Morta la Circe della Versilia, uccise il marito col giovane amante

Premio letterario Raccontami una storia

Per tutti divenne la Circe della Versilia, assassina del marito con l’aiuto amante.
Maria Luigia Redoli è morta oggi, a 80 anni, dopo averne scontati 24 di carcere. Lontana nel tempo e nello spazio dal clamore della vicenda personale e giudiziaria, la donna è scomparsa all’ospedale di Arezzo, dove era da tempo ricoverata. Era tornata libera nel 2015.

Il suo, consumatosi nel garage di una villetta di Forte dei Marmi, fu il caso di cronaca nera più noto e ricorrente dei primissimi anni Novanta.

In Versilia, in una sera di luglio di 30 anni fa, Maria Luigia Redoli uccise il marito Luciano Iacopi. Lei, bella cinquantenne, dall’aspetto curato e severo, lo fece con 17 coltellate, insieme all’amante, ex carabiniere e allora appena 23enne. I due amanti vennero subito indicati come i responsabili del delitto ma la verità definitiva venne fuori soltanto dopo due anni. Nel frattempo, il caso Redoli, destinato a divenire una fiction con Claudia Pandolfi, tenne banco sulle cronache dei quotidiani e dei rotocalchi. Esclusive comprese.

Il processo di primo grado, celebrato a Lucca, si concluse con l’assoluzione di Maria Luigia Redoli e del giovane ex militare. La sentenza venne però ribaltata in appello e, infine, la condanna all’ergastolo venne confermata in cassazione.Nel settembre 1991 i due vennero arrestati.

Maria Luigia Redoli, che si è sempre detta innocente, fu la prima che rincasando con i figli avvertì i carabinieri del delitto. Dopo essere stata scarcerata, nell’aprile 2015, la donna andò a vivere a Pavia per poi tornare in Toscana e stabilirsi ad Arezzo, dov’è morta.

Al quotidiano La Repubblica, poco dopo la scarcerazione, racconto la sua vita e la sua verità. «Sono stata abituata fin da piccola a prendermi quel che voglio – disse – ma non ho mai irretito uomini con dei secondi fini. I miei figli non chiesero la grazia e da tempo non hanno più rapporti con me, ma restano sempre figli miei».