vinicio capossela round one thirty five 1990 – 2020 personal standards
Teatro Duse (Bologna). Vinicio Capossela - Round one thirty five 1990 – 2020 Personal Standards

Uno spettacolo che scava nel passato, distilla perle e setaccia ricordi. Dopo la serata dantesca dell’anno passato, Vinicio Capossela torna giovedì 21 luglio al Musart Festival di Firenze con il progetto “Round one thirty five 1990 – 2020. Personal Standards”. Appuntamento alle ore 21,15 in piazza della Santissima Annunziata, a pochi passi dal Duomo di Firenze.

I biglietti – da 23 a 40,20 euro, posti numerati, compresi diritti di prevendita – sono disponibili online sul sito ufficiale www.musartfestival.it (info tel. 055.667566), su www.ticketone.it (tel. 892.101) e nei punti Boxoffice Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita. Disponibile anche il Gold Package comprendente biglietto di primo settore, catering con buffet, visita guidata ai luoghi d’arte legati al progetto Musart.

Sempre giovedì 21 luglio al Musart Festival, ricordiamo il concerto di Andrea Faccioli “Cabeki”, alle ore 21,30 al Chiostro di Levante della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze (ingresso da via degli Alfani, 37) con il nuovo lavoro “Da qui i grattacieli erano meravigliosi”. E ancora, al Cinema La Compagnia, dalle 20,15 quattro documentari della serie “33 Giri Italian Masters” di Sky Arte dedicati ai migliori album della musica italiana: “Plurale” di Mina, “Far finta di essere sani” di Giorgio Gaber, “Il mio canto libero” di Lucio Battisti e “Lindbergh” di Ivano Fossati. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria sul sito https://bit.ly/33GIMasters.

Vinicio Capossela ripercorrerà il repertorio dei suoi standard personali dei primi album, accompagnato dagli storici collaboratori Giancarlo Bianchetti, Enrico Lazzarini e Antonio Marangolo che dei primi tre dischi aveva curato gli arrangiamenti, a partire da quel “All’una e trentacinque circa” a cui il titolo del concerto si richiama.

Il 12 ottobre di 31 anni fa usciva “All’una e trentacinque circa”, il primo disco di Vinicio Capossela. L’album, nato sotto l’egida del grande Renzo Fantini e tenuto a battesimo da Francesco Guccini, vinse la Targa Tenco e segnò l’inizio di un felice e caleidoscopico percorso artistico.

All’una e trentacinque circa il Piazza di Bellaria Igea Marina si svuotava e diventava la culla dei nottambuli e dei lunatici, quelli che non si arrendono mai e, se si arrendono, lo fanno in grande stile. Erano loro il primo pubblico delle canzoni di questo disco, registrate su una cassetta in un pomeriggio d’agosto del 1989. Pochi mesi più tardi, la cassetta finì nello stereo di Francesco Guccini in via Paolo Fabbri 43, e da lì nelle generose mani di Renzo Fantini, manager e produttore dello stesso Guccini e di Paolo Conte. Un anno dopo la registrazione di quella cassetta, sempre ad agosto, il disco prese vita e divenne una sorta di film noir. Un Round midnight girato nell’Emilia dei CCCP e di Pier Vittorio Tondelli.

Alla fine dell’estate 1990, una sera, nel locale Il posto di Verona c’era anche Enrico De Angelis, che segnalò Capossela ad Amilcare Rambaldi per invitarlo al Premio Tenco di quell’anno. «Vinicio seguiva stilisticamente una strada che noi amavamo moltissimo: quella di Tom Waits e di Paolo Conte. […] Ci colpì il fatto che quel modo di scrivere e cantare […] avesse trovato un continuatore». Nel 1991 il disco fu premiato con la Targa Tenco per la migliore opera prima, in ex aequo con Passa la bellezza di Mauro Pagani.

Così quell’orario di esibizione si è trasformato in un disco odoroso di pioggia e moquette. Lampi biografici, canzoni scritte ad anticipare la vita quando ancora ci si faceva pace. Asfalto, lamieroni, locali epifanici come l’Escandalo o il Corallo. Istantanee disarmanti che rendono epico il viaggio, in cui è il suono, più che il senso delle parole, a dare corpo al mondo. «I suoni fanno da sfondo a un mondo immaginario. Un mondo pieno di guai, affollato di guitti stralunati, strade chiassose e vecchie macchine». I suoni sono quelli di Antonio Marangolo, Jimmy Villotti, Ellade Bandini, Enrico Lazzarini.
Tutto è partito da una melodia al pianoforte che ricordava una canzone di Dylan, I Was Young When I Left Home.

