Sergio BRIO

Sergio Brio scrittore al festival della cultura sportiva

Raccontami una storia premio letterario

È il giocatore della Juventus che in più di 100 anni ha vinto più tipi di trofei. E scusate se è poco. Come lui, soltanto altri 5 giocatori al mondo hanno vinto Coppa dei campioni, ora Champions League, Coppa delle coppe, Coppa Uefa, Supercoppa europea e Coppa intercontinentale. Ha imparato a far il professionista nella Pistoiese e si chiama Sergio Brio.
Sarà uno dei protagonisti del Festival della cultura sportiva che si apre domani, venerdì 29 marzo, a Pistoia. Con lui, tra gli altri, Francesco Moser, Gianpaolo Ormezzano, Tarcisio Burgnich. Ciclismo, giornalismo, calcio e molto altro, per una storia e un’attualità viste, vissute o raccontate che fanno sognare e arrabbiare, e che hanno anche un bel po’ da insegnare.
L’inaugurazione del festival sarà preceduta, domani mattina nella palestra del liceo Amedeo di Savoia, da un evento riservato agli studenti:
Conversazione e laboratorio di pallacanestro in carrozzina a cura di Ian Sagar. Ian Sagr che a 17 anni perse l’uso delle gambe in un incidente motociclistico e che è l’atleta più noto nel panorama del basket su sedia a rotelle.

Il festival sarà aperto da sindaco e autorità alla biblioteca San Giorgio, alle 15. Trasformerà Pistoia, fino a tutta domenica, in un palcoscenico di incontri, conversazioni, presentazione di libri, iniziative sportive, una mostra fotografica, una rassegna di film e eventi per bambini con laboratori, storie raccontante, giochi da tavolo e yoga. Le iniziative si svolgeranno principalmente in biblioteca ma anche in altri luoghi della città.

Dopo l’inaugurazione, alle 15,20 il festival proseguirà con il giornalista e scrittore Darwin Pastorin che, insieme all’ex calciatore Claudio Desolati, presenterà Storia d’Italia ai tempi del pallone. Dal grande Torino a Cristiano Ronaldo (CasaSirio, 2018). Conduce l’incontro il giornalista Benedetto Ferrara.
Alle 16,20 sarà la volta del narratore Marco Di Grazia che, insieme a Darwin Pastorin, presenterà Democracia Futebol Clube (AlterEgo, 2016). Interverranno gli ex calciatori Tarcisio Burgnich e Raffaello Vescovi.
Alle 17,20 l’allenatore ed ex calciatore Sergio Brio presentarà Sergio Brio. L’ultimo stopper (Graus, 2017). Condurrà il giornalista sportivo Enzo Cabella.
Alle 18,20 è in programma Vita da arbitro: gioie e dolori, passioni e valori dell’arbitro di calcio. Conversazione a cura della sezione di Pistoia dell’Associazione italiana arbitri.

Previste anche iniziative ed eventi per bambini e ragazzi. Alle 17, alla San Giorgio Ragazzi è in programma Le storie danzate, un laboratorio di danzaterapia per i più piccoli, dai 5 agli 8 anni, a cura di Valeria Lorenzetti, partendo dalla storia contenuta nel libro Elmer l’elefante variopinto di David McKee.

Il festival proseguirà sabato e domenica con lo scrittore e umorista Stefano Benni, la leggenda del ciclismo Francesco Moser, la campionessa mondiale di ciclismo Edita Pucinskaite, Giusy Versace, atleta paralimpica, conduttrice televisiva e deputato, ilcommissario tecnico della nazionale di ciclismo Davide Cassani, il decano dei giornalisti sportivi italiani Gian Paolo Ormezzano e il giornalista Marino Bartoletti.
Il festival vuole mettere al centro dell’attenzione il rapporto tra sport e narrazione, valorizzando il libro in contesti apparentemente più lontani dalla pratica della lettura e sottolineando nel fenomeno sportivo la capacità di creare mitologie popolari e relazioni sociali, modelli di comportamento e di identità collettiva.

Realizzato in collaborazione con case editrici, società e federazioni sportive e testate giornalistiche, col patrocinio del Coni Pistoia e del Comitato Paralimpico Toscano, il programma offre uno spaccato del legame tra lo sport e le sue narrazioni e cerca di non dimenticare nessuno dei suoi aspetti: lo sport come impresa e come successo ma anche lo sport come strumento di inclusione e riscatto, lo sport delle prime pagine e lo sport delle strade secondarie, lo sport come specchio della società e lo sport come legame comunitario, lo sport che fa ridere e esultare e lo sport che fa soffrire, lo sport che esalta i primi e lo sport che non dimentica gli ultimi.