Sospeso il risarcimento a favore di Arianna Manzo. La famiglia conta sulla parola di De Luca

La Corte d’appello di Napoli ha sospeso il pagamento del risarcimento a favore della piccola Arianna Manzo da parte dell’azienda ospedaliera Cardarelli. I giudici hanno ritenuto che, in attesa che si concluda il procedimento d’appello, l’ospedale non sia tenuto a pagare perché sarebbe a rischio, in caso di sentenza ribaltata, la restituzione dei 3 milioni che il Tribunale di Salerno ha stabilito quale risarcimento per la quindicenne tetraplegica, sorda e ipovedente fin da poche settimane di vita.

I genitori della ragazza, Eugenio Manzo e Matilde Memoli, proseguiranno così lo sciopero della fame, intrapreso all’apertura della discussione in Corte d’appello. Sabato, insieme all’avvocato Mario Cicchetti di Rieti, avevano incontrato, come da loro richiesto, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Proprio sulla parola data dal governatore, che aveva aperto a una transazione che chiudesse in maniera tombale il caso, conta adesso il legale della famiglia. «Arianna ha bisogno adesso del denaro per curarsi – osserva l’avvocato Cicchetti – e non può certo aspettare per 8 o 10 anni che si concluda il processo d’appello».

A non andare giù è soprattutto la ragione per la quale i giudici napoletani hanno deciso che il Cardarelli non debba pagare adesso alla giovane di Cava dei Tirreni il risarcimento stabilito dai colleghi di primo grado.
«La sospensione del pagamento ha una ragione che ritengo inaccettabile. In pratica, si dice che se il Cardarelli dovesse vincere in secondo grado rischierebbe di non vedersi restituire la somma da parte della famiglia – spiega l’avvocato Cicchetti – In questo non si è neppure tenuto conto che il denaro di Arianna Manzo non viene gestito dai genitori ma, anche per quelli che potrebbero essere i suoi investimenti futuri e ferma restando l’urgente necessità di cure, c’è un giudice tutelare» che cura gli interessi della ragazza.
Interessi che sono d’altra parte bisogni sempre più urgenti e per i quali Arianna aspetta da 15 anni, da che la somministrazione di un farmaco, secondo quanto stabilito dal Tribunale di Salerno, la portò nelle condizioni nelle quali è costretta.

Mentre i genitori della ragazza annunciano di proseguire nello sciopero della fame, l’avvocato, subito dopo l’ordinanza della Corte, ha sentito al telefono il presidente De Luca che ha ribadito la disponibilità manifestata nell’incontro di sabato. La speranza è che non si tratti di una promessa elettorale ma che si arrivi, e per questo il legale è già al lavoro, a formalizzare entro la fine del mese la transazione con la Regione Campania.