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Studenti coltivano e spacciano marijuana in casa fingendo di riparare computer. Un arresto

Premio letterario Raccontami una storia

Si erano presentati come studenti modello che riparavano i computer dei coetanei per arrotondare ma, agli altri giovani, vendevano la marijuana coltivata nell’appartamento che uno dei due aveva preso in affitto dicendo che vi avrebbe piazzato il suo laboratorio. Protagonisti un ragazzo di 22 anni, fiorentino e domiciliato a Campi Bisenzio, e un suo amico pratese di 18 anni. La squadra mobile, che ieri ha perquisito l’appartamento in questione, a Prato, ha arrestato il più grande e denunciato il più giovane.

Il particolare tipo di hardware trovato nella casa affittata ha del resto lasciato poco di che dubitare circa l’attività dei due giovanissimi cimplici: quasi un chilogrammo di marijuana già preparata e pronta per la vendita, 12 piante di canapa indiana in serra. E ancora, lampade termiche, strumentazione per il controllo di temperatura e umidità nelle serre, attrezzature per l’essiccazione e la preparazione della marijuana, più di 1.000 euro in contanti ritenuti frutto dell’attività di spaccio.

Il blitz, per un’operazione denominata babypusher, è scaattato ieri pomeriggio alle 16, quando il personale della sezione antidroga della squadra mobile di Prato ha portato a compimento un’indagine scaturita da diverse informazioni assunte nelle ultime settimane.
Il controllo ha riguardato un appartamento al piano terra di un condominio nella zona di Santa Gonda, a Prato, dove fonti investigative segnalavano potesse essere stata allestita una fiorente attività di coltivazione e produzione di marijuana.
I poliziotti hanno prima rintracciato l’affittuario dell’abitazione,il 22enne fiorentino, incensurato, provvedendo in sua presenza alla verifica dell’appartamento. Il giovane lo aveva preso in affitto a ottobre, icon un regolare contratto di locazione, riferendo al suo proprietario che lo avrebbe utilizzato per svolgere attività informatiche e di riparazione di computer.

La perquisizione ha invece permesso agli uomini della squadra mobile di appurare che nell’intero appartamento era stata invece creata una complessa attività di coltivazione e produzione finalizzata allo spaccio di marijuana, mediante il sapiente allestimento di serre con controllo dell’areazione e temperatura, lampade termiche, attrezzatura di essiccazione e tanta altra strumentazione destinata alla produzione di marijuana.

Nel corso dell’operazione, sono stati sequestrati 12 piante di diverse altezze di marijuana, 901,5 grammi della medesima sostanza stupefacente già triturata e pronta ad essere venduta, hashish per 0,45 grammi, telefoni cellulari nonché denaro contante pari a 1.060 euro.

Il personale dell’antidroga ha inoltre appurato che la cura delle piante veniva effettuata dal fiorentino insieme a un altro giovane, poi rintracciato e identificato per lo studente pratese di 18 anni, anch’egli incensurato, che collaborava alla produzione illecita di droga.

L’aspetto più preoccupante dell’indagine di polizia, come riferiscono dalla questura di Prato, è rappresentato dai contatti, tuttora al vaglio degli investigatori, intercorsi tra il diciottenne e coetanei studenti di istituti scolastici superiori cittadini, che lasciano aperta l’ipotesi che la droga potesse essere destinata ad un mercato interno o attiguo agli ambienti scolastici.

Gli agenti dell’antidroga, sequestrato l’intero appartamento, hanno arrestato il 22enne per i reati di coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti, ponendolo, su disposizione dell’autorità giudiziaria, agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. Il 18enne pratese è stato invece denunciato in stato di libertà per gli stessi reati.