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In principio nell’universo non esisteva nulla, solo un pennello con i suoi colori. Tutti i giorni, osservando in silenzio le stelle e le galassie, il pennello accarezzava l’universo buttando in qua e là mille sfumature. All’inizio i colori apparvero un po’ timidi, ma quello che riuscirono a creare afferrandosi per mano fu uno spettacolo. Il pennello formò i prati verdi unendo il giallo al blu e poi schiarì quest’ultimo colore per creare il cielo e il suo specchio: il mare. Attraverso l’arte del disegno, il pennello esprimeva tutto quello che ormai da qualche tempo proteggeva dentro di sé. Lui, proprio come fanno gli artisti, si lasciò trasportare dalla sua passione. Attraverso l’anima dei suoi colori, creò il mondo e dedicò tutta la sua vita a quell’opera ricca di bellezze. Dipingere era l’unica attività che gli permetteva di allontanarsi da quel luogo in cui gli sembrava di esser bloccato da una vita. Quotidianamente il pennello continuò a modellare il suo mondo tanto da renderlo poetico. Il cielo e la terra però apparivano come un’immensa bellezza senza vita poiché quello spazio infinito era caratterizzato da silenzio e immobilità. Nei giorni seguenti s’interrogò molto su quanto percepiva dalla sua opera. Gli era bastato un minuto per rendersi conto che il mondo aveva bisogno di una creazione altrettanto speciale e impegnativa in grado di portare vita. Eliminando dai suoi pensieri i confini, puntò lo sguardo all’orizzonte e delineò così i tratti degli esseri umani. La donna e l’uomo avrebbero dovuto amare e curare il mondo e le sue bellezze proprio come aveva fatto lui nella sua creazione.

Alessia Balzano

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