l'hommearme tutti alta (2)

Per l’edizione 2023 de «I Concerti al Cenacolo», che l’Associazione L’Homme Armé porta avanti dal 1994 ed è la più longeva rassegna annuale di musica antica in Toscana (se non in Italia), l’Ensemble L’Homme Armé diretto da Fabio Lombardo (cantus: Giovanna, Baviera, Marta Fumagalli, Matteo Pigato; altus: Alberto Allegrezza, Massimo Altieri; tenor: Paolo Borgonovo, Paolo Fanciullacci, Riccardo Pisani, bassus: Guglielmo Buonsanti, Gabriele Lombardi) domenica 12 novembre alle 17.30 nella Chiesa di San Bartolomeo a Barberino Valdelsa (via Francesco da Barberino 40; ingresso libero) presenta L’Homme armé … in nativitatis. Capolavori del Rinascimento, con musiche di Josquin Desprez, Antoine Brumel, Jean Mouton. Il programma del concerto alterna due tipi diversi di musiche sacre: un monumento musicale come la Missa l’homme armé di Josquin e alcuni mottetti natalizi nello stile della chanson dell’epoca. I due temi si intrecciano attraverso alcune opere riferite ad autori diversi seppur tra loro contemporanei, e tutti provenienti dall’area franco-fiamminga (ma tutti passati, a lungo o di sfuggita, dalla Penisola). I due mottetti, Quaeramus cum pastoribus e Noe psallite di Jean Mouton (compositore francese tra i più famosi tra i contemporanei di Josquin), erano molto diffusi nel XVI secolo, fatto attestato sia dalla loro presenza in numerosissime fonti manoscritte e a stampa, sia attraverso i diversi cicli di messe polifoniche che altri compositori contemporanei o di poco successivi (Willaert e Morales tra gli altri), hanno composto sugli stessi, segno di evidente apprezzamento. In entrambi i mottetti, a tema natalizio, il testo presenta elementi dialogici, una sorta di dialogo tra i pastori o tra questi e gli angeli, mentre la forma musicale è particolarmente caratterizzata dalla presenza di un ritornello che conferisce al brano un tono festoso e quasi popolaresco. Questa iterazione della parola “noe” (dal francese nöel) è tipica dei brani della tradizione natalizia francese. Alla stessa tradizione appartiene anche Psallite noe di Ninot le Petit, autore sulla cui identità ci sono ancora vari dubbi: dovrebbe aver fatto parte della cappella papale dal 1488 al 1502, mantenendo qualche contatto anche con l’ambiente mediceo. Il testo del brano appare come un collage di frammenti diversi sempre tratti dalla liturgia del periodo natalizio, con un ritornello, forse di origini popolari, basato sull’esortazione iniziale. La forma sembra alternare episodi tipicamente imitativi ad altri a due voci dal carattere piuttosto improvvisativo, rimandando alle pratiche quotidiane del contrappunto a mente.

La melodia “l’homme armé”, tratta da una canzone borgognona, rappresenta un caso unico nella musica del Rinascimento: “nessun altro cantus firmus è servito come base per così tanti nuovi brani o come punto di partenza per una pratica così ricca di emulazione compositiva e di abilità”. Su questa melodia sono state composte circa 40 messe tra il 1460 e la fine del XVI secolo. Il testo parla di un uomo armato, ma il significato simbolico sembra essere sfuggente ancora adesso.

La rassegna, che si svolge dal 3 al 19 novembre, è incentrata sempre sul repertorio antico con tre produzioni musicali distribuite nell’area metropolitana fiorentina, oltre che nella storica sede del Museo di San Salvi a Firenze, sotto il magnifico affresco di Andrea del Sarto nel Cenacolo da cui la rassegna prese il nome. I programmi coprono quest’anno un arco cronologico molto vasto, spostandosi tra il cuore del rinascimento musicale al primo barocco fino ad un programma sui tratti “eterni” della canzone tra rinascimento e XX secolo, che ha aperto con gran successo «I Concerti al Cenacolo 2023». I concerti sono realizzati in collaborazione con Comuni e Associazioni del territorio e in molti casi saranno preceduti da presentazioni di specialisti, ma col taglio dell’alta divulgazione.

L’ultima produzione di quest’anno, sabato 18 novembre alle 21.15 nella Chiesa di Santa Maria all’Antella (Piazza Ubaldino Peruzzi 29, ingresso libero) e domenica 19 novembre alle 16.30 nell’Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a Settimo (Badia a Settimo; via San Lorenzo 15, Scandicci, FI, ingresso libero), vede all’opera L’Homme Armé Consort, ovvero la sezione giovanile (ma non inesperta) de L’Homme Armé (soprani: Elena Mascii, Katarina Montevecchi; alti: Giulia Beatini, Elisabetta Vuocolo; tenori: Luca Mantovani, Lorenzo Renosi; bassi: Rolando Moro, Lorenzo Tosi; organo: Cecilia Iannandrea), sempre sotto la direzione di Fabio Lombardo, presenta O magnum mysterium. Lo splendore della musica sacra tra ’500 e ’600, conMusiche di Luca Marenzio, Giovanni Gabrieli, Pietro Lappi, Marco da Gagliano. Un’esuberante antologia di brani a doppio coro (ad eccezione di uno) appartenenti ad un periodo di circa venti o trent’anni a cavallo tra XVI e XVII secolo, anni in cui le composizioni a doppio coro si erano enormemente diffuse sia in Italia sia in varie parti d’Europa. I compositori sono tutti italiani operanti in varie città quali Firenze, Roma Varsavia, Venezia e Brescia. In programma resta anche una conversazione, domenica 19 novembre alle 11 nella Biblioteca comunale di Scandicci (via Roma 38A): Tra antico e moderno. La musica sacra tra ’500 e ’600, a cura di Fabio Lombardo.

Una novità per I concerti al Cenacolo è la collaborazione con l’Istituto Stensen per la proiezione del docufilm Il padrone delle note: Josquin Desprez scritto e diretto da Marco Zarrelli (Italia 2023, 140 min – una produzione Mescalito Film), martedì 14 novembre alle 18 al Cinema Astra (piazza Beccaria, Firenze), biglietti 6 euro, in vendita alla biglietteria del cinema e in prevendita sul sito del cinema Astra (non prenotabili attraverso il sito de L’Homme Armé).dopo il successo che l’analoga iniziativa ha avuto nell’ambito del festival FloReMus a settembre.