Il teatro del sacro va in onda su Tv Prato (canale 74 del digitale terrestre o in streaming su tvprato.it). Per tre sabati consecutivi, in prima serata, l’emittente cittadina propone tre rappresentazioni messe in scena dalla Fondazione istituto dramma popolare di San Miniato, realtà di primo livello in Italia e motore d’avanguardia nella diffusione della cultura di ispirazione cristiana.

I telespettatori potranno assistere allo spettacolo, immergendosi a pieno nei testi e nelle atmosfere delle opere.

Si comincia questo sabato, 30 maggio, alle 21,20, con il Vangelo secondo Lorenzo, opera in due atti del 2017 che ripercorre la vita di don Lorenzo Milani. Scritto da Leo Muscato (che ne cura la regia) e Laura Perini, il progetto vede l’attore Alex Cendron nei panni del sacerdote fiorentino. 
Lo spettacolo affronta dunque la storia di don Milani seguendo le stagioni della sua vita – quella da cappellano e da priore – tra Calenzano e Barbiana. Il “Vangelo secondo Lorenzo” traccia le vicende del priore e di quanti gli furono accanto, soffermandosi sulla fondamentali tappe di snodo di quella vicenda umana, sociale e spirituale. 

«Siamo felici di poter dar corpo a questa collaborazione con Tv Prato, che rientra peraltro nel circuito Corallo – commenta il presidente dell’Istituto, Marzio Gabbanini – Nonostante il difficile momento che il mondo della cultura sta vivendo, il Dramma popolare non si è fermato. In questi mesi di stop forzato abbiamo pensato di fare tante attività in streaming. La sinergia con Tv Prato rientra proprio in quest’ottica: spero che questo progetto possa essere il punto di partenza per una proficua collaborazione futura». 

Tornando al calendario, sabato 6 giugno, alle 21,20, spazio invece a Cenacolo 12+1, un racconto scenico attorno a una delle più sfuggenti e complesse personalità della storia rinascimentale: il genio di Leonardo da Vinci. La messa in scena è del 2019. Sabato 13 giugno, ancora alle 21,20, sarà infine la volta de La masseria delle allodole del 2018: una rappresentazione tratta dal romanzo di Antonia Arslan, la scrittrice italo armena che, attraverso la scrittura, racconta le tragedie del genocidio armeno.