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Dal 17 al 23 aprile We Will Design, il grande laboratorio sperimentale promosso da BASE, presenta progetti di designer da tutto il mondo, scuole, università, istituzioni internazionali e giovani studenti, sviluppati attorno all’acronimo I.D.E.A. – Inclusione, Diversità, Equità e Accessibilità.    L’obiettivo: attivare una riflessione sul concetto di design democratico, plurale e inclusivo, capace di coinvolgere persone di tutte le età, abilità, genere e cultura.    PREVIEW STAMPALunedì 17 aprile: h. 10.30 – 19.00 BASE Milano, via Bergognone 34www.base.milano.it
La Design Week di BASE: Nella Ground Hall all’ingresso di BASE: Cancel Patriarchy, una grande installazione immersiva dell’artista collettiva francese Claire Fontaine.   We Will Design 2023 è Temporary Home. Exhibit. Kids. Music. Public Program.Temporary Home: cinque donne designer e artiste da Francia, Inghilterra, Olanda, Grecia e Germania trasformano casaBASE in una residenza sui generis, allo stesso tempo casa, luogo di sperimentazione, spazio di presentazione e interazione con il pubblico. Exhibit: una grande piattaforma di ricerca che riunisce progetti e installazioni italiani e internazionali su temi e sfide del nostro tempo a cura di università, collettivi multidisciplinari, designer e giovani talenti, insieme alle progettualità scaturite dalle residenze a BASE nel corso dell’anno. We Will Design – Kids: una guida e una serie di laboratori a misura di bambino per dare anche ai più piccoli la possibilità di avvicinarsi al mondo del design.We Will Design – Music: ogni notte di questa Design Week vibrerà al suono di We Will Design Music Festival. Dentro e fuori BASE, con la collaborazione speciale di Volvo Car Italia e Le Cannibale.Public Program: tre incontri per esplorare e sperimentare attorno ai concetti di accessibilità, futuro, collettività, città creative, movimento, cambiamento.Tutti i partecipanti a Temporary Home, Exhibit e Residenze per la Design Week 2023 Analogique, Atelier Ad Hoc, Ava Asaadi (The Vanity Table), Greta Ballschuh, Matilde Brizzi, Central Saint Martins, co.arch studio & Endelea & Equilibri Forniture, Despise Design Group, Agnieszka Cieszanowska, Hyukjoon Choi, Margarida Coelho, collettivo AAA, Simon Dogger, Boey Wang, Festival Divercity, Guus Hoeberechts, Adi Hollander, Andreas Tegnander e Ildikó Horváth con Otherabilities, Eungyun Kim, Eva Lotta Landskron, Mancdesign – Manchester School of Art, Scuola del Design – Politecnico di Milano con Giulio Ceppi, Miocugino e Alvar Aaltissimo, Tec de Monterrey – Scuola di Architettura, Arte e Design (EAAD) al Tecnológico de Monterrey, Ecole Supérieure d’art et design Saint-Étienne con Ernesto Oroza, Matteo Proietti, Newcomer Society, NID Nuovo Istituto Design, Onomatopee, Sohye Shin (Shi Soh), Studio Sophia Schullan (Sophia Schullan), Subin Seol, Emma Sfez, Standard404 & Eretico, Bruno Szenk, Juliette Vandermosten, Maria Varela, Sanne Visser, Louisa Wolf, Xi’an Jiaotong-Liverpool University (XJTLU). *BASE utilizza forme di linguaggio inclusivo. Trattandosi di un comunicato stampa, useremo nella comunicazione il maschile sovraesteso.   Claire Fontaine, Patriarchy Kills Love, 2020
Dal 17 al 23 aprile BASE porta alla Design Week 2023 la terza edizione di We Will Design: We have an I.D.E.A. con designer provenienti da tutto il mondo, scuole, università, istituzioni internazionali, giovani studenti che riflettono sul concetto di design plurale e inclusivo.  Per tutta la settimana del design BASE presenta progetti inediti, esposizioni, workshop e appuntamenti che abbracciano le dimensioni racchiuse nell’acronimo I.D.E.A. – Inclusione, Diversità, Equità e Accessibilità. INCLUSIONE: creare un ambiente in cui tutti gli individui si sentano accolti, sicuri, rispettati, valorizzati e supportati per consentire la piena partecipazione e il contributo.    DIVERSITÀ: ogni individuo è unico e ne riconosciamo le peculiarità. Origini etniche, genere (identità, espressione), orientamento sessuale, provenienza, status socio-economico, religione o convinzioni personali, stato civile, età e disabilità.    EQUITÀ: identificare e rimuovere le barriere, soprattutto economiche, per garantire la piena partecipazione di tutte le persone e di tutti i gruppi.    