6stereotipi a colori foto autrici maurelli e rossi 1

Si chiude oggi la seconda Edizione del Centro Pecci Books Festival con tre importanti Autrici del dibattito e della ricerca sul linguaggio contemporaneo e il secondo appuntamento In ricordo di Michela Murgia.

Alle ore 17.00, Cristina Maurelli e Giuditta Rossi, in dialogo con Mirko Bassi (direttore di CGFS e conduttore di White Radio), presentano Stereotipi a Colori – Piccola guida ai pregiudizi e ai bias cromatici (Flacowski 2023). Il rosa è per le femmine, il viola porta sfortuna, tutto ciò che è verde è sostenibile: ma è davvero così? Il colore è un codice e, come tale, non è neutro, come potremmo pensare, ma plasmato dalla nostra esperienza e percezione. Così come il color carne può celare l’idea che il colore della pelle di una persona bianca sia la norma, allo stesso modo anche altri colori possono essere usati in modo arbitrario per definire una persona o una categoria di persone oltre la loro volontà, contribuendo a rendere il colore uno strumento di stigma, un “marchio” in modo a volte inconsapevole. Cristina Maurelli e Giuditta Rossi – creatrici della campagna di advocacy virale Color Carne che ha cambiato la definizione in ben cinque dizionari italiani e ha vinto un premio agli European Diversity Awards – tra pregiudizi, luoghi comuni e tante curiosità, in questo libro-ispirazione invitano a ripensare i colori, stimolando pensieri e nuove connessioni con un’attenzione particolare a tematiche di diversità, equità, inclusione e rappresentazione.

Cristina Maurelli – Storyteller, autrice e regista, esperta di cinema per il sociale, ha scritto programmi tv, spettacoli teatrali, cortometraggi e documentari premiati in numerosi festival internazionali. Si occupa di comunicazione per importanti brand: raccontare storie ispiranti è il suo modo per provare a rendere il mondo un posto migliore. Giuditta Rossi – Brand strategist e designer di metodologie di progettazione, realizza strategie di branding e comunicazione per le imprese per aiutarle a raggiungere i propri obiettivi, attraverso strumenti che favoriscono pensiero e azione, credendo nella responsabilità dei brand di rappresentare le persone con narrazioni coraggiose, autentiche e inclusive. Insieme sono fondatrici di Bold Stories e creatrici della campagna di advocacy virale Color Carne, premiata agliEuropean Diversity Awards.

Alle h.18.30, in collaborazione con l’Associazione culturale Ipazia, il secondo appuntamento In ricordo di Michela Murgia: con video, reading, testimonianze e letture dai Suoi libri, un omaggio originale ideato e messo in scena dall’Associazione pratese per rendere omaggio alla scrittrice ed intellettuale, attraverso le parole che le sono state dedicate da più fonti e su più mezzi di comunicazione nel momento della sua scomparsa o nelle settimane appena precedenti. Quasi un racconto in 4 brevi “capitoli”, assegnando a ciascuno di essi una parola/concetto: “potere”, “famiglia”, “odio”, “eredità”. Ogni blocco sarà introdotto da un breve video, per non dimenticare anche quello che Michela Murgia ha dovuto ripetutamente subire.

A chiudere questa giornata e, più in generale, la seconda edizione di Centro Pecci Books Festival, un’ospite d’eccezione, certamente omogenea alle tematiche affrontate nel corso di questo intenso pomeriggio: Vera Gheno in dialogo con Alan Pona presenta L’antidoto – 15 comportamenti che avvelenano la nostra vita in rete e come evitarli (Longanesi, settembre 2023). La sociolinguista più seguita del web torna a raccontarci cosa facciamo, cosa potremmo fare meglio e cosa non dovremmo fare affatto quando siamo online. Invidia, incompetenza, impulsività, narcisismo, noia: non è un elenco di peccati capitali 2.0, ma un assaggio di “veleni della Rete” su cui l’Autrice si sofferma in questa sorta di utile prontuario, mettendo questa volta la competenza delle parole al servizio di un tema: la vita online e il portato di malessere e disagio che troppo spesso la accompagna. Dalla polarizzazione del dibattito alla disumanizzazione dei personaggi percepiti come pubblici, dalla manipolazione della narrazione, all’incapacità di selezionare i contenuti che è appropriato condividere da quelli che dovrebbero restare privati, dall’appiattimento su una lingua di plastica al ricorso alle fallacie retoriche, l’autrice passa in rassegna un’ampia gamma di comportamenti che adottiamo giornalmente sui social e ricostruisce la scala di disfunzioni relazionali e comunicative che ci avvelenano la vita, offrendone una lettura illuminante e proponendo soluzioni utili per disinnescarne gli effetti disastrosi. Un libro per tutti, di facile lettura e consultazione, che si propone di diventare la nostra nuova grammatica social Prêt-à-Porter. Vera Gheno, sociolinguista, traduttrice dall’ungherese e divulgatrice, ha collaborato per vent’anni con l’Accademia della Crusca, ha insegnato come docente a contratto all’Università di Firenze per 18 anni e da settembre 2021 è ricercatrice di tipo A presso la stessa istituzione. La sua prima monografia è del 2016: Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi); del 2017 è Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network (entrambi per Franco Cesati Editore). Nel 2018 è stata coautrice di Tienilo acceso – Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello (Longanesi). Nel 2019 ha dato alle stampe Potere alle parole – Perché usarle meglio (Einaudi) e nel 2020 l’ebook per Longanesi Parole contro la paura – Istantanee dall’isolamento. Nel 2023 ha curato Parole d’altro genere – Come le scrittrici hanno cambiato il mondo (BUR). Si occupa prevalentemente di comunicazione mediata tecnicamente, questioni di genere, diversità, equità e inclusione.

Ingresso libero a tutti gli eventi / Info www.centropecci.it