Un negozio al posto del ristorante e cento posti di lavoro a forte rischio alla stazione Termini di Roma. Motivo: la scadenza del comodato d’uso a Chef Express e la richiesta, da parte di Grandi Stazioni Retail, di rilascio del locali. Un servizio in meno e un negozio in più, in quello che è diventato, al pari delle stazioni di gran parte d’Europa, un centro commerciale tout court.

L’allarme è di Alfredo Magnifico di Confintesa Smart che ha scritto, a nome del sindacato, alla società del gruppo Fs, alla sindaca Virginia Raggi e alla ministra dei trasporti Paola De Micheli. Anche Cisl e Uil, nei giorni scorsi, si sono mosse, incontrando i lavoratori e siglando un’intesa, se non altro volta al monitoraggio della situazione, con Chef Express.

Non tutto è perduto e un ristorante, se le sollecitazioni verso Grandi Stazioni riusciranno a raggiungere il loro scopo, potrebbe rimanere. Ma è tutto assolutamente fluido, al punto che il timore per i posti di lavoro si accompagna a quello relativo a un possibile aumento del degrado nella zona della stazione, in particolare in via Marsala e via Giolitti.
Già Casina delle Rose, lo Chef Express è da 50 anni e passa un punto di riferimento nella principale stazione della Capitale e un presidio che negli ultimi anni si è rivelato fondamentale proprio per arginare fenomeni e comportamenti che degradano l’area di Termini.

«La notizia della chiusura di Chef Express lascia presupporre che un altro esercizio storico di Roma è destinato a lasciare il passo a qualche anonima jeenseria», ha scritto Alfredo Mangifico. E aggiunge: «In quel locale lavorano un centinaio di lavoratori che, considerando anche la pandemia incorso rischiano di non trovare ricollocazione lavorativa».
Qualche famiglia, anzi, farà le spese della decisione di chiudere Chef Express più di altre. «In gran parte, sono lavoratori in 45/50 anni – dice Mangifico – Conosco alcuni di loro da tanto tempo e so che proprio in quel ristorante, sul posto di lavoro sono nati amori e poi famiglie. C’è chi non perderà un solo reddito ma addirittura due».

E poi, non c’è soltanto il problema di come far colazione, darsi appuntamento, aspettare un treno o mangiare a Roma Termini. C’è quello dell’ordine del decoro pubblico, nei dintorni dlla principale stazione della città eterna.
«Con le luci accese, la sorveglianza permanente, il servizio professionale, il bar ristorante oggi tranquillizza e rassicura l’utente della stazione – spiega Alfredo Magnifico – L’eventuale chiusura, sperando che possa ancora essere sventata, riporterebbe il bivacco di senza tetto, l’accalcarsi di borseggiatori, senza escludere spacciatori, trafficanti e prostituzione». Già che le cose sono migliorate negli anni, con l’impegno di tutti, è insomma rischioso procedere alla chiusura di Chef Express.

Anche per questo, il segretario di Confintesa Smart ha scritto alla sindaca alla quale, non appena fissato un incontro, chiederà di «non autorizzare cambi di destinazione d’uso. Non solo. «Attiveremo i beni storici e ambientali affinché quel bar sia dichiarato monumento storico della città di Roma».