ACCESSIBILITÀ: progettare prodotti, dispositivi, servizi o ambienti per le persone con disabilità. Un insieme di soluzioni che consentono al maggior numero di persone di partecipare alle attività nel modo più efficace possibile. Quattro dimensioni e centinaia di intersezioni e sfumature, che intrecciano la vita di quasi otto miliardi di persone sul pianeta. Persone di ogni genere, razza, età, abilità, cultura, a cui per definizione il design plurale parla e si rivolge.  La pluralità del design promosso da BASE racconta anche il percorso di co-ideazione e co-progettazione con attori generalmente non inclusi nelle conversazioni e strumenti del design contemporaneo.    We Will Design non è solo uno spazio di racconto ed esposizione: è un percorso di sperimentazione che va avanti tutto l’anno con residenze e scambi internazionali, in cui le pratiche e le esperienze di design diventano strumento per leggere – e, talvolta, risolvere – le tante contraddizioni del nostro presente. Un banco di prova per progetti che, insieme a quelli di altri designer, vedono la luce e incontrano il pubblico proprio in occasione della Design Week.    Per la Design Week 2023 We Will Design sviluppa queste riflessioni presentando una grande installazione di Claire Fontaine che accoglie il pubblico nella Ground Hall di BASE; i formati progettuali Temporary Home ed Exhibit – con oltre trenta progetti da tutto il mondo; We Will Design – Kids, una guida dedicata e una serie di laboratori a misura di bambino pensati sempre attorno ai valori di accessibilità e inclusione; We Will Design Music, con un ricco palinsesto musicale, costruito in collaborazione con Volvo Studio Milano e Le Cannibale.
MancDesign, Manchester School of Art, Gemma PotterEva Lotta Landskron, Do TouchSohye Shin, Inside-Out
LA DESIGN WEEK DI BASE NEL DETTAGLIO Cancel Patriarchy: L’installazione di Claire Fontaine per BASE  BASE accoglie i visitatori con Cancel Patriarchy, un’installazione luminosa site-specific dell’artista collettiva Claire Fontaine che sarà visibile per tutta la settimana del fuorisalone e fino all’1 settembre nella Ground Hall di ingresso. L’installazione è composta da due scritte LED, frasi monumentali, Patriarchy kills (love) e We are all clitoridian women. Affermando che il patriarcato uccide (l’amore) e che siamo tutte donne clitoridee, l’artista ci regala parole che ci interpellano, ci sollecitano, ci provocano. La presenza del testo illuminato nello spazio cambia la nostra lettura della realtà e interagisce con i corpi che la attraversano. Il titolo Cancel Patriarchy evoca l’idea che l’invisibilizzazione dei colpevoli dei gesti di oppressione patriarcale vada applicata al patriarcato come forza sistemica, poiché non è la sua riforma, ma la sua abolizione a costituire l’orizzonte dell’artista. L’installazione è un omaggio a Carla Lonzi, in cui la donna clitoridea rappresenta il piacere rivoluzionario negato dall’oppressore, il soggetto imprevisto che, al di fuori delle griglie di lettura abituali della società, insorge e fa apparire nuove possibilità di libertà. Claire Fontaine è un’artista collettiva fondata da James Thornhill e Fulvia Carnevale nel 2004 a Parigi. Dal 2017 vive e lavora a Palermo. Il suo nome è uno pseudonimo che suona come un nome di donna francese e si ispira all’orinatoio di Duchamp (Fontaine) e a una famosa marca di cartoleria francese (Clairefontaine), in modo da creare uno spazio di disoggettivazione in cui gli artisti che lavorano con questo nome possono sperimentare in libertà, senza bisogno di sentirsi costretti dal loro genere, razza o classe di nascita.
La pratica di Claire Fontaine non si concentra sul genio individuale e sull’eccellenza della singolarità ma cerca l’attivazione delle forze e le forme contenute nella storia dell’arte e ne evidenzia il contenuto politico.Claire Fontaine utilizza diversi media e rifiuta l’obbligo di adottare un vocabolario di forme riconoscibile nel suo lavoro, piuttosto lo affronta come una ricerca sperimentale in corso, una continua esplorazione. Usa il video, la scultura, il testo luminoso, spesso il neon, la pittura, la scrittura letteraria e teorica.
