A 10 anni dalla controversa gara del gas a Prato e a 8 anni dalla multa inflitta a Estra da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, il Consiglio di Stato accoglie le ragioni dell’azienda e cancella tutto. Si pone la parola fine su una storia lunga che, nel 2012, aveva portato a una multa di 276.132 euro nei confronti di Estra. Un importo peraltro già ridotto dal Tar del Lazio, con rinvio all’Autorità per la rideterminazione della sanzione.

Adesso, il Consiglio di Stato riunito in sede giurisdizionale, ha riformato tanto la sentenza del Tar del Lazio che il successivo provvedimento dell’Agcm (l’Autorità), notificato nel 2017 e sul quale Estra aveva presentato appello. Annullata la multa, dunque, inflitta per un presunto abuso di posizione dominante.

Nelle motivazioni, tra l’altro, il Consiglio di Stato ha riconosciuto la storia di Estra quale azienda pubblica, fin dalla fondazione del Consiag che ne è adesso socio. Una ragione, questa, che spiega come in realtà Estra si sia trovata in maniera naturale a incarnare il ruolo del monopolista. Non fosse altro, del resto, che senza l’impegno del Consiag e dei suoi Comuni il gas, negli anni passati, non sarebbe arrivato ovunque o sarebbe arrivato tardi.
Tra l’altro, il Consiglio di Stato bacchetta anche la scelta, pur legittima, compiuta a suo tempo (giunta di centrodestra) dal Comune di Prato, spiegando che non è stata una buona idea, in sostanza, procedere per un solo Comune anziché mettere a gara il servizio per l’intero ambito servito. «Non è affatto dimostrato che la scelta di indire la gara per il territorio del
singolo comune di Prato corrispondesse ad una soluzione più efficiente rispetto alla gara di ambito, ed anzi i dati acquisiti agli atti sono piuttosto in senso contrario», si legge nella sentenza.

Per quanto riguarda la querelle degli anni 2010 e 2011, inoltre, il Consiglio di Stato riconosce ad Estra di aver messo a disposizione del Comune di Prato la documentazione richiesta, anche sulla scorta di un pronunciamento del Tar toscano.