Giovanna d’Arco

Nel 1429, nel pieno della Guerra dei cent’anni, Giovanna d’Arco, tra le acclamazioni della folla, entra a Orleans, assediata dagli inglesi, aprendo la via alla vittoria francese. Giovanna d’Arco (in francese Jeanne d’Arc, in francese medio Jehanne Darc) vissuta tra il 1412 e il 1431, è un’eroina nazionale francese, venerata come santa dalla Chiesa cattolica, conosciuta anche come “la pulzella d’Orléans” (in francese «la pucelle d’Orléans»). Riunì, nel proprio Paese, parte del territorio caduto in mano agli inglesi, contribuendo a risollevarne le sorti durante la guerra dei cent’anni, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi. Catturata dai Borgognoni davanti a Compiègne nel maggio 1430, Giovanna fu consegnata agli inglesi. Questi la sottoposero a un processo per eresia, al termine del quale, il 30 maggio 1431, fu condannata al rogo e arsa viva. Nel 1456 papa Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, dichiarò la nullità di tale processo. Beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, Giovanna fu proclamata santa patrona di Francia.

Nata in una famiglia di contadini della Lorena, all’età di tredici anni iniziò a udire “voci celestiali” spesso accompagnate da un bagliore e da visioni dell’arcangelo Michele, di santa Caterina e di santa Margherita, come sosterrà in seguito. La prima volta che queste “voci” le si palesarono, secondo il suo stesso racconto reso durante il processo per eresia subíto a Rouen nel 1431, Giovanna si trovava nel giardino della casa paterna; era il mezzodì di un giorno d’estate: sebbene sorpresa e impaurita da quell’esperienza, Giovanna decise di consacrarsi interamente a Dio facendo voto di castità “per tutto il tempo che a Dio fosse piaciuto”. Nell’estate del 1428, a causa della guerra dei cent’anni che opponeva il regno di Francia al regno d’Inghilterra e alla Borgogna, la sua famiglia fuggì dalla valle della Mosa verso Neufchâteau, per sottrarsi alle devastazioni provocate dalle truppe borgognone alleate degli inglesi.

All’inizio del 1429 gli inglesi erano ormai prossimi a occupare completamente Orléans, cinta d’assedio sin dall’ottobre del 1428: la città, sul lato settentrionale della Loira, aveva, per la posizione geografica e il ruolo economico, un valore strategico quale via d’accesso a tutte le regioni meridionali; per Giovanna, che sarebbe diventata una figura emblematica della storia di Francia, fu quello il momento – sollecitata dalle “voci” che diceva di sentire – per correre in aiuto di Carlo, Delfino di Francia e futuro re, estromesso dalla successione al trono a beneficio della dinastia inglese nella guerra che sosteneva contro gli inglesi e i loro alleati borgognoni.

Dopo essere riuscita a convincere il re francese, Giovanna fu da lui inviata ad “accompagnare” una spedizione militare – pur non ricoprendo alcun incarico ufficiale – in soccorso di Orléans assediata e difesa da Jean, Bastardo d’Orléans. Giovanna iniziò così la riforma dell’armata trascinando con il suo esempio le truppe francesi e imponendo uno stile di vita rigoroso e quasi monastico: fece allontanare le prostitute che seguivano l’esercito, bandì ogni violenza o saccheggio, vietò che i soldati bestemmiassero; impose loro di confessarsi e fece riunire intorno al suo stendardo l’esercito in preghiera due volte al giorno, al richiamo del suo confessore, Jean Pasquerel. Il primo effetto fu quello di instaurare un rapporto di reciproca fiducia tra la popolazione civile e i suoi difensori i quali, invece, avevano l’inveterata abitudine di tramutarsi da soldati in briganti quando non erano impegnati in azioni di guerra.

Il successo a Orleans fu fondamentale per le sorti della guerra, poiché impedì che gli anglo-borgognoni potessero occupare l’intera parte meridionale del paese e marciare verso il sud fedele a Carlo, ristabilì le comunicazioni tra le due sponde della Loira e, inoltre, diede inizio a un’avanzata nella valle della Loira culminata nella battaglia di Patay.

La forte impressione che la vita di Giovanna suscitò fra i suoi contemporanei e, in seguito, la scarsa conoscenza delle fonti storiche, diedero luogo a una “mitizzazione” del personaggio, reinterpretandolo in maniera molto diversa e, talvolta, diametralmente opposta, anche in ambito politico. L’incredibile e breve vita, la passione e la drammatica morte di Giovanna d’Arco sono state raccontate innumerevoli volte in saggi, romanzi, biografie, drammi per il teatro; anche il cinema e l’opera lirica si sono occupati di questa figura.