Eva Lotta Landskron, Do TouchCentral Saint Martins, Jesse Adler
We Will Design 2023: formati e progetti Temporary HomeAnche quest’anno casaBASE – la guest house di BASE – diventa Temporary Home e si trasforma in una residenza sui generis per cinque designer e artiste donne provenienti da Francia, Inghilterra, Olanda, Grecia, Germania. Cinque stanze si fanno casa e luogo di sperimentazione delle designer, che qui svilupperanno, esporranno e racconteranno i propri progetti al pubblico. In particolare, l’artista Adi Hollander insieme con OtherabilitiesAndreas Tegnander e Ildikó Horváth – in collaborazione con l’Ambasciata e il Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia e Creative Industries Fund NL – presenta “Haptic Room Study #2: Traveling Tactile Concert”, un’installazione sonora e un concerto itinerante aptico in cui i visitatori sono invitati ad ‘ascoltare con il proprio corpo’. L’installazione è l’arrangiamento di superfici tattili come assi di pavimento vibranti, superfici morbide e piastrelle di porcellana su cui il pubblico si potrà sedere, appoggiare o sdraiare per percepire il suono attraverso il tatto.  Con “Butterflies of the Beautiful” – progetto realizzato in collaborazione con Stathis Mitropoulos e The Sustainable Sequin Company e commissionato da Onassis Stegi e British Council nell’ambito del programma Circular Cultures – Maria Varela traduce i report delle Nazioni Unite sull’uguaglianza di genere in farfalle generate da un algoritmo, prendendo spunto dal protagonista della storia di Nathaniel Hawthorne “The Artist of the Beautiful”, sottoponendo ad un punto di vista contemporaneo la battaglia tra estetica e praticità, la combinazione di Arte, Scienza e Tecnologia all’interno di un processo creativo e lo stato dell’ambito femminile contemporaneo globale.Sanne Visser – in collaborazione con British Council nell’ambito del programma Circular Cultures – con il progetto “Locally Grown” lavora a contatto con i parrucchieri, attraverso dei tagli di capelli eseguiti in diretta su una sedia da barbiere ridisegnata, coinvolgendo il pubblico in un’installazione interattiva per mostrare come i capelli possano essere una risorsa riciclabile, aprendo un discorso più ampio su un futuro di sostenibilità a partire da questo materiale riutilizzabile.Con “Queering School/s”, la designer, artista, curatrice Emma Sfez – in collaborazione con l’Institut français Milano – lancia una sfida e una riflessione sui linguaggi, le rappresentazioni, le immagini, le strutture e le narrazioni che circolano e si sono radicate nel sistema educativo.  Nel progetto “Botanical Role Play” di Louisa Wolf – promosso dal Goethe-Institut Mailand – studi di genere, femminismo e BDSM si intersecano con la botanica e il giardinaggio attraverso una varietà di strumenti, outfit e oggetti. 
Hyukjoon Choi, Where positivity is plugged inAva Asaadi, Cosmetic Footprints
ExhibitUn luogo di ricerca e sperimentazione sul design democratico e plurale: distribuito tra il pian terreno e il primo piano, Exhibit raccoglie i lavori di accademie, Università – come la Scuola del Design del Politecnico di Milano, Central Saint Martins, Ecole Supérieure d’art et design Saint-Étienne, Manchester School of Art, Tecnológico de Monterrey – studi di progettazione, designer emergenti, e presenta la restituzione inedita di processi di residenza sviluppati nei mesi precedenti a BASE.   Fra i designer partecipanti: Eva Lotta Landskron, con l’installazione “Do Touch” introduce uno stato intermedio tra solido e fluido, nella metaforica ricerca di una via alternativa agli estremismi e alle polarizzazioni del dibattito pubblico. Per Sohye Shin (Shi Soh), il progetto “Inside-Out” è un gioco, un’indagine su come le abitudini alimentari riflettano la pressione sociale. Juliette Vandermosten presenta “Meanders”, un gioco da tavola collaborativo a supporto delle famiglie che si confrontano con casi di demenza e altre patologie simili. Hyukjoon Choi porta “Where positivity is plugged in” un’installazione performativa che invita a riflettere sulle conseguenze della felicità obbligatoria e della necessità di avere un mind-set positivo imposta dai canoni contemporanei per aumentare la produttività. Per la designer Matilde Brizzi “Broccoli Bar” è un angolo conviviale che invita tutte le persone a sedersi e partecipare a dibattiti su fenomeni sociali che le riguardano o di cui subiscono gli effetti, ma che solitamente rimangono nei tavoli esclusivi degli ambienti accademici.  