«Dopo aver minacciato di spegnere i lampioni, il sindaco di Firenze Dario Nardella ha deciso di spegnere le biblioteche civiche. A 15 giorni dall’apertura di bar, ristoranti, palestre e negozi e alla vigilia della riapertura dei confini nazionali, nel capoluogo toscano ci sono soltanto 5 biblioteche aperte su 13 e tutte con servizi ridotti e orari part time. Una vergogna per una città che ha sempre fatto dell’arte e della letteratura un motivo di vanto a livello mondiale. Invitiamo il sindaco a far ripartire al più presto questo servizio essenziale a pieno regime, restituendo ai lavoratori di queste realtà la dignità che negli ultimi mesi ha loro sottratto».
Così Irene Galletti, candidata alla presidenza della Regione Toscana per il Movimento 5 stelle, e Silvia Noferi, capolista nella circoscrizione di Firenze alle elezioni regionali.

«Il governo ha già messo sul piatto 3,5 miliardi di euro per garantire un ristoro ai Comuni – aggiunge Galletti – e dunque Nardella non ha più scuse. Le biblioteche civiche e l’Archivio di Stato sono una componente essenziale per il mondo della ricerca e non possono più rimanere in quarantena». «Il sindaco continua a mortificare i professionisti che da anni lavorano nelle biblioteche fiorentine e che, a un mese dalla scadenza del contratto d’appalto, ancora non hanno certezze sul futuro – conclude Noferi – L’unica cosa certa è che, mentre queste persone sono a casa in cassa integrazione, con lo stipendio al 67% garantito dal fondo salariale, il loro posto è occupato da dipendenti comunali trasferiti d’imperio da Nardella».