Presidenza del consiglio dei ministri, nei primi diciotto giorni di aprile c’è stato un picco di chiamate: 1.039 contro le 397 dello stesso periodo del 2019. A marzo le richieste di aiuto sono state 716 contro le 670 dell’anno precedente. Molto alto anche il numero di accesso all’applicazione dedicata: qui i contatti, che erano stai 37 a gennaio e 50 a febbraio, sono diventati 143 a marzo e 253 ad aprile.

«Il periodo del lockdown e del blocco dell’attività giudiziaria ha provocato, nelle famiglie dove già c’erano conflitti, una situazione di invivibilità sociale del rapporto. Sono aumentate le richieste d’aiuto da parte delle persone fragili, tra cui donne e bambini ­ racconta la presidente del tribunale, Marilena Rizzo – Per legge sono stati rinviati tutti i procedimenti in calendario dal 9 marzo all’11 maggio. Con la ripartenza della macchina della giustizia assistiamo ad un ingolfamento dei ruoli dei giudici con la possibilità di dare una risposta estremamente contenuta rispetto alla richiesta. Il progetto Bambini al Centro dà una risposta duplice. Da un lato va a risolvere un problema effettivo nel conflitto della coppia, consentendo di intrapredere un percorso con mediatori familiari esperti che guideranno la coppia alla risoluzione della controversia. Dall’altro lato, se i coniugi arriveranno ad una soluzione concordata, anche il carico giudiziario del tribunale ne trarrà beneficio».

Come si svolge il servizio? La coppia interessata a intraprendere il percorso è invitata a prendere contatto, attraverso l’Ufficio per le relazioni con il pubblico del Tribunale di Firenze, con gli operatori del servizio che provvederanno a calendarizzare il primo incontro informativo (Urp del Tribunale: accesso A, piano 1, viale Guidoni 61, tel. 055-7995341, urp.ca.firenze@giustizia.it). Nell’ambito del primo incontro, che solo per la durata dell’emergenza Covid si terrà presso l’Istituto degli Innocenti e successivamente verrà spostato invece nei locali del Tribunale, viene data informazione alle parti delle finalità del servizio e della sua gratuità, della libertà di scelta dei coniugi sia in relazione al percorso di mediazione che all’organismo che condurrà tale processo. L’Istituto degli Innocenti è situato in P.zza SS Annunziata 12/13 a Firenze (www.istitutodeglinnocenti.it).

«Su idea della presidente Rizzo, abbiamo voluto mettere in piedi un servizio che potesse essere utile non solo alla giustizia ma anche, e soprattutto, alle famiglie e alle persone per evitare che la separazione si trasformi in un danno per i figli minorenni. Abbiamo, dunque, pensato di dare una mano proprio nella fase più delicata, nel momento in cui la separazione viene depositata fino a quando il presidente del tribunale dispone i provvedimenti provvisori e urgenti. I servizi di mediazione sono uno strumento funzionale per gestire le conflittualità nel modo migliore», dice l’assessore regionale Stefania Saccardi.
Secondo Giovanni Palumbo, direttore dell’Istituto degli Innocenti, l’intenzione è quella «di tutelare il benessere e i diritti dei figli minorenni coinvolti in procedimenti giurisdizionali di separazione dei propri genitori. Il percorso che i mediatori dell’Istituto si propongono di fare non è finalizzato alla terapia di coppia, a far riunire la coppia ma quello di aiutare i genitori ad individuare delle soluzioni condivise per capire come gestire insieme i figli e il tempo da trascorrere con loro. La mediazione familiare ha dimostrato che è possibile garantire ai bambini la presenza congiunta di entrambi i genitori, fondamentale per la crescita dei figli».

«Partecipiamo come organismo che ha al suo interno, oltre ai servizi di mediazione civile e commerciale, anche un servizio di famiglia – spiega Pietro Beretta Anguissola, responsabile dell’Organismo di conciliazione – Da alcuni anni offriamo un duplice servizio: di mediazione familiare e di negoziazione assistita con l’intervento del mediatore familiare. Cerchiamo di accompagnare i coniugi che stanno affrontando il percorso di separazione per cercare di trovare un accordo».
«La materia della famiglia è una materia delicata. Ha alla sua base il diritto ma anche le relazioni. Qualunque sentenza non sarà mai soddisfacente per le parti. Le sentenze emesse dai giudici sono soggette a revisione degli accordi, spesso imposti alle parti. Mentre se, invece, con l’aiuto di un mediatore lavoriamo sulle relazioni e portiamo le parti a fare i loro accordi questo sarà sicuramente un buon risultato. L’avvocatura ha sempre creduto nella mediazione, il servizio Bambini al Centro offre alle parti un’opportunità unica, l’aiuto del mediatore serve a risolvere anche i problemi quotidiani di gestione dei figli, senza togliere al diritto ma accrescendo il diritto», conclude la segretaria dell’Ordine degli avvocati di Firenze, Manuela Cecchi.