Asl chiude supermercato etnico dopo controllo dei carabinieri. Alimenti sequestrati

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Un grosso supermercato del centro di Prato, gestito da tre imprenditori cinesi, è stato chiuso in seguito a un approfondito controllo dei carabinieri. Messa a corrente dell’esito dell’ispezione dei militari, che hanno riscontrato numerose irregolarità, l’Asl Toscana Centro ha emesso il provvedimento urgente di sospensione totale dell’attività del supermercato, fino all’avvenuto ripristino, che dovrà essere verificato, delle condizioni idonee allo svolgimento dell’attività.

Il controllo è stato condotto da un gruppo multiforze coordinato dal nucleo investigativo dei carabinieri forestali di Prato. Il supermercato era stato individuato e precelto, grazie all’esecuzione di precedenti attività info-investigative.
Con l’ausilio di un mediatore culturale di lingua cinese, il controllo ha coinvolto oltre 10 militari appartenenti a vari reparti specializzati. Oltre al nucleo forestale, anche i militari delle stazioni forestale e territoriale. nucleo ispettorato del lavoro e Nas.

Le verifiche hanno riguardato l’effettivo utilizzo di borse in plastica leggere compostabili e biodegradabili, la corretta etichettatura dei prodotti esposti alla vendita, le condizioni igieniche dei locali con particolare riferimento ai laboratori della carne e del pesce, l’eventuale presenza di stranieri irregolari e di lavoratori irregolari nonché il rispetto della normativa in materia di prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro.

I vari reparti hanno riscontrato numerose irregolarità, soprattutto in materia ambientale e sanitaria. I carabinieri forestali hanno contestato sanzioni per complessivi 7.000 euro e sottoposto a sequestro cautelare ai fini dell’eventuale confisca amministrativa oltre 2.000 shoppers non compostabini né biodegradabili ma utilizzati per la commercializzazione degli alimenti nonostante fossero privi delle certificazioni prescritte dalla vigente normativa comunitaria e nazionale.
Sono state sequestrate, sempre ai fini dell’eventuale confisca amministrativa, anche 500 confezioni di prodotti alimentari esposti in vendita privi di etichette e indicazioni in lingua italiana, ma solo in cinese, e pertanto non commercializzabili a tutela del diritto del consumatore di sapere cosa sta acquistando.
I Nas hanno accertato gravi carenze sanitarie, in particolare, nella cucina utilizzata per la preparazione di pietanze vendute nel banco gastronomia e la totale mancata applicazione del piano d’autocontrollo Haccp. I militari hanno inoltre rinvenuto e sottoposto a sequestro sanitario circa 40 kg di prodotti carnei ed ittici privi di documentazione idonea ad attestarne la tracciabilità. Tali irregolarità hanno comportato anche l’irrogazione di sanzioni pecuniarie pari a 4.500 euro.
I carabinieri dell’ispettorato del lavoro, infine, hanno proceduto al controllo dei lavoratori presenti, avviando contestuali accertamenti sulla regolarità globale dell’azienda.