Con “Amor? Luta!” Margarida Coelho rappresenta un necessario ribaltamento della propaganda politica con la parità di genere. I costumi tradizionali del folklore portoghese vengono ridisegnati, in collaborazione con le donne artigiane locali, con messaggi e simboli femministi.  Attraverso la piattaforma fisica e online The Vanity Table, Ava Asaadi presenta “Cosmetic Footprints”, una serie di oggetti che catturano il valore degli articoli di cosmetica scartati, collezionati negli anni dalla designer. Con “My Dream Bunker” Studio Sophia Schullan riflette su come i giocattoli possano essere riprogettati per offrire alle future generazioni degli strumenti narrativi utili a crescere negli inevitabili effetti della crisi climatica. Quattro designer della Newcomer Society, dall’Accademia di Design di Eindhoven, espongono quattro progetti che spaziano da medium digitali a medium materiali, mappando uno scenario socio-culturale di atteggiamento consumistico, tramite la loro prospettiva nomadica nei Paesi Bassi. L’artista e designer Guus Hoeberechts esplora le idee normative attorno al concetto di famiglia con “(De)constructing family models”. La designer polacca Agnieszka Cieszanowska presenta “C l u s t e r e d”, con cui materializza il fenomeno della trypophobia, la paura o il disgusto verso i pattern irregolari di cerchi o buchi. Atelier Ad Hoc con “co-LIZA”, realizzato in collaborazione con Romanian Design Week e con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, presenta un progetto focalizzato sull’inclusione di migranti, rifugiati e immigrati nella città di Bucarest tramite un’unità mobile e adattabile. Il designer e ricercatore Bruno Szenk propone “I=Fe”, una riflessione auto-investigativa sull’essere materiale attraverso la creazione di utensili, documentazione e storytelling. Il collettivo AAA presenta i progetti di tre gruppi selezionati in base ai risultati ottenuti durante il corso di “Inclusivity Design” del Politecnico di Milano; Tangity Design Agency finanzia e dà il patrocinio all’iniziativa. Co.arch studio & Endelea & Equilibri Forniture presentano “Karibu Kiti”, delle sedute ispirate dalle tipiche linee tondeggianti delle sedie tanzaniane. L’artista visiva e fashion designer Eungyun Kim affronta il tema della malattia e dell’autostima con il progetto “Dis+ease”. La designer Greta Ballschuh propone “Question of Matter”, una riflessione sulla relazione di reciprocità tra corpo e natura. Miocugino e Alvar Aaltissimo presentano “Case Milanesissime in 3D”, una descrizione dell’abitare temporaneo milanese del nostro tempo, in collaborazione con Corraini Edizioni, HPO, The Digital Circle. Standard404 & Eretico presentano “Cinema Parentesi”, un tributo al linguaggio contemporaneo delle immagini in movimento. L’interior designer Subin Seol riflette sul modo di ricordare l’architettura demolita tramite oggetti tangibili nelle nostre vite quotidiane con “Remembrance”. Despise Design Group presenta l’installazione “Despise design, all bless the fair!”. Il progetto è una ricerca che intende contestare e riflettere sulle economie di partecipazione e sulle aspettative che caratterizzano gli eventi di design. Simon Dogger, Boey Wang e Matteo Proietti presentano “Design Beyond Vision 2.0”, un approccio progettuale intuitivo che collega mondi visivi e non visivi attraverso il senso del tatto. Sempre Matteo Proietti ha ideato “Supra Modus”, un’installazione interattiva site-specific fatta di suoni e vibrazioni, che rende percepibile nell’ambiente ciò che circonda il pubblico pur non essendo visibile. Onomatopee presenta “Design in Conversation: thinking – knowing – making”, cinque progetti, che incarnano il processo attraverso il quale i loro autori pensano, lavorano e mettono in discussione le verità indiscutibili del design.
Agnieszka Cieszanowska, C l u s t e r e dBruno Szenk, I=Fe. Credits RonaldSmits
Con “Material Futures. Where Science, Design and Technology collide” studenti ed ex-studenti della Central Saint Martins – su invito dell’agenzia interdisciplinare 2050+ – creano narrazioni alternative alle questioni fondamentali del nostro tempo, guardando oltre le discipline esistenti per anticipare esigenze, desideri e future sfide del XXI secolo. Progettare per le fragilità future è il tema sviluppato dalla Scuola del Design del Politecnico di Milano e coordinato da Giulio Ceppi, che si focalizza sul concetto di Design for All, approccio olistico al design fondato sull’inclusione sociale e l’uguaglianza. Con l’exhibit “MancDesign: a manifesto of principles, propositions and potential in relation to Manchester, people and place”, la Manchester School of Art espone i lavori accademici del Dipartimento di Design con un progetto collettivo che mostra come il design sia radicato nel “luogo”, collegato al passato, al presente e al futuro di Manchester. Gli studenti di design del Tec de Monterrey – Scuola di Architettura, Arte e Design (EAAD) al Tecnológico de Monterrey interagiranno con il pubblico per esplorare, riflettere e dialogare sui modi in cui il design si relaziona alle quattro dimensioni di I.D.E.A, attraverso il progetto “IDEA Machines: Data-Gathering artifacts that will make us reflect on Inclusion, Diversity, Equity, and Access”, mentre con il progetto “Office Futures” rifletteranno sul futuro degli spazi di lavoro attraverso la ricerca e il design critico. Ecole Supérieure d’art et design Saint-Étienne con Ernesto Oroza, Alex Delbos-Gomez, Delphine Hyvrier, Karolina Borkowska, Kiti, Zerma, Thomas Goumarre, Sijie He, Thibault Le Page; special guests: Mirwan Andan (ruangrupa), Rifqi (artlab ruangrupa, gudskul) Barak Aziz (riwanua) presenta “Manger, Dormir, Communiquer”. Non una semplice esposizione, ma un “foyer” (in francese, “focolare”, un luogo di raccolta di una comunità) dove si può mangiare, dormire e comunicare, mettendo in discussione le nuove soluzioni apolitiche del design, opponendo resistenza tramite queste tre semplici mansioni umane. Con “Materia Bottega”, esperienza multisensoriale, multimaterica ed evocativa, NID Nuovo Istituto Design cerca di portare l’attenzione sulle discrepanze esistenti tra la produzione locale – legata al suo contesto – e la grande produzione globalizzata. La Xi’an Jiaotong-Liverpool University (XJTLU) presenta “Picto-Furniture”, una serie di opere di design ispirate agli antichi pittogrammi cinesi e alle interpretazioni degli attuali caratteri cinesi semplificati che, attraverso forme e significati, ci raccontano della vecchia e della nuova Cina. Il progetto “Costitüire” promosso dal Festival Divercity si propone di declinare la cura come contraltare all’aggressione sistemica ai diritti e alla salute delle comunità marginalizzate, razzializzate e dal background migratorio, perpetrata anche attraverso lo strumento tecnico del design (o la sua assenza). Nell’ambito delle residenze ospitate nel corso dell’anno da We Will Design e che hanno lavorato sul concetto di soglia e sull’abbattimento delle barriere della fabbrica ex-Ansaldo per mettere BASE in dialogo con la città, la ricerca di Analogique sfocia nel progetto “*FR*OG*”, una collezione di oggetti frugali, un processo-progetto che lavora sul tempo lungo delle dinamiche sociali, per innescare nuove relazioni tra gli edifici, il tessuto urbano circostante e gli abitanti di una porzione di città. Simon Dogger e Matteo Proietti esplorano le possibilità di trasformare BASE in un luogo culturale ancora più accessibile, ridisegnando una segnaletica completamente nuova. Tutti i partecipanti a Temporary Home, Exhibit e Residenze per la Design Week 2023 Analogique, Atelier Ad Hoc, Ava Asaadi (The Vanity Table), Greta Ballschuh, Matilde Brizzi, Central Saint Martins, co.arch studio & Endelea & Equilibri Forniture, Despise Design Group, Agnieszka Cieszanowska, Hyukjoon Choi, Margarida Coelho, collettivo AAA, Simon Dogger, Boey Wang, Festival Divercity, Guus Hoeberechts, Adi Hollander, Andreas Tegnander e Ildikó Horváth con Otherabilities, Eungyun Kim, Eva Lotta Landskron, Mancdesign – Manchester School of Art, Scuola del Design – Politecnico di Milano con Giulio Ceppi, Miocugino e Alvar Aaltissimo, Tec de Monterrey – Scuola di Architettura, Arte e Design (EAAD) al Tecnológico de Monterrey, Ecole Supérieure d’art et design Saint-Étienne con Ernesto Oroza, Matteo Proietti, Newcomer Society, NID Nuovo Istituto Design, Onomatopee, Sohye Shin (Shi Soh), Studio Sophia Schullan (Sophia Schullan), Subin Seol, Emma Sfez, Standard404 & Eretico, Bruno Szenk, Juliette Vandermosten, Maria Varela, Sanne Visser, Louisa Wolf, Xi’an Jiaotong-Liverpool University (XJTLU).Margarida Coelho, Amor? Luta!We Will Design – Kids I valori di accessibilità e inclusione si incontrano anche nel progetto We Will Design – Kids: una guida e tre laboratori pensati per dare anche ai più piccoli la possibilità di avvicinarsi al mondo del design a cura dell’Associazione Coi Ludosofici. A partire dai progetti esposti e dai temi di We Will Design, sono stati individuati quattro concetti – Corpo, Metamorfosi, Immaginazione, Relazione – su cui far mettere in gioco i bambini, attraverso l’interazione con l’ambiente circostante, promuovendo un dialogo tra mondi diversi. We Will Design – Kids propone un laboratorio in presenza che si terrà sabato 22 aprile alle 11.30 con accesso gratuito previa registrazione su eventbrite al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-we-will-design-2023-kids-607558954187 Musica e Design Week Ogni sera del Fuorisalone 2023 vibrerà al suono di We Will Design Music: un festival dentro e fuori BASE Milano, costruito con la speciale collaborazione di Volvo Car Italia e Le Cannibale. BASE porta Volvo Studio Milano “Warm-Up”, serate con artisti e musicisti italiani e internazionali come Claire Fontaine, Alex Fernet e P L Z. Le Cannibale anima la Design Week di BASE con due eventi dal sapore speciale: sul palco due figure di rilievo del panorama musicale internazionale, HAAi e DJ PYTHON, interpreti dalle sfumature spregiudicate del panorama dell’elettronica. BASE diventa il palcoscenico per una due giorni di musica che attraversa i continenti con l’australiana HAAi, l’americano DJ PYTHON, la giapponese Hiroko Hacci e l’italiano Fabio Monesi. Ogni sera in Design Week a BASE, inoltre, una proposta in musica in compagnia di Alex Fernet, Milano Shangai, RIL Factoru, WALULA Wave e Jay Abey, Nick Nuwe, Spaghetti Disco, P L Z e Luce. Tutte le serate WWD Music:12.04 – 19.00: Claire Fontaine @Volvo Studio Milano (su registrazione)12.04 – 21.00: Alex Fernet @Volvo Studio Milano (su registrazione)18.04 – 23.00: Alex Fernet + Milano Shangai @BASE
19.04 – 18.00: Select Night powered by Select Aperitivo @BASE19.04 – 19.00: RIL Factory W/ WALULA Wave, Jay Abey, Nick Nuwe @BASE19.04 – 21.00: P L Z @Volvo Studio Milano
19.04 – 23.00: Spaghetti Disco @BASE20.04 – 23.00: P L Z + Luce @BASE21.04 – 23.00: DJ Python + Hiroko Hacci @BASE in collaborazione con Le Cannibale (previo acquisto di biglietto)
22.04 .23.00: HAAi + Fabio Monesi @BASE in collaborazione con Le Cannibale (previo acquisto di biglietto) We Will Design – Public ProgramStorie, progetti, opportunità di crescita e cambiamento, con le esperienze di designer, istituzioni, fondazioni, realtà italiane e internazionali attorno ai temi dell’accessibilità e dell’inclusione: nasce il Public Program della Design Week 2023 a BASE, tre incontri per esplorare e sperimentare attorno ai concetti di accessibilità, futuro, collettività, città creative, movimento, cambiamento. Incontri Public Program:18.04 – 17.00, Ground Hall BASE: Access by design (talk in lingua inglese)19.04 – 17.00, Ground Hall BASE: Creative Cities, Inclusive Cities (talk in lingua inglese)20.04 – 17.00, Ground Hall BASE: Quanto sarà un futuro diverso?Maggiori informazioni al link https://base.milano.it/en/we-will-design-2023-public-program/ Anche per questa edizione torna a BASE il bookshop di NOI Libreria, nella prima parte dell’Exhibit – al piano terra. NOI Libreria è la libreria indipendente di NoLo che ha fatto del rapporto con il vicinato (geografico ma non solo) il suo tratto distintivo. A BASE porterà una selezione di progetti editoriali – graphics, saggi, autoproduzioni, libri d’artista, albi – legati al tema dell’inclusività.