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Insieme al Garante regionale dei diritti dei detenuti Giuseppe Fanfani. La commissione, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), ha visitato la parte dell’isola che interessa le aree agricole a vigna e oliveta, esaminato le attività e le iniziative di lavoro e culturali, comprese le progettazioni in essere e le problematiche di particolare rilievo per la gestione dell’istituto penitenziario

di Ufficio stampa, 6 ottobre 2023

Firenze – La commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), insieme al Garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, ha tenuto questa mattina, lunedì 9 ottobre 2023, la visita alla casa di reclusione della Gorgona, istituto dalle peculiari caratteristiche nel quadro dei penitenziari toscani. Presenti il vicepresidente del Consiglio regionale Marco Casucci (Lega), la presidente della commissione Cultura, Cristina Giachi (Pd), i consiglieri Massimiliano Pescini (Pd) e Valentina Mercanti (Pd). Si è trattato di una tappa importante del percorso più ampio della commissione, impegnata ad acquisire una visione complessiva del sistema carcerario nella nostra Regione, in vista della predisposizione di un atto di indirizzo da presentare in Consiglio regionale. Ad accogliere la delegazione il direttore dell’istituto Giuseppe Renna con i funzionari che seguono le attività e le carcerazioni dei detenuti. Presente anche il Garante dei detenuti del Comune di Livorno, Marco Solimano. La visita ha riguardato la parte dell’isola che interessa la parte agricola a vigna e oliveta, sono state poste domande in merito alle attività e alle iniziative di lavoro e culturali, comprese le progettazioni in essere e le problematiche di particolare rilievo per la gestione dell’istituto penitenziario.

“Si è trattato di una visita particolarmente significativa, alla Gorgona si sente più forte il valore rieducativo della pena”, dice il presidente Bugliani, nell’esprimere l’apprezzamento per l’esperienza che si porta avanti in questo istituto, per quello che definisce “un carcere modello. È un carcere trattamentale, nel quale c’è molta considerazione dei detenuti, nell’ottica del loro reinserimento sociale. Si svolgono svariate forme di attività lavorativa, attraverso la realizzazione di una serie di progetti. La popolazione carceraria – aggiunge Bugliani – è piuttosto limitata, circa ottanta detenuti, e questo permette di mantenere una forte considerazione nei confronti di ogni singolo detenuto, preso in carico dall’istituto, seguito e monitorato per tutto il periodo della detenzione. L’istituto diventa di fatto lo strumento attraverso il quale ci si prende cura anche del territorio della Gorgona, con il quale c’è un’integrazione perfetta. Ha tutte le caratteristiche per non sembrare un carcere”.

“C’era la curiosità di capire come funziona questo istituto, che è rimasto l’ultimo in Europa su un’isola – dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Marco Casucci (Lega) –. Sono emersi aspetti positivi, così come criticità, ad esempio i costi che gravano soprattutto sui trasporti e sull’assistenza sanitaria. Sarà necessaria una riflessione per capire quale dovrà essere il futuro dell’isola e quello dello stesso carcere. Ci sono problematicità che rientrano nella media, a cominciare dalla carenza di personale. Va detto anche che negli ultimi anni si sono persi qui servizi importanti, con la chiusura del macello e del caseificio, decisa per motivi ideologici. Servirà una riflessione importante, per mantenere gli aspetti che funzionano e migliorare le criticità. La questione è comunque all’attenzione del Governo”.

La presidente della commissione Cultura, Cristina Giachi (Pd): “Abbiamo visitato un carcere modello in quello che è l’ultimo carcere/isola d’Europa. A Gorgona i carcerati lavorano e fanno teatro. Coltivano una vigna che ci restituisce un ottimo vino grazie a imprenditori illuminati. Oggi abbiamo visto come la cura, la passione, le idee di chi dirige, educa e custodisce in carcere possono abbattere il tasso di recidiva e restituire futuro a chi ha sbagliato. Grazie a tutti loro. I luoghi così devono essere preservati”.

Anche il giudizio del garante toscano dei detenuti, Giuseppe Fanfani “è molto positivo. Si è trattato di una visita importante, per la qualità dei presenti, i consiglieri della commissione, il direttore e il comandante del carcere – spiega Fanfani –. Abbiamo discusso per più di un paio d’ore. Tutti hanno concordato sulla qualità del servizio che viene reso alla popolazione carceraria. Si insegna un lavoro, a muoversi in comunità liberi. Si fanno esperienze agricole importanti, soprattutto agricole. Tutti i presenti hanno riconosciuto come necessario, ed è l’aspetto più importante, recuperare la pastorizia e il settore caseario: queste persone imparavano a fare i macellai, ad allevare gli animali, a preparare insaccati e formaggi. Altri esperimenti, la pescicoltura, sono attualmente in corso. Ci sono circa ottanta detenuti, la qualità della vita è importante, l’inverno qui è terribile, ma per sei mesi l’anno si possono svolgere attività estremamente qualificate, nell’ottica del reinserimento. Abbiamo potuto visitare le vigne. Ho apprezzato il riconoscimento da parte di tutti della necessità di ridare alla Gorgona questa pluralità di attività formative”. Venerdì, il Garante regionale dei detenuti sarà in visita nel carcere di Porto azzurro.