Violenza di genere: preoccupano i numeri delle Toscana; nel 2017 anche 7 donne uccise

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Dal 2006 al 2017 in Toscana le vittime di femminicidio sono state 108, delle quali 7 nell’ultimo anno. A uccidere sono soprattutto partner ed ex partner.  A uccidere sono soprattutto partner ed ex partner. Più della metà delle donne italiane uccise in Toscana dal 2006 al 2017 hanno oltre 59 anni. Le vittime straniere rappresentano più di un quarto delle vittime di femminicidio, sono uccise soprattutto dal partner, in numerosi casi italiano. Il femminicidio, contrariamente a quel che spesso si mensa, non è un evento improvviso o imprevedibile.

Il materiale informativo sul numero antiviolenza 1522 (foto Marco Ottaviani)
Il materiale informativo sul numero antiviolenza 1522 (foto Marco Ottaviani)

Il dato è emerso questa mattina, alla presentazione del Rapporto sulla violenza di genere in Toscana stilato dall’osservatorio regionale, sulla base dei dati forniti dai Centri antiviolenza, dal Codice rosa, dall’Azienda universitario-ospedaliera di Careggi, dall’Istituto degli Innocenti, dall’Archivio regionale per le prestazioni concultoriali, dai Centri per uomini autori di violenze, oltre a quelli relativi ai femminicidi.
Giunta alla decima edizione, la rilevazione si configura come importante occasione condivisa a livello regionale per studiare in modo continuativo un fenomeno molto complesso e diffuso ma non altrettanto noto in tutte le sue sfaccettature e implicazioni.

I dati toscani preoccupano e appaiono in crescita. Nell’ultimo anno si assiste a un aumento delle giovani tra i 18 e i 29 anni che si sono rivolte ai Centri antiviolenza. Crescita che potrebbe essere collegato ad una maggiore consapevolezza sia nei confronti delle dinamiche e manifestazioni della violenza di genere che dei propri diritti.
La violenza psicologica si conferma la forma più diffusa, sia tra le italiane che tra le straniere, seguita da quella fisica. Aumentano anche le violenze attribuite ai parenti, soprattutto padri e figli.

La rilevazione per il 2017/2018 ha permesso di raccogliere informazioni anche sulla violenza diretta ai danni dei figli. Il padre risulta l’autore della violenza nell’83,5% dei casi rilevati e la forma più diffusa di violenza segnalata è quella psicologica. Partner ed ex partner (in aumento questi ultimi) si confermano gli autori principali delle violenze.
Si registra comunque un importante incremento delle denunce, soprattutto tra le straniere. Tra le donne, italiane e straniere, che si sono rivolte ai Centri, ha sporto denuncia il 35,3% delle utenti i cui figli sono testimoni della violenza, e il 26,9% delle donne senza figli. Nelle 20 Case Rifugio presenti in Toscana nel 2017 sono state ospitate 147 donne e 114 figli.
Aumentano anche i casi di violenza su bambini e adolescenti. Sono 2.770 i bambini e i ragazzi vittime di maltrattamenti in famiglia (erano 1.478 nel 2015 e 1.921 nel 2016). Sempre nel 2017, 1.487 bambini e ragazzi sono stati interessati da situazioni di violenza assistita (1.143 nel 2015, 1.298 nel 2016).

La presentazione dei numeri sulla violenza di genere in Regione (foto Marco Ottaviani)
La presentazione dei numeri sulla violenza di genere in Regione (foto Marco Ottaviani)

Negli ultimi 6 anni e mezzo, sono stati registrati 18.699 accessi per Codice rosa nei pronto soccorso della Toscana, di cui 16.059 adulti (nella stragrande maggioranza donne) e 2.640 minori.
Nei consultori, le prestazioni registrate per abuso e maltrattamento sono state 3.048.

In aumento anche i casi di sospetta violenza sessuale registrati dal Centro di riferimento di Careggi: dal 1° agosto 2017 al 31 luglio 2018 sono stati 54, 10 in più rispetto all’anno precedente. Tra le adulte, le straniere rappresentano la maggioranza (34 su 43). Tra le minori si contano invece 10 italiane su un totale di 11 accessi.

Quest’anno sul territorio regionale sono aumentati anche i Centri per uomini autori di violenze: ai 4 già attivi a Firenze, Lucca, Pisa e Livorno, se ne sono aggiunti 2 a Carrara e Grosseto. Negli ultimi dodici mesi, i centri attivi in Toscana hanno effettuato 79 prese in carico. Considerando i percorsi cominciati negli anni precedenti, nel periodo di riferimento i Centri hanno avuto in carico un totale di 154 uomini autori di violenze. In 17 casi la decisione di rivolgersi al centro è stata spontanea; in un caso ciò è avvenuto dietro una spinta di parenti o amici. Nei restanti 59 casi l’invio è stato effettuato da altri soggetti: tribunale, psicologi, avvocati, servizi sociali, strutture penitenziarie, Asl, Codice Rosa, medici di base, comunità per il trattamento dell’alcolismo.

L’Osservatorio Sociale Regionale, in collaborazione con Auser, ha condotto anche un approfondimento sulla violenza verso le donne anziane. Dei 108 femminicidi avvenuti in Toscana negli ultimi 11 anni, 45 hanno riguardato donne ultrasessantenni. Ma a fronte di questo, gli accessi delle donne anziane ai Centri antiviolenza, ma anche ad altri servizi della rete, sono molto bassi. Tutte le oltre 500 donne intervistate, tranne una, hanno sentito parlare di violenza di genere, in 22 casi (4%) per esperienza personale o in famiglia. Di fronte a un episodio di violenza, quasi il 10% delle donne non saprebbe a chi chiedere aiuto.

Il testo integrale del rapporto sul sito dell’osservatorio sociale regionale a questo indirizzo: www.regione.toscana.it/osservatoriosocialeregionale/attivita/violenza-di-genere/le-pubblicazioni.

«L’azione che la Regione svolge da anni per contrastare la violenza di genere ha costruito una rete territoriale molto forte. La presenza di stamani qui è la dimostrazione», così la vicepresidente e assessora alla cultura con delega alle pari opportunità Monica Barni ha accolto il pubblico che gremiva la Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati per la presentazione rapporto. Con lei, hanno aperto i lavori la presidente della Commissione pari opportunità della Regione Toscana Rosanna Pugnalini e l’assessora al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi.