Per le strade di Prato saranno visibili per due settimane affissioni di grandi dimensioni di Jacopo Benassini dal titolo The Belt. L’iniziativa è del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, che ha l’obiettivo di instaurare un dialogo più diretto con la comunità cittadina riguardo alla sua storia e identità.

Il progetto fotografico di Benassi, in collaborazione con l’Archivio Manteco (legato all’azienda fondata nel 1943 dalla famiglia Mantellassi), ha lo scopo di riflettere sull’industria tessile pratese, composta da un gran numero di piccole e grandi imprese, in grado di lavorare tessuti dismessi producendo materiale rigenerato di ottima qualità. Le foto esporranno alla luce del giorno, tirando anche questi fuori dai loro interni, tessuti, macchinari, mani e volti di artigiani che lavorano, insieme ad elementi sacri cari ai pratesi, quale il pulpito del Duomo, e la Sacra Cintola, emblema cittadino che conferisce appunto il nome alla mostra.

L’esposizione open air anticipa Vuoto, la personale del fotografo spezzino, che si apre l’8 settembre e rimarrà aperta fino all’8 novembre al Centro Pecci. La mostra raccoglierà i lavori più significativi dell’autore, tra mondo dell’editoria, cultura underground e musicale, statuaria antica, ma anche un percorso autobiografico tradotto in autoritratto di percorsi performativi e documentazione di incontri sessuali. Il titolo della mostra traduce il desiderio dell’artista di mettersi a nudo.

Jacopo Benassi è nato nel 1970 e ha al suo attivo una intensa carriera. Lo scorso anno ha tenuto tre personali tra Torino, Reggio Emilia e Bologna. Ha collaborato con Maurizio Cattelan, Vittorio Sgari, Daniele Ciprì, Maurizio Maggiani, Asia Argento e con Paolo Sorrentino, con cui ha dato vita nel 2016 a un libro, Gli aspetti irrilevanti (Mondadori)