La bizzarra stagione numero 35 del Teatro di Rifredi inizia con un omaggio a Sergio Blanco, uno dei più originali e innovativi drammaturghi apparsi recentemente sulla scena internazionale.

Il Teatro di Rifredi è stato il primo in Italia a tradurre, pubblicare e rappresentare l’autore uruguaiano nell’ambito di un lavoro di ricerca sulla drammaturgia contemporanea, lavoro che, insieme alla traduzione e la messa in scena dei testi del francese Rémi De Vos e del catalano Josep Maria Miró, ha fatto vincere al Teatro il Premio Ubu Speciale della Giuria 2019.

Si inizia il 21 ottobre con una serata evento che vede in scena Carmine Maringola, protagonista e scenografo di quasi tutti gli spettacoli di Emma Dante, nella lettura scenica de L’IRA DI NARCISO uno dei testi più scabrosi e originali del drammaturgo uruguaiano, in cui Blanco racconta di un suo viaggio a Lubiana per tenere delle conferenze sul mito di Narciso. Un’impegnativa prova d’attore, anche alla sola lettura, nelle corde di un interprete dalla forte presenza fisica e dal piglio contemporaneo come Maringola, che sarà coadiuvato da Angelo Savelli anche traduttore del testo.

Si prosegue (dal 23 al 31 ottobre) con la riproposta di TEBAS LAND con Ciro Masella e Samuele Picchi, spettacolo che ha ottenuto nella scorsa stagione a Firenze, Roma e Napoli un grande successo di pubblico e le lodi unanimi della stampa. La traduzione, le scene, i costumi e la regia sono firmati  Angelo Savelli. In “Tebas Land” si narra la vicenda di un giovane parricida, di un regista/drammaturgo che lo incontra in carcere per portare in scena la sua storia e di un giovane attore che la deve interpretare.

Nella prima domenica dedicata alle famiglie e ai giovani, andrà in scena “STORTO” (1° novembre), spettacolo vincitore del Premio Scenario Infanzia 2018, concorso nazionale di teatro per le nuove generazioni. Scritto a quattro mani da Andrea Falcone e Matilde Piran a metterlo in scena è la giovane compagnia fiorentina inQuanto teatro con Stefano Iagulli ed Elisa Vitiello, la regia è firmata da Giacomo Bogani. Una grafic novel teatrale che narra la storia di una fuga e di un ritorno di due studenti, ragazzi normali eppure entrambi in difficoltà. Entrambi “storti” a modo loro. Ma i “dritti” esistono  davvero?

Il percorso intrapreso dal Teatro di Rifredi verso la drammaturgia contemporanea prosegue (dal 4 all’8 novembre) con Rémi De Vos, drammaturgo francese considerato uno dei più interessanti autori della nuova scena europea. Presentato con successo lo scorso febbraio, “TRE ROTTURE” tradotto e diretto da Angelo Savelli è interpretato dall’affiatata coppia formata da Monica Bauco e Riccardo Naldini. Lui, lei e l’altro, il classico triangolo da pochade borghese ma declinato qui in maniera paradossale e grottesca. L’umorismo chirurgico e politicamente scorretto che caratterizza la scrittura di De Vos affonda il bisturi nello sfinimento dei rapporti di coppia in una società occidentale banalmente benestante, scioccamente edonistica e fatalmente destinata all’estinzione.

Da tre anni ospite fissa del palcoscenico del Teatro di Rifredi,  COB-Compagnia Opus Ballet diretta fin dalla sua fondazione da Rosanna Brocanello, festeggia in questa stagione i suoi dieci anni di attività con uno speciale GALA (13 e 14 novembre); un viaggio nel tempo alla riscoperta di un percorso artistico che si snoda tra i linguaggi e le pratiche della danza contemporanea. Presentato tre anni fa come lettura scenica, diventa spettacolo (dal 25 al 29 novembre) il paradossale testo di Rémi De Vos “OCCIDENTE” che vede protagonista, oggi come allora, l’eccentrica coppia formata da Serra Yilmaz e Ciro Masella. La traduzione del testo e la regia sono di Angelo Savelli. “Occidente” descrive una situazione forte fra due personaggi annientati dalla mancanza di desiderio,  dal comportamento esacerbato, dal linguaggio virulento. L’Occidente di cui si parla è la terra dove tramonta il sole e dove anche la passione e i valori umani declinano nella notte.

CHIACCHIERE E CANZONI (dal 3 al 5 dicembre) è il nuovo spettacolo di Lorenzo Baglioni, il cantautore/attore ed ex professore di matematica che si è fatto conoscere al pubblico per le sue “canzoni didattiche”. Canzoni (alcuni dei suoi maggiori successi, più una serie di pezzi mai eseguiti live e alcuni inediti), monologhi e interazioni col pubblico, nel corso di uno spettacolo vario, intelligente e, soprattutto, divertente. Il filo conduttore che lega le varie parti dello show è quello della comunicazione, tema molto attuale nell’era del web e dei social network.

Una fresca compagnia composta da giovani attori, Federico Calistri, Olmo De Martino, Antonio Lanza, Fabio Magnani, Simone Marzola, Diletta Oculisti ed Elisa Vitiello porta in scena “I PROMESSI SPOSI OVVERO: QUESTO SPETTACOLO NON S’HA DA FARE” (dal 10 al 13 dicembre), una spigliata riduzione teatrale, curata da Angelo Savelli, del celeberrimo romanzo di Alessandro Manzoni che mette in luce una delle più originali, ma spesso ignorate, peculiarità del capolavoro manzoniano: l’ironia. La regia è firmata a quattro mani dallo stesso Savelli con Ciro Masella. 

Ancora in scena inQuanto teatro in coproduzione con La Piccionaia (domenica 20 dicembre) per raccontare in GAME OVER/continue? la storia di Alice, una bambina innamorata di giochi e videogiochi, ma teneramente spaventata da ogni fine.  Una fiaba attuale sulla paura di affrontare la fine delle cose: adatto dai 6 ai 10 anni lo spettacolo è firmato da Andrea Falcone e Matilde Piran, la regia è di Giacomo Bogani, ne sono interpreti Michela Lusa, Teresa Tanini e Stefano Iagulli.