forno crematorio firenze

“In un’indagine effettuata nel corso del 2020, in piena emergenza Covid, sono state raccolte informazioni dettagliate sul numero di cremazioni effettuate giornalmente o settimanalmente da ciascun impianto crematorio della Toscana, in considerazione delle caratteristiche tecniche possedute e nel rispetto delle esigenze ambientali, ovvero dei limiti sulle emissioni. È risultato che, non solo gli impianti erano adeguati alla richiesta toscana, ma alcuni hanno persino contribuito alla cremazione di salme in stato di giacenza provenienti da altre regioni”. Così l’assessore al Diritto alla Sanità della Regione Toscana Simone Bezzini ha risposto questo pomeriggio, nel corso del Consiglio regionale, all’interrogazione presentata dal consigliere Maurizio Sguanci (Italia Viva), in merito all’elaborazione del piano regionale di coordinamento per la realizzazione dei crematori da parte dei comuni. “Considerato che la tematica coinvolge molteplici aspetti di carattere sanitario, di salute collettiva, privatistica, urbanistica, territoriale ed ambientale – ha continuato Bezzini – mi riservo nelle prossime settimane di effettuare, in collaborazione con le strutture regionali competenti, una ricognizione sulla base della sollecitazione dell’interrogazione, al fine di pervenire a una valutazione ponderata della problematica anche alla luce del piano regionale della qualità dell’aria approvato nel luglio 2018”.

Dopo aver ringraziato l’assessore, il consigliere Sguanci ha precisato che “nell’interrogazione non si chiedeva se i numeri sono adeguati, ma se c’è una conformità e una diffusione omogenea dei forni crematori sul territorio, visto che al momento nella regione ce ne sono 11. Uno è in via costruzione, uno è stato inaugurato nel comune di Firenze, ma prima dell’apertura del tempio crematorio nuovo di Trespiano, le salme soggiornavano nelle cappelle del commiato 15-20 giorni, anche un mese e mezzo. Se sono sufficienti non apriamone altri random, ma diamo un ordine a quello che è previsto dalla legge nazionale e dalle varie leggi regionali”.