Le parole ce le ha messe la vita con le sue fratture, e quel soffio ha allargato tutta la geografia. È l’epica del pianobar.

KABEKI / ANDREA FACCIOLI (ore 21,30 Chiostro di Levante della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze, ingresso da via degli Alfani, 37) –  Cabeki presenterà il nuovo disco “Da qui i grattacieli erano meravigliosi”. Il disco, come il concerto, sono caratterizzati dall’utilizzo di una chitarra acustica processata e di un sintetizzatore suonato simultaneamente con i piedi tramite una “tastiera” a pedali. La sezione ritmica invece è affidata ad una Drum Machine vintage a pedale. Una sequenza di ambientazioni sonore, dal Mississippi al Marocco, dal kraut al blues, dalla musica da camera all’elettronica minimale. Andrea Faccioli aka Cabeki è un chitarrista, compositore e arrangiatore veronese. Collabora come strumentista con band, musicisti e cantautori di varia estrazione musicale. Attualmente suona con Vasco Brondi (Le Luci Della Centrale Elettrica) e Baustelle. Negli anni collabora con diverse compagnie teatrali, sia come compositore che come musicista in scena, e con registi di documentari e cortometraggi.   

33 GIRI ITALIAN MASTERS (dalle ore 20,15 – Cinema La Compagnia, via Cavour 50r) – Al Cinema La Compagnia continuano le proiezioni dei documentari “33 Giri Italian Masters” di Sky Arte dedicati ai grandi album della musica italiana. “Mina, Battisti e amici” è il titolo della serata: oltre a “Plurale” della tigre di Cremona, vedremo i documentari dedicati a “Far finta di essere sani” di Giorgio Gaber, “Il mio canto libero” di Lucio Battisti e “Lindbergh” di Ivano Fossati. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria sul sito https://bit.ly/33GIMasters.

VISITE A LUOGHI D’ARTE – Prima dei concerti – dalle ore 20 alle 21,15 — si potranno visitare gratuitamente giardini, luoghi di culto e palazzi monumentali adiacenti a piazza della Santissima Annunziata. Tra questi la Chiesa di S. Francesco Poverino, il Giardino del Museo Archeologico, il Museo dell’Istituto Geografico Militare, la Basilica di SS. Annunziata, la Mensa della Caritas Diocesana di S. Francesco ed i Cortili Monumentali dell’Istituto degli Innocenti.

MOSTRA BECAUSE THE NIGHT – Springsteen, Madonna e Cremonini allo stadio Franchi. Jovanotti, Vasco, Morricone e gli Spandau Ballet al Mandela Forum…
I grandi concerti fiorentini degli ultimi 12 anni rivivono nell’edizione 2022 della mostra fotografica “Because the night”. Tutti gli scatti sono a firma di Marco Borrelli. La mostra è in programma fino al 26 luglio all’Ex Tipografia dell’Istituto Geografico Militare di Firenze (via Cesare Battisti 12, adiacente a piazza Santissima Annunziata). Per gli spettatori degli spettacoli serali, la mostra è aperta dalle 20 alle 21 con ingresso libero e riservato.

Musart è il festival che abbina grandi nomi dello spettacolo al fascino secolare di Firenze, in programma dal 13 al 26 luglio 2022. Sul palco principale di piazza della Santissima Annunziata saranno di scena Roberto Bolle, LP, Riccardo Cocciante, Achille Lauro, Vinicio Capossela, Goran Bregovic, Rock The Opera, Steve Hackett e Dado Moroni. Programma completo www.musartfestival.it.

Musart Festival è prodotto da associazione culturale Musart in collaborazione con Istituto degli Innocenti e Università degli Studi di Firenze. Main Supporter Fondazione CR Firenze, con il contributo di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze-Estate Fiorentina 2022, Toscana Promozione Turistica ed il sostegno di Publiacqua, Chianti Banca, Unicoop Firenze, Sammontana, Findomestic e Ruffino. Media Partner Destination Florence. La direzione artistica è a cura di Stefano Senardi.