Lei si sposò con la firma dei genitori. Aveva 20 anni, nel 1949, e la maggiore età era fissata a 21. Lui, di 5 anni più grande, era originario del Veneto, uno dei primi fra i tanti immigrati che dal Nord Est raggiunsero il distretto tessile di Prato subito dopo la seconda guerra mondiale. Pronunciarono il loro sì nella pieve di San Giovanni Decollato, a Montemurlo, dove si erano conosciuti e dove vivono ancora.
Sono Rina Bessi e Vittorio Scantamburlo, marito e moglie da così tanto tempo d’aver ricevuto anche la visita del vicesindaco della cittadina fra Prato e Pistoia, munito di diploma del Comune. Un bell’anniversario, quello delle nozze di titanio, per i due nonni ancora innamoratissimi, pronti a baciarsi sotto il flash del fotografo come nel giorno del matrimonio.

Si conobbero nel 1945 e a distanza di così tanto tempo consigliano alle coppie più giovani, ovvero quasi tutte, la loro ricetta per un’unione che duri davvero per sempre. Gli ingredienti sono presto detti: «Fedeltà, amore e non smettere mai di punzecchiarsi su tutto per poi fare subito la pace», consigliano Rina e Vittorio dall’alto della loro longeva esperienza coniugale.

Rina montemurlese e Vittorio originario di Spinea s’incontrarono quando lei aveva 16 anni. E fu amore a prima vista, tanto che da quel giorno non si sono più persi di vista malgrado le inevitabili difficoltà che possono aver segnato anche vite tanto longeve. «Ho lavorato nel servizio di nettezza urbana e come operaio in diversi lanifici tra Prato e Montemurlo – racconta Vittorio Scantamburlo – Abbiamo passato tanti momenti difficili e, se ci ripenso, adesso non so come abbiamo fatto tante volte a mettere insieme il pranzo con la cena, a crescere la nostra famiglia e a pagare i debiti della casa.