Arrivati in Italia come profughi, presi in carico da un centro d’accoglienza e, dopo due anni, capaci di rendersi autonomi e affitare lo stesso Cas che li aveva ospitati. Succede a Certaldo, in Toscana, e i protagonisti sono tre migranti nigeriani. Una storia a lieto fine o, se volete, a buon proseguimento in Italia, con tanto di lavoro regolare e voglia di guardare avanti. Una storia, per dirla col sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, «che dimostra come l’accoglienza in piccoli gruppi dà buoni frutti».

I tre migranti erano stati accolti due anni fa da un Cas, un Centro d’accoglienza straordinaria, gestito dalla Misericordia di Certaldo  in convenzione con la Prefettura di Firenze e con la collaborazione con il Comune. I tre giovani, ospiti di un appartamento  che la Misericordia aveva preso in locazione, hanno nel volgere di 24 mesi trovato un lavoro stabile, decidendo poi di prendere l’appartamento direttamente in affitto dal proprietario e lasciandosi così alle spalle il periodo di assistenza del quale hanno beneficiato.

Arrivati più di tre anni fa dalla Nigeria, i tre cittadini di 26, 30 e 37 anni di età, sono stati destinati a Certaldo dalla Prefettura di Firenze. Il Cas  doveva servire a dare un’ accoglienza straordinaria ad un massimo di 5 persone e così è stato. In questi anni la Misericordia ha seguito i migranti con le attività di accoglienza, mediazione culturale, corsi di lingua italiana, favorendo il loro inserimento. I giovani sono riusciti a portare avanti la pratica per il permesso di soggiorno e parallelamente a trovare lavoro nel settore delle pulizie. Tutti lavori regolari che, attraverso l’unione delle tre forze, permettono ora ai tre giovani di rendersi autonomi e prendere in affitto, coabitando, proprio l’appartamento nel quale erano stati inizialmente accolti.

«Questa storia dimostra come l’accoglienza in piccoli gruppi funziona – dice il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini – Un modello di accoglienza che abbiamo sperimentato da subito insieme alla Misericordia, in grado sia di dare risposta all’emergenza umanitaria internazionale che di tutelare la qualità di vita e sicurezza del territorio. Crediamo che l’accoglienza diffusa sia il modello più adatto alla nostra regione, non i centri con decine e decine di migranti che creano situazioni di difficile gestione umana e sociale. L’autonomia che queste persone hanno raggiunto lo sta a dimostrare».

«La Misericordia di Certaldo è impegnata fin dal 2011 ad accogliere i migranti – dice il governatore della Misericordia, Salvatore Palazzo – e a dare, così, un contributo alla risposta all’emergenza umanitaria che vede tutto il Paese impegnato. L’accoglienza agli ultimi fa parte della nostra mission ma abbiamo sempre operato affinché quest’accoglienza fosse sostenibile, ben inserita nel contesto sociale di Certaldo e finalizzata a trasformare i migranti da soggetti accolti in cittadini autonomi. Negli anni Misericordia ha saputo valorizzare opportunamente  la rete con le associazioni presenti sul territorio dando vita a dei progetti aventi l’obiettivo di riuscire ad inserire gli stessi nel tessuto socio-economico certaldese. A diversi anni di esperienze in tal senso, possiamo dire che l’intuizione avuta dei piccoli gruppi ha funzionato e ha dato risultati positivi. Continueremo ad essere vicini a queste persone, per sostenerle nei primi passi della ritrovata autonomia, augurandoci che anche altri possano presto trovare la loro strada».