Spose Croniche Pop: largo ai matrimoni gay e lesbici / foto

Premio letterario Raccontami una storia

Spose Croniche Pop. Succede, anzi succederà a Prato. Appuntamento dal 13 novembre. Appuntamento con una mostra fotografica capace di ripercorrere la storia italiana e porre l’accento su diritti negati ancora oggi. Vestiti da sposa o da sposo, ripercorrendo negli abiti, scene e scenografie epoche diverse del XX secolo. Gli sposi sono gay e lesbiche che intendono così mostrare tutta la carica di normalità, se così possiamo definirla, dello sposarsi tra persone dello stesso sesso. Il progetto si chiama Spose Croniche Pop ed è prima di tutto un progetto fotografico. Presto, nel volgere di una settimana, le fotografie andranno a ricomporsi in una mostra. Intanto, sono le punte di un evento già fissato su Facebook, per altro meditato da tempo e preparato nei minimi particolari. A promuoverlo è il Comitato Gay e Lesbische Prato che ha inteso giocare, nel rivendicare un diritto a oggi vietato, con il tema dei matrimoni gay e lesbici proiettandoli in epoche passate. Una serie di foto accompagna ogni decennio, dagli anni Cinquanta agli anni Novanta.

E si ripercorre la storia recente, non solo del costume. Infatti, «si tratta di un percorso fotografico in cui si gioca con il tema dei matrimoni omosessuali proiettandoli in diversi momenti del passato – osservano dal web i promotori – a ricostruire una storia del “come sarebbe stato se” a partire dall’estetica degli anni 50 (il neorealismo in bianco e nero), degli anni 60 (festa nella Londra dei Beatles), degli anni 70 (Hippy e “capelloni” fra l’era dell’Acquario e i miti pop italiani), degli anni 80 (Milano da bere) e degli anni 90 (Degrado metropolitano). Tutto questo è realizzato con una prospettiva ironica e paradossale, esasperando i toni del kitsch e della pop-culture».

L’occhio, lo sguardo, la mano sono quelli di Michel Manzi la cui concezione «di arte fotografica si basa sul principio di fotografia come “anti-fotografia”: condanna della logica, dei manier-ismi e di numerosi altri “ismi”. Una fotografia di plastica. Un’artificiosità esasperata, un inno all’innaturalezza, un uso sofisticato degli aspetti più pop e kitsch, e alle volte trash, della cultura popolare post-moderna e massificata – spiega a sua volta – In “Spose Croniche Pop” kitsch, pop e innaturalezza trovano il loro habitat naturale nella foto di matrimonio: proverbialmente nota per la rigidità e la poca naturalezza dei soggetti immortalati, e non meno nota per il “folklore nostrano” degli outfit sfoggiati; una sorta di vetrina di un outlet di provincia popolata da manichini piccolo-borghesi. Si tratta di visioni partorite in seguito alle numerose partecipazioni a cerimonie nuziali nella mia terra d’origine: il mezzogiorno d’Italia».
Fin qui, le informazioni dalla pagina Facebook del progetto.
L’evento, pure quello su Fb, è già programmato. Inaugurazione giovedì 13 novembre, alle 18,30, a Officina Giovani.
In attesa di vedere e gustare la mostra, crediamo bella, visti gli scatti, e dal significato ben chiaro, pubblichiamo in anteprima 5 fotografie. L’arte incontra il desiderio di sensibilizzare e di aprirsi sull’orizzonte di un diritto che possiamo pure definire sacrosanto. E chissà se il gioco, l’ironia e il tocco artistico, per altro patrocinati dai comuni di Prato, Vaiano e Montemurlo, non ottenga un bel risultato. Prima di tutto, certo, sarà importante parlarne, diffondere la voce e, all’occorrenza, difenderla.

Fabio Barni