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Beppe Grillo insieme a Matteo Renzi e al medico Roberto Burioni. Motivo: la sottoscrizione di un “Patto trasversale per la scienza” che impegna le forze politiche a battersi per destinare adeguati finanziamenti alla ricerca scientifica e a non far leva elettorale su posizioni antiscientifiche e pseudomediche

La firma del comico genovese, padre del Movimento 5 stelle, assume la parvenza di un segnale di svolta a pochi giorni dalla forte tensione tra parte del mondo scientifico e il ministro della Salute Giulia Grillo che ha portato all’azzeramento dell’Istituto superiore di sanità. Fermo restando lo spoil system adottato dalla titolare del Ministero, Beppe Grillo riporta i punti del Patto sul suo blog e sottolinea, tra l’altro, che « il progresso della scienza deve essere riconosciuto come un valore universale dell’umanità e non può essere negato o distorto per fini politici e/o elettorali».

È comunque una novità, forse assai rilevante, vedere insieme, una sotto all’altra, le firme di Roberto Burioni, che si dichiara «contento» nell’annunciare su Twitter quanto accaduto, di Beppe Grillo e di Matteo Renzi. Con loro, hanno tra gli altri firmato Mina Welby dell’Associazione Luca Coscioni, Guido Silvestri dell’Emory University di Atlanta e il giornalista Enrico Mentana.

Il Patto, redatto dallo stesso Roberto Burioni sotto forma di appello, si articola su cinque punti e impegna le forze politiche che lo sottoscrivono. Eccolo.

Sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell’umanità, che non ha alcun colore politico, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili.

Non sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’AIDS, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche, ecc…

Governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati, che, con affermazioni non-dimostrate e allarmiste, creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica.

Implementare programmi capillari d’informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, e ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità.

Assicurare alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base.