Ri-Generazione Toscana: San Miniato si colora con ‘Storie su serranda – I volti dello Scioa’

L’inaugurazione delle opere di street art con il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo: “Iniziativa che parla alle ragazze e ai ragazzi per fargli amare e conoscere l’arte moderna, in questo caso unita alla storia e all’identità di San Miniato”. Il sindaco Simone Giglioli: “Il quartiere Scioa è diventato il nostro distretto della cultura”

di Emmanuel Milano

Firenze – Sei artisti, sei saracinesche e sei personaggi sanminiatesi, ma non solo, che hanno fatto la storia della Città della Rocca. Sono questi gli ingredienti di “Storie su serranda – I volti dello Scioa” il progetto di street art inaugurato venerdì 17 novembre alla presenza del presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, del sindaco di San Miniato Simone Giglioli, del vicesindaco Elisa Montanelli e dell’assessore alla cultura Loredano Arzilli. È intervenuto Francesco Mugnari dell’associazione ‘Tra i Binari’. Erano presenti gli artisti e alcune classi della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo ‘Sacchetti’.

Il progetto di street art promosso dall’associazione ‘Tra i Binari’ e dal Comune di San Miniato è stato realizzato grazie al contributo del Consiglio regionale della Toscana, nell’ambito delle risorse messe a disposizione dal bando Ri-Generazione ai sensi della legge 3/2022 che prevede iniziative di promozione sociale, culturale e di aggregazione rivolte alle nuove generazioni.

Per il presidente dell’Assemblea legislativa Antonio Mazzeo “si tratta di un bellissimo lavoro di gruppo che valorizza lo spirito identitario di San Miniato, la sua cultura, la sua storia, le sue tradizioni. Questo quartiere adesso non solo è più bello, ma diventa uno dei luoghi più interessanti da visitare e si aggiunge alle già numerose mete turistiche di questa cittadina”.

“Sono orgoglioso che il Consiglio regionale – ha proseguito il presidente Mazzeo – abbia contribuito alla realizzazione di queste opere perché raccontano, in pochi passi, tutto ciò che San Miniato rappresenta. Le grandi donne e i grandi uomini che sono un modello e un esempio per tutti i sanminiatesi e soprattutto per le nuove generazioni. Questa rientra all’interno delle iniziative che abbiamo lanciato per parlare alle ragazze e ai ragazzi più giovani per fargli amare e conoscere l’arte moderna, che in questo caso si è unita alla storia e all’identità di San Miniato. Molti dei personaggi che hanno fatto la storia di questa comunità sono raffigurati sulle saracinesche di via Maioli. La presenza dei ragazzi qui è importante e dà il segno di come si possa costruire una coscienza critica anche attraverso forme moderne e differenti. Grazie alla scuola che svolge un lavoro primario per le nostre comunità. Ancora grazie all’amministrazione comunale, all’associazione che ha curato il progetto, ai cittadini che hanno messo a disposizione le ‘tele-saracinesche’ e ovviamente alla mano e al genio degli artisti per queste belle opere”.

“Questo progetto si inserisce nella varietà delle azioni che, da qualche anno, stanno caratterizzando lo Scioa, quel versante di San Miniato che si sta sempre più delineando come ‘Distretto della Cultura’ – dichiarano il sindaco Simone Giglioli, la vicesindaco Elisa Montanelli e l’assessore alla Cultura Loredano Arzilli –. Lo Scioa, in seguito alla riqualificazione del giardino Migliorati, sta diventando sempre più un quartiere a vocazione culturale e turistica, sulla quale l’amministrazione sta investendo con progetti, come questo della street art, per portare turisti e visitatori in questa porzione della città. Tutto questo è stato possibile, grazie a un percorso partecipato con la cittadinanza che ha scelto le sei figure da dipingere, tutte con un legame importante con San Miniato, e ci ha affiancato in tutto l’iter. Grazie ai privati che hanno sposato il progetto mettendoci a disposizione le saracinesche, grazie agli street artist e grazie all’associazione ‘Tra i Binari’ per la vivacità e l’entusiasmo con cui diffondono e riscoprono le tradizioni dello Scioa. Da adesso la Città avrà un percorso artistico, realizzato da street artist di grande livello, un altro museo a cielo aperto che racconta le tradizioni e la cultura di questo straordinario quartiere”.

