Dare impulso alla ricerca sui versanti della medicina nucleare, in particolare per la produzione di radiofarmaci, e delle tecnologie più innovative. In una lettera al Governo, due due Regioni chiedono di accelerare lo sviluppo verso nuovi segmenti di studio del Centro Enea del Brasimone. Il polo scientifico, nato negli anni Settanta per ospitare un reattore nucleare e che adesso studio, vede oggi impegnati ricercatori italiani e stranieri. Toscana ed Emilia Romagna premono su Roma per ampliare e consolidare l’attività. La richiesta è contenuta in una lettera sottoscritta dalle due Regioni, dalla Città Metropolitana di Bologna, dai Comuni di Castiglione de’ Pepoli e di Camugnano e dai rappresentanti di Enea, che si sono riuniti in videoconferenza per fare un punto sul progetto complessivo che riguarda la zona a cavallo tra l’Appennino bolognese e quello toscano, proprio al confine con il comune di Cantagallo, in provincia di Prato.

«Il Centro Enea del Brasimone rappresenta un importante punto di attrattività per ricercatori e ricercatrici – si legge nella avanzata dall’assessore alle attività produttive della Regione Toscana Stefano Ciuoffo e dal suo collega emiliano assessore allo Sviluppo economico e Lavoro Vincenzo Colla ai ministri dell’università Gaetano Manfredi e dello sviluppo economico Stefano Patuanelli – Nella prospettiva di un più ampio utilizzo delle sue strutture in collaborazione con università, centri di ricerca locali e internazionali e imprese chiediamo di incontrarvi per fare il punto sulla tempistica dei progetti e sui possibili sviluppi che gli stessi potrebbero avere, in particolare nel campo della medicina e della sensoristica tramite droni».

Gli assessori hanno ricordato i recenti investimenti per la realizzazione di alcuni importanti progetti, dal Dtt, lo Sviluppo tecnologico del Divertore, al Demo, allo Sviluppo tecnologico del Breeding Blanket, dalla Sorgentina-Rf per la Produzione di radiofarmaci e Scienze Nucleari, al Linc-ER le sorgenti neutroniche compatte per applicazioni medicali e industriali. Da qui, la richiesta al Governo di un incontro per fare il punto sull’attività del Brasimone.

È del gennaio 2019 il Protocollo di intesa siglato tra Regione Emilia-Romagna, Regione Toscana ed Enea che ha posto le basi per la nascita di un polo scientifico e tecnologico di rilievo internazionale. Grazie ad un piano di investimenti previsto in circa 100 milioni di euro (periodo 2108-2025), i progetti avranno un significativo impatto occupazionale, socioeconomico e tecnologico.
L’intesa punta ad attrarre studiosi da tutto il mondo, interessando i sistemi produttivi dei territori e gli enti interessati: le Città metropolitane di Bologna e Firenze e con le Unioni dei Comuni dell’Appennino Bolognese e l’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio (Provincia di Prato).


A novembre dello scorso anno sono partiti i primi tre progetti. Si tratta dello studio di nuove tecnologie per le produzioni medicali nel campo dei radiofarmaci, la sperimentazione delle applicazioni di radiazioni ionizzanti in ambito sanitario, la realizzazione di droni con caratteristiche avanzate per rilievi ambientali in condizioni difficili. Sono tutti progetti finanziati per circa 4,5 milioni di euro in tre anni (2019-2021).