Che i luoghi contengano storia e storie, lo sappiamo. Ma spesso ci accontentiamo di attraversarli frettolosamente. Ora che invece vi si è confinati dentro si può fare di necessità virtù, prendendosi il tempo di riscoprirli in profondità.

Ad esempio Milano. Qualche anno fa per iniziativa della Fondazione Adolfo Pini e con un finanziamento della Fondazione Cariplo è nato il sito storiemilanesi.org, galleria al tempo stesso di luoghi, storia e biografie che ci portano in modo immaginario nelle case dei personaggi più noti della metropoli meneghina, dietro le loro finestre, a sbirciare panorami affascinanti, che si tratti di palazzi sette-ottocenteschi o di scorci ferroviari, o di quella che qualche decennio fa era piena periferia.

Il sito è concepito come un work in progress che si arricchisce nel tempo di nuove narrazioni, con l’empatia voce dell’architetto e scrittore Gianni Biondillo, oramai uno dei maggiori narratori di Milano nella sua evoluzione storica. E al tempo stesso di illuminanti foto d’archivio e storie d’epoca.

L’ultima biografia inserita è stata quella del pittore Emilio Tadini, nato e cresciuto nel vasto spazio di via Jommelli, a metà di via Porpora, quartiere Lambrate, in quella che era la tipografia del padre, uno dei primi edifici in cemento armato del ‘900, che poi divenne il suo studio, e oggi è una vasta casa museo e abitazione del figlio Francesco, che si dedica a custodire le memorie del padre, proseguendone l’attività artistica con altri mezzi, quale instancabile organizzatore di iniziative ed eventi culturali.

Ma le storie milanesi risalgono indietro nel tempo. Fino ad Alessandro Manzoni, inventore della lingua italiana. E sorprende che molti dei personaggi citati, se milanesi, parlassero naturalmente tra loro il dialetto, appassionatamente coltivato. Di Manzoni possiamo godere la stessa vista che aveva lui dalle finestre della casa di via Morone, su di una stretta e sinuosa strada settecentesca sui toni dell’ocra, e leggere il lungo percorso biografico, da discendente dell’illustre Cesare Beccaria, abbandonato dalla giovane madre Enrichetta Blondel fino ai vent’anni e tuttavia capace di stabilire con lei un sodalizio affettivo e intellettuale senza rancore.

Vicino di casa del Manzoni fu Gian Giacomo Poldi Pezzoli, ricchissimo aristocratico e patriota milanese, che dopo uno scacco subito dagli austriaci decise di mostrare il suo amor patrio mettendo insieme una ricchissima collezione, ospitata oggi nel suo palazzo a via Manzoni 12, e dal quale si può vedere il giardino di casa Manzoni.

Muovendosi verso Brera si arriva alla casa di Lalla Romano, esordita sulla scena culturale come artista, allieva di Casorati, e poi divenuta una delle più grandi scrittrici italiane con una copiosa produzione autobiografica. Il palazzo di costruzione dopoguerra nel quale abitava con il marito, divenuto presidente della Banca Commerciale italiana, dà su un piccolo e alberato cortile antico e nascosto, e ancora sfocia sull’Accademia di Brera.

I personaggi sono ancora tanti, fino alle già recenti testimonianze della creatività milanese, da Gae Aulenti ad Achille Castiglioni a Vico Magistretti. Portarsi dietro il sito di storie milanesi come guida significa al tempo stesso poter ripercorrere storia e vita di luoghi, città, personaggi, e del clima intellettuale che vi si svolgeva intorno. Sapere ad esempio che Lalla Romano era ospite di Ardengo Soffici a Forte dei Marmi, e che lì vi conobbe Eugenio Montale. Che Emilio Tadini ballava il boogie woogie con Rosellina Archinto al Santa Tecla, e che era vicino di Lucio Fontana, il quale gli regalo un Concetto spaziale fresco di produzione. Ascoltare l’audio mentre si passeggia e si guarda, seguire un percorso costruito da una mappa. Certo, se ogni comune o città potesse creare una simile guida per passeggiatori solitari.