“La sinergia tra la cittadinanza, le artiste, gli artisti e i vari protagonisti del progetto stanno rendendo la comunità di San Miniato un luogo che, con resilienza, ripercorre le proprie radici e difende la vivibilità del borgo anche oltre il processo turistico che lo sta caratterizzando – commenta Francesco Mugnari di ‘Tra i Binari’ –. San Miniato è meravigliosa, è ricca di storia, ma soprattutto è piena di persone meravigliose che la vivono nel quotidiano e la ripopolano per far crescere le proprie famiglie come luogo di meraviglia e di possibilità. Lo Scioa in particolare è un luogo dove il processo comunitario si sta estendendo e intessendo: una piazza di scambio, immaginario della collettività e concreta possibilità di nuove prospettive”.

L’iniziativa coinvolge sei saracinesche del lato della città di San Miniato che va da Piazza Buonaparte a Piazza XX Settembre e via Ferrucci, cuore del quartiere Scioa, sulle quali sono stati raffigurati personaggi (tre maschili e tre femminili) di rilevanza storica che hanno trovato i natali o hanno avuto strette connessioni con il quartiere Scioa. A raffigurarli sono sei famosi street artist. In Piazza Buonaparte n. 1 il famoso street artist Ligama, coordinatore dell’intero progetto, ha ritratto Giosuè Carducci; in via Maioli n. 3Rame 13 ha ritratto Maria Maddalena D’Austria; in via Maioli n. 31, di fronte alla Casa-Museo di Dilvo Lotti e Giuseppina GazzarriniWaldon ha ritratto il pittore e la moglie. In via Maioli n. 71Olio ha ritratto Pietro Bucalossi; in via Bagnoli n. 16Sara Panicci ha dipinto i registi Paolo e Vittorio Taviani e in via Ferrucci, Lisa Gelli ha raffigurato Ippolita Gargini detta la “Briccola”.

Giosuè Carducci, poeta e scrittore, negli anni in cui insegnava al Ginnasio di San Miniato frequentava il “Caffè Micheletti” (oggi Caffè Bonaparte), locale che viene ricordato nelle belle pagine del suo “Le risorse di San Miniato al Tedesco e la prima edizione delle mie rime”. Maria Maddalena d’Austria, dopo la prematura morte del marito nel 1621, si dedicò con la suocera Cristina di Lorena all’educazione dei figli, in particolare del futuro granduca Ferdinando II, ebbe inoltre in eredità il governo della Città di San Miniato fino alla morte e si adoperò affinché la cittadina divenisse Diocesi. Dilvo Lotti, sanminiatese, pittore e incisore, animatore culturale insieme alla moglie Giuseppina Gazzarrini, ha esposto alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. Pietro Bucalossi, sanminiatese, medico, direttore generale dell’Istituto Nazionale per lo studio dei tumori, deputato, sindaco di Milano, ministro della Repubblica, a lui si devono importanti leggi e studi scientifici. Paolo e Vittorio Taviani, sanminiatesi, registi cinematografici, vincitori dei più importanti Festival (Venezia, Cannes, Berlino) e dei più importanti premi cinematografici.  Ippolita Gargini detta la “Briccola”, sanminiatese, pittrice, allieva di Stefano Ussi, figliastra di Augusto Conti, sposò il Generale Ottavio Briccola, alcune sue opere si trovano all’Accademia degli Euteleti, nel Monastero di San Paolo e nella cappella del Seminario Vescovile.

In collaborazione con l’Ufficio stampa del Comune di San Miniato

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