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Ogni 15 secondi un lavoratore muore sul lavoro a causa di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale. Ogni 15 secondi, 153 lavoratori hanno un infortunio sul lavoro.

Si stima che ogni giorno, 6.300 persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro o malattie professionali, causando più di 2,3 milioni di morti all’anno.

Gli incidenti che si verificano annualmente sul posto di lavoro sono 317 milioni, molti dei quali portano ad assenze prolungate dal lavoro per malattia.

Il costo umano di queste tragedie quotidiane è enorme e l’onere economico causato dalle scarse pratiche di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro è stimato essere ogni anno nel 4% del prodotto interno lordo mondiale.

L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) riporta che, in Italia le cose non vanno meglio anzi….”I dati relativi agli infortuni sono allarmanti e richiedono interventi efficaci per invertire immediatamente il drammatico trend infortunistico. Le iniziative del governo in tema di salute e sicurezza sono necessarie” afferma il presidente e prosegue con una sfilza di numeri che fanno rabbrividire “Tra gennaio e agosto 2021 le denunce di infortunio sul lavoro sono state 349.449 (+8,5% rispetto allo stesso periodo del 2020), e si raddoppiano se il confronto viene fatto al netto dei contagi da Covid-19 (+17,5%).

L’incidenza del Covid nei primi 8 mesi del 2020 è stata di una denuncia ogni 6 (16,2%), mentre nel 2021 si è scesi a una denuncia Covid ogni 11 (9,2%)”.

Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 772,in rialzo quotidianamente, rispetto ai primi otto mesi del 2020, il 2021 ha avuto un calo dei decessi del 6,2%, che diventa un incremento se il confronto viene fatto al netto dei contagi da Covid-19 (+20%), l’incidenza Covid nei primi 8 mesi del 2020 è stata di 1 denuncia ogni 2, mentre nel 2021 si è scesi a 1 denuncia Covid ogni 5.

Disponibilità incondizionata dell’Inail a svolgere un ruolo attivo nell’elaborazione di una strategia nazionale per il contrasto del fenomeno delle morti sul lavoro che muova dalla compiuta analisi delle cause”.

“L’Inail crede nell’indispensabilità di sviluppare collaborazioni con gli altri enti competenti in materia; la banca dati condivisa che, come annunciato, metterà in sinergia Ispettorato nazionale del lavoro, Inail, Regioni e Asl consentirà di disporre di un efficace strumento per l’adozione di valide politiche di intervento in un’ottica coerente con le finalità del Sinp, il Sistema informativo nazionale per la prevenzione,sempre che le promesse del governo di assumere personale ridotto al lumicino dalla miopia di governanti che hanno ridotto la vita a numeri, non rimangano chimere.

Il rafforzamento delle azioni di prevenzione degli infortuni sul lavoro rientra tra le sfide più urgenti che l’Italia deve affrontare se vuole evitare la strage di chi esce di casa per un “tozzo di pane” e rientra a casa in lettiga o peggio in una bara.

Occorrono maggiori risorse per potenziare le attività di informazione, formazione, ricerca e di sostegno alle imprese che scelgono di investire in sicurezza.

Serve stimolare un profondo cambiamento culturale nell’approccio alla salute e sicurezza sul lavoro e non pensare solo alla produttività e redditività considerando la vita umana un’inutile foruncolo.

Alfredo Magnifico