basilica di san francesco
arezzo basilica di san francesco particolare vetrata restaurata

Restauri dal 2020 al 2022 nella Basilica di S. Francesco, Arezzo

Giornata di studi

Mercoledì 17 maggio 2023, dalle ore 15.30

Ingresso libero fino a esaurimento posti

La Direzione regionale musei della Toscana con l’Ordine degli Architetti PPC di Arezzo presenta in una giornata di studi gli interventi di restauro nella Basilica di S. Francesco realizzati tra il 2020 e il 2022, anche grazie al fondamentale contributo dell’Art Bonus, lo strumento del MiC che sostiene il mecenatismo a favore del patrimonio culturale. 


Il titolo dell’incontro, La reintegrazione dell’immagine, è un omaggio all’architetto Giovanni Carbonara recentemente scomparso, teorico del “restauro critico” e professore emerito di restauro architettonico dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. La reintegrazione dell’immagine è la sua prima pubblicazione, uno studio sull’applicazione all’architettura della teoria del restauro di Cesare Brandi. Carbonara indica come si possa misurare la qualità dell’intervento: “In primo luogo dalla sua capacità di conservare il più possibile e (…) far sì che l’opera restaurata e restituita ad una nuova vita possa sempre essere interrogata storicamente e non abbia perso la sua capacità comunicativa di monumento/documento”. 

A partire dalle 15.30 dopo i saluti istituzionali e l’introduzione di Stefano Casciu, Direttore regionale musei della Toscana, Antonella Giorgeschi, Presidente Ordine Architetti PPC di Arezzo, Luisa Berretti, Direttrice museo nazionale d’Arte Medievale e Moderna e  Rossella Sileno, Direttrice Basilica di San Francesco i progettisti, i direttori dei lavori e i restauratori illustreranno nel dettaglio gli interventi durante l’incontro nella sala polifunzionale del Museo nazionale d’Arte Medievale e Moderna e successivamente nella Basilica di San Francesco davanti alle singole opere. 

Il primo restauro, al Monumento funebre di Francesco Roselli, è stato realizzato e completato nel 2020 in meno di due mesi di lavoro. Il progetto è risultato tra i vincitori del Bando Conservazione e Valorizzazione Patrimonio storico-artistico della Fondazione CR Firenze che ha interamente finanziato i lavori, avvalendosi dell’Art bonus


Il Monumento funebre del giurista aretino Francesco Roselli, morto nel 1430, è un unicum nel suo genere, realizzato in terracotta da Michele di Niccolò Dini, detto Michele da Firenze (1385 ca. – 1455 ca.), scultore che dedicò la sua opera completamente a questa tecnica. Il monumento campeggia sulla parete di fondo della Cappella di Pagno di Maffeo, l’ultima sul fianco sinistro della navata. All’interno dell’impianto architettonico la figura del defunto, riccamente vestita, giace al di sopra di un sarcofago il cui fronte reca medaglioni con ritratti di giuristi, membri della famiglia. Sullo sfondo, tinto in azzurro, è raffigurata la Crocifissione. Restaurato negli anni Novanta del secolo scorso, il monumento necessitava di una revisione. Con l’occasione è stata avviata anche una campagna di studi sui materiali, in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure.


Un altro cantiere di restauro, reso necessario dall’improvviso cedimento della colonnina centrale della bifora della Cappella Guasconi e realizzato grazie a un consistente finanziamento del Ministero della Cultura, è iniziato alla fine di luglio 2020 interessando le superfici lapidee e i prospetti esterni, le bifore della Cappella Guasconi e della Cappella Tarlati di Pietramala e le monofore vetrate della navata sinistra. Gli interventi principali hanno riguardato la sostituzione delle colonnine in pietra delle bifore restituendone un’immagine che evidenzia la semplicità dell’architettura francescana.  Gli interventi sulle vetrate della Cappella Guasconi e della Cappella Tarlati di Pietramala e sulle cinque monofore istoriate presenti sul lato sinistro della Basilica hanno permesso di recuperare gli effetti luministici originali valorizzandone pienamente la policromia. Le vetrate della Cappella dei Caduti sono state realizzate nel 1923 dalla celeberrima fornace fondata e diretta da Galileo Chini, come testimonia la scritta Fornaci – di San Lorenzo – Chini e Cc – Borgo S Lorenzo”. Dopo la pulitura hanno assunto maggior risalto le figure di San Giusto e San Vigilio, rispettivamente patroni di Trieste e Trento, le vedute delle due città e i loro stemmi. Le altre due vetrate restaurate, raffiguranti San Serafino San Benedetto, sono state realizzate nel 1911 nella bottega fiorentina di Ulisse De Matteis.  

