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Che cosa c’è dentro il Bisenzio? Difficile a dirsi. L’acqua è limacciosa, in questi giorni. S’intravedono pesci, pietre. L’esperimento sul ponte Datini, a Prato, è forse (di sicuro? E meno male) puerile. Ma la telecamera che scende sempre più giù, man mano che le viene data corda, ispira un giro di giostra e somiglia a un tuffo nell’oblio. Dalla preparazione all’immersione, c’è tutto, comprese le vertigini provate dalla povera telecamera, ovviamente protetta.
La Go Pro, attaccata a uno spago di canapa, gira e gira mentre scende e s’immerge nel fiume Bisenzio. Trova acqua limacciosa e pietre, quasi una “atmosfera” venusiana, pesante. S’intravedono pietre e sabbia, qualche pesce e una tempesta di polvere.
Il viaggio di ritorno somiglia a quello d’andata. Via dal Bisenzio, dall’atmosfera venusiana fatta però d’acqua e rena. Via dalla polvere verso un cielo, lo si vede all’inizio e alla fine, decisamente bello.
I rumori sono quelli catturati dalla stessa Go Pro. I rumori della strada, del vento, delle persone sulla pista ciclabile divengono, spesso, suoni indistinti e lontani. Quando la telecamera tocca il fondo del Bisenzio, però, si sente, e bene, il colpo. L’acqua, del resto, propaga bene i suoni.
Il tutto, come si conviene a un tuffo, a testa in giù.

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