Due operai con precedenti di polizia alle spalle sono stati arrestati dai carabinieri di San Giovanni Valdarno. Da diverse settimane il loro ex datore di lavoro, in una vicenda – riferiscono dall’Arma – che sembrerebbe propria di altre realtà italiane. I due operai, padre e figlio, originari della Sicilia avevano iniziato a vessare il loro ex datore di lavoro a dicembre, quando uno dei due, il padre, si era licenziato dall’azienda che opera nel comparto dell’edilizia.

Subito dopo il licenziamento, l’uomo aveva preteso ed ottenuto, con minaccia, il pagamento immediato della parte spettante relativa al trattamento di fine rapporto, nonostante l’azienda, per legge, avesse sei mesi di tempo per provvedere.
Le angherie non erano terminate, perché anche un capo cantiere della ditta era stato minacciato durante un incontro casuale al supermercato. Questa volta, la volontà del siciliano era quella di essere nuovamente assunto dall’azienda.

Le minacce sono continuate anche nelle ultime settimane, quando l’imprenditore si è trovato dei messaggi nella cassetta delle lettere, sino agli ultimi episodi – i più gravi – nei quali, nei pressi di un cantiere che l’impressa ha attivo in Umbria, sono state rinvenute due bottiglie di benzina, accompagnate dall’ennesimo messaggio che invitava a “comportarsi correttamente”. Il giorno successivo al ritrovamento sono giunte telefonate minacciose, nelle quali si pretendeva un appuntamento per essere assunti, con tanto di minacce alla famiglia dell’imprenditore stesso.

L’imprenditore non si è mai perso d’animo e ad ogni minaccia è seguita una denuncia ai carabinieri. In ultimo, i militari hanno colto l’occasione del colloquio preteso ai fini della riassunzione e si sono appostati nei pressi dell’ufficio del titolare; nel corso del colloquio, i toni si sono subito riscaldati e l’imprenditore è apparso fermo nel non voler cedere ai comportamenti intimidatori, mentre sprezzanti si sono dimostrati i due siciliani, anche di fronte all’eventuale intervento delle forze dell’ordine, in realtà già appostate nella stanza a fianco.

Alle ennesime minacce di usare “le lame” e di venire alle mani, gli uomini della Compagnia Carabinieri di San Giovanni Valdarno sono intervenuti arrestando in flagranza i due. Tentata estorsione aggravata, continuata ed in concorso il reato contestato: una immediata perquisizione sui due ha permesso di rinvenire un coltello a scatto illegalmente detenuto e portato al seguito dal padre; successive perquisizioni domiciliari hanno permesso di rinvenire e sequestrare anche bottiglie di plastica identiche a quelle rinvenute in Umbria, una delle quali dello stesso lotto.

Dopo l’arresto, avvenuto lunedì scorso, i due sono stati tradotti presso la casa circondariale di Sollicciano, a Firenze.