La Cappella dei Caduti costituisce un unicum grazie al suo apparato decorativo che celebra i caduti della Prima Guerra Mondiale in ogni suo elemento: il ciborio-altare in pietra serena, le decorazioni parietali, le vetrate a monofora neogotica e soprattutto la pala d’altare, concepita quasi come un affresco e le pregevoli opere in ferro battuto, celebrano il tema del caduto in guerra con molti elementi decorativi allusivi alla guerra e alle nuove città annesse al Regno d’Italia, Trento e Trieste. L’intervento di restauro è stato motivato dal grave stato di conservazione delle pitture e decorazioni murali, e della pala d’altare La deposizione del Caduto, due angeli che lo sorreggono e Cristo in gloria.

L’intervento di restauro ha eliminato tutti i fenomeni e i prodotti del degrado, ristabilendo l’adesione e l’equilibrio tra i materiali pittorici.


Infine è tornato sull’altare della Cappella Tarlati di Pietramala della Basilica il dipinto restaurato di Neri di Bicci Annunciazione con i santi Girolamo e Francesco e i profeti Davide e Isaia del 1470 ca., in prossimità dell’ingresso della Cappella Bacci  affrescata da Piero della Francesca con la Leggenda della Vera Croce .  

Anche questo intervento di restauro è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione CR Firenze concesso alla Direzione regionale musei della Toscana sempre tramite Art bonus

Il dipinto è opera di Neri di Bicci, erede della prolifica bottega fiorentina avviata dal nonno Lorenzo e portata avanti dal padre Bicci. Proprio quest’ultimo aveva intrapreso, in età ormai avanzata e quindi probabilmente anche con l’aiuto di Neri, la decorazione dell’attigua Cappella Bacci, prima che vi subentrasse Piero della Francesca. La scena è ambientata all’interno di un tempietto, la cui architettura denota attenzione per la prospettiva. Risulta interessante varcare la soglia che separa la cappella Tarlati dal ciclo della Leggenda della Vera Croce per avere un immediato raffronto sul tema dell’Annunciazione nell’espressione di Piero della Francesca, per altro coetaneo di Neri.
L’opera, posta sull’altare sotto la bifora, ha sofferto nel tempo delle sollecitazioni ambientali e delle escursioni termiche. Oggi, restaurata e dotata sul retro di una schermatura di protezione dall’irraggiamento e dalla polvere, è stata ricollocata nella cappella dove una nuova illuminazione garantisce anche una migliore leggibilità del dipinto. 

Programma della giornata:

15.00 – 15.30 Registrazione dei partecipanti (per gli architetti iscritti all’Ordine)

15.30 – 15.45 Saluti istituzionali e introduzione agli interventi:

Stefano Casciu, Direttore regionale musei della Toscana

Antonella Giorgeschi, Presidente Ordine Architetti PPC di Arezzo

Luisa Berretti, Direttrice Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna, Arezzo

Rossella Sileno, Direttrice Basilica di San Francesco, Arezzo

15.45 – 17.15 Interventi:

– Giulia Basilissi, Rossella Cavigli:

Lavori di restauro al Monumento funebre di Francesco Rosselli, opera di Michele da Firenze. Restauratrice: Silvia Gualdani

– Giulia Basilissi, Rossella Sileno:

Lavori di consolidamento e restauro delle superfici lapidee esterne e delle vetrate della basilica di San Francesco. Restauratori: Sandro Ceccolini; I Mellini; Rossana Parigi; Francesca Rossi; Umberto Senserini (Soprintendenza ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo).

– Paola Ilaria Mariotti:

Intervento di messa in sicurezza e restauro delle pitture murali della parte absidale della Cappella dei Caduti. Restauratrice: Valentina Ghiso

– Rossella Cavigli:

Intervento di restauro dell’opera pittorica “Annunciazione” di Neri di Bicci. Restauratore: Marco Santi.

17.15 – 18.00 Interventi dei presenti e dibattito; trasferimento in basilica.

18.00 –19.00 Focus sui cantieri di restauro, condotti dai restauratori presenti all’incontro davanti alle opere.

La giornata di studi è stata accreditata dall’Ordine degli Architetti di Arezzo e prevede il rilascio di n. 4 CFP per gli architetti partecipanti.

Uffici stampa, promozione e comunicazione

MiC – Direzione regionale musei della Toscana – Ufficio comunicazione e promozione


Fabrizio Vallelonga