La Commissione Europea lancia Sure (temporary Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), un programma concepito per proteggere i posti di lavoro dagli effetti della pandemia di Covid-19. Il programma erogherà prestiti, fino a 100 mld di euro in totale grazie a garanzie per 25 mld che dovrebbero essere fornite dagli Stati membri, che aiuteranno gli Stati membri ad affrontare improvvisi aumenti della spesa pubblica per preservare l’occupazione.

Cos’è Sure

I prestiti, a tassi molto bassi, aiuteranno gli Stati membri dell’Ue a coprire i costi direttamente connessi alla creazione o all’estensione di schemi nazionali per il lavoro a orario ridotto (come la cassa integrazione in Italia) e per altre misure simili messe in campo per i lavoratori autonomi, in risposta alla pandemia causata dal coronavirus Sars-Cov-2.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sottolineato che saranno a disposizione di “tutti gli Stati membri”, ma il programma è concepito per aiutare i Paesi più colpiti dalla pandemia. Lo schema, dice von der Leyen, mira a “preservare il cuore vibrante dell’economia europea, che è la sua forza lavoro qualificata”, consentendo alle imprese di conservare la capacità produttiva, per poter ripartire dopo la fine dell’emergenza senza perdere quote di mercato. Gli Stati membri dell’Ue, ha spiegato il direttore generale per le questioni economiche e finanziarie della Commissione Europea Marteen Verwey durante un briefing tecnico on the record a Bruxelles, tramesso via web, “potranno beneficiare dei bassi tassi di interesse” che le istituzioni comunitarie possono spuntare sui mercati dei capitali, grazie al loro rating elevato. La Commissione “essenzialmente trasferirà il tasso” ottenuto sul mercato ai Paesi beneficiari.

Come ha spiegato stamani il commissario all’Economia Paolo Gentiloni a Radio Anch’io, “è la Commissione Europea che va sui mercati, emette bond, e la Commissione Europea ha un rating tripla A, con la possibilità di ottenere tassi di interesse bassissimi, e presta questi quattrini con delle scadenze di lungo termine ai diversi Paesi”. “Penso – ha aggiunto Gentiloni – che i Paesi che ne approfitteranno di più saranno soprattutto i Paesi con alto debito, perché hanno molta più difficoltà a reperire fondi. E il primo passaggio simbolico, e forse storico, alla messa in comune dell’impegno attuale e futuro”.

“Penso – ha detto ancora Gentiloni – che questa distinzione non sia soltanto una distinzione per avere un po’ di benevolenza da parte dei Paesi dotati, ma che sia una distinzione importante”. “Stiamo parlando – ha continuato – di mettere insieme le forze economiche tra Paesi che hanno livelli di debito di accesso ai mercati diversi per una situazione di emergenza. E questi Sure Bond, i bond che verranno emessi per finanziare questi strumenti tipo cassa integrazione, sono un primo esempio. Penso che ce ne saranno altri”.

L’accesso al programma non prevede “alcuna condizionalità”, ha spiegato ancora Verwey, fatta eccezione per un aumento, anche previsto, della spesa per gli schemi nazionali di sostegno all’occupazione. Il civil servant ha sottolineato anche c’è un problema specifico, cioè che il bilancio pluriennale dell’Ue (Mff in gergo) 2014-20 “è vicino alla fine” (e gli Stati membri non sono riusciti, nel Consiglio Europeo del 20-21 febbraio, proprio quando a Codogno veniva rilevato il presunto paziente uno di Covid-19, a trovare un accordo sull’Mff 2021-27, a causa delle divisioni tra i Paesi), quindi le risorse rimaste non sono molte. E’ questo il motivo per cui, anche se “stiamo utilizzando tutto lo spazio” rimasto, “avremo bisogno di garanzie aggiuntive” dagli Stati membri, nella misura di 25 mld di euro, cosa che consentirà prestiti nella misura di 100 mld, che avranno un tasso corrispondente a quello spuntato sul mercato.

Tecnicamente, si tratterà di prestiti back-to-back, un tipo di operazione molto utilizzata dalla Commissione anche all’epoca della crisi finanziaria, che consiste in genere nella concessione, da parte di un’impresa e di una controllata, in questo caso di due istituzioni pubbliche, che risiedono in Paesi diversi, di finanziamenti incrociati (espressi nelle rispettive valute nazionali) di eguale importo e con la stessa struttura temporale (Treccani.it).

“Per sua natura è debito sovrano, per sua natura ha un rischio molto basso”, spiega Verwey. La Commissione Europea ha rating molto elevati: AAA con outlook stabile da Dbrs, Fitch e Scope; Aaa da Moody’s, con outlook stabile; AA con outlook stabile da S&P. I rendimenti delle obbligazioni sovrane di lunga durata con rating alto sono attualmente bassissimi.

La durata non è predeterminata e dovrà essere decisa singolarmente per ogni Paese dal Consiglio, ma nel regolamento è già previsto, ha spiegato Verwey, che ogni anno non potrà essere rimborsato più del 10% del debito, il che “fa capire che potrebbe essere nell’area dei dieci anni” o più.

Per quanto riguarda l’erogazione delle garanzie per 25 mld di euro, l’ammontare per ogni Paese verrà calcolato sulla base di una chiave di allocazione, ma essenzialmente “più grande è l’economia di un Paese, più deve contribuire”, conclude Verwey.

L’Ue ha attualmente circa 52 mld di euro di titoli di debito emessi: può emettere debito esclusivamente per finanziare prestiti ai Paesi, e non può indebitarsi per finanziare il proprio bilancio. I fondi vengono prestati ai Paesi quasi esattamente alle stesse condizioni (stessa cedola, stessa scadenza e stesso valore nominale); il servizio del debito, tuttavia, rimane un obbligo dell’Ue, che si assicura della puntualità dei pagamenti. L’Ue raccoglie esclusivamente in euro; le scadenze dei nuovi titoli vanno da 3 a 30 anni (quelli già emessi arrivano fino al 2042).

Fonte
